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  • Martedì 19 maggio 2026

Sono stati recuperati i corpi di due dei sub italiani morti alle Maldive

Dopo che una squadra di sommozzatori finlandesi li aveva trovati nella grotta dove era avvenuto l'incidente

Uno dei sub finlandesi si prepara a un'immersione (Maldives President Media Division via AP)
Uno dei sub finlandesi si prepara a un'immersione (Maldives President Media Division via AP)
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Il team di ricerca ha recuperato due dei quattro corpi dei sub italiani che erano stati trovati lunedì in una grotta alle Maldive: sono Monica Montefalcone e Federico Gualtieri. L’operazione è stata condotta da una squadra di tre subacquei finlandesi molto esperti, inviati dal Divers Alert Network Europe (DAN Europe), un’organizzazione internazionale che si occupa di sicurezza subacquea. Dan Europe ha detto che l’operazione per recuperare gli ultimi due corpi proseguirà domani, se le condizioni meteorologiche lo consentiranno.

Cristian Pellegrini, subacqueo e responsabile della comunicazione di DAN Europe, dice che i corpi dei quattro sub individuati lunedì erano in una delle diramazioni senza via d’uscita che partono dalla cavità più profonda. È la parte chiamata propriamente grotta, in cui non arriva la luce naturale (i subacquei devono usare le torce), e a cui si accede dal primo ambiente illuminato dalla luce esterna, chiamato “caverna”. Pellegrini dice comunque che non ci sono ancora gli elementi per sapere cosa sia successo con esattezza, e che per ora si possono fare solo ipotesi.

Sempre martedì è stata recuperata parte dell’attrezzatura dei sub, tra cui videocamere GoPro e computer subacquei, che durante l’immersione registrano profondità e tempi e calcolano in tempo reale le tappe di decompressione: potrebbero dare informazioni molto utili per ricostruire il percorso dei sub.

Monica Montefalcone era professoressa associata dell’università di Genova esperta di ambienti marini ed era la relatrice di tesi di Federico Gualtieri, che si era da poco laureato. Oltre a loro, sono morti anche la figlia di Montefalcone, Giorgia Sommacal; Muriel Oddenino, biologa marina come Montefalcone e assegnista di ricerca sempre all’università di Genova; e l’istruttore subacqueo Gianluca Benedetti, che lavorava alle Maldive (il suo corpo era stato trovato e recuperato giovedì). Erano tutti considerati sub esperti e nei giorni precedenti avevano già fatto altre immersioni.

La procura di Roma ha fatto sapere di avere aperto un’indagine per omicidio colposo sull’incidente. Le autopsie sui corpi dei sub verranno fatte in Italia, e secondo l’ANSA nei prossimi giorni gli investigatori parleranno con gli altri italiani che erano a bordo del Duke of York, lo yacht da cui i cinque sub erano partiti per fare l’immersione.

La grotta da cui sono stati estratti i corpi di Montefalcone e Gualtieri si trova a 60 metri di profondità nell’isola di Alimathà, nell’atollo (cioè un complesso di isole coralline) di Vaavu, a circa un’ora di motoscafo dalla capitale delle Maldive, Malé. È una zona molto popolare per le immersioni subacquee per via della sua ricca fauna marina.

Il recupero dei corpi dalla grotta subacquea è un’operazione molto difficile, che richiede attrezzature e tecniche di immersione specifiche. Pellegrini spiega che è ulteriormente complicata dal fatto che non esiste una ricostruzione in 3D attendibile della grotta. L’operazione è anche molto rischiosa: sabato era morto uno dei sommozzatori delle forze armate maldiviane che aveva preso parte alle operazioni di ricerca, Mohamed Mahadi. Si era sentito male durante la fase di decompressione, la lenta risalita da un’immersione che serve a evitare la formazione di bolle di gas nel sangue quando si passa da pressioni elevate a quella atmosferica.

I sub finlandesi che si sono uniti alla squadra di ricerca sono Sami Paakkarinen (la guida del gruppo), Jenni Westerlund e Patrik Grönqvist: sono tutti specializzati nelle immersioni profonde in grotta e hanno già affrontato operazioni piuttosto complesse, durate fino a sette ore e dentro a grotte lunghe chilometri. Fra le altre cose sono dotati di rebreather, sistemi di respirazione a circuito chiuso che permettono di rimanere sott’acqua più a lungo, e degli scooter subacquei a batteria, fondamentali per affrontare pericoli come le correnti improvvise e per nuotare controcorrente senza fatica.

– Leggi anche: Come i sommozzatori finlandesi hanno trovato i corpi dei sub italiani alle Maldive