L’Arsenal ha vinto la Premier League, alla fine
A oltre vent'anni dall'ultima volta, dopo tre secondi posti e dopo aver rischiato di non farcela anche quest'anno

Grazie al risultato della partita di martedì sera tra Bournemouth e Manchester City (è finita 1 a 1), l’Arsenal ha vinto la Premier League inglese, il campionato nazionale di calcio più competitivo al mondo, che non vinceva dal 2004. A una giornata dal termine ha infatti quattro punti di vantaggio sul Manchester City, il cui allenatore Pep Guardiola quasi di certo lascerà la squadra al termine della stagione. L’Arsenal ha quindi vinto la Premier League mentre non stava giocando, con la conseguenza che – per ora – i giocatori non hanno festeggiato in campo.
Per l’Arsenal, che dal 2019 è allenato dallo spagnolo Mikel Arteta, è la 14esima vittoria nel campionato inglese e, soprattutto, è stata una vittoria attesa a lungo. Durante questa stagione la vittoria della Premier League era sembrata prima molto probabile e poi quasi svanita quando, ad aprile, il City si era riavvicinato. Durante quei giorni in molti, con grande probabilità anche tra i giocatori dell’Arsenal, avevano ripensato ai diversi casi in cui dopo un’ottima partenza la squadra non era riuscita a vincere il campionato.

I tifosi dell’Arsenal il 19 maggio fuori dall’Emirates Stadium di Londra (Julian Finney/Getty Images)
Nei precedenti tre campionati l’Arsenal era infatti sempre arrivato secondo, e sempre dopo essere stato primo in classifica almeno per qualche giornata: nel 2023 a 5 punti dal City, nel 2024 a 2 punti dal City e nel 2025 a 10 punti dal Liverpool.
Quest’anno l’Arsenal sembrava aver vanificato quasi tutto quando ad aprile aveva perso in casa contro il Bournemouth (che sta facendo un’ottima stagione) e poi aveva perso per 2-1 contro il City, che quindi – e pur con due partite da recuperare – si era avvicinato molto in classifica. Poi però l’Arsenal è tornato a vincere sia in Champions League, che in Premier, dove arriva da quattro vittorie in altrettante partite.
Arteta ha 44 anni, chiuse la sua carriera da calciatore all’Arsenal e questo è il suo primo ruolo da allenatore dopo essere stato vice allenatore di Guardiola proprio al Manchester City. È un allenatore dai modi non convenzionali, spesso creativi e a volte bizzarri, ma a quanto pare efficaci. Nelle sue prime stagioni l’Arsenal giocava un calcio propositivo e ambizioso; con il passare del tempo è diventato sempre più attento all’organizzazione difensiva e alla minimizzazione dei rischi, pur avendo in squadra molti calciatori talentuosi, come Martin Ødegaard, Bukayo Saka e Declan Rice.
Specie negli ultimi mesi la squadra si è fatta notare – e criticare – per la spiccata attenzione ai calci piazzati: solo quest’anno e solo in campionato ha fatto 18 gol su calcio d’angolo, più di ogni altra squadra nella storia della Premier League (in una classifica in cui gli Arsenal delle precedenti stagioni sono comunque nelle prime posizioni) e 10 tra rigori, calci di punizione e rimesse laterali. Contando che l’Arsenal ha segnato finora 69 gol in Premier League, vuol dire che circa il 40 per cento dei suoi gol è stato fatto partendo dai calci piazzati. L’Arsenal ha vinto il campionato nonostante il suo miglior attaccante, lo svedese Viktor Gyökeres, abbia segnato solo 14 gol.

Mikel Arteta (Marc Atkins/Getty Images)
Prima di quello di Arteta, l’ultimo Arsenal a vincere la Premier League era stato quello della stagione 2003/04, i cui giocatori divennero anche noti come Invincibles, invincibili. Era oggettivamente una squadra fortissima, che vinse la Premier League senza perdere nemmeno una partita, unica a riuscirci nella storia della Premier League. In quell’anno l’allenatore era il francese Arsène Wenger (che restò all’Arsenal dal 1996 al 2018) e in squadra c’erano, tra gli altri, l’attaccante Thierry Henry, il capitano Patrick Vieira e il difensore Kolo Touré.
Da ottima, la stagione dell’Arsenal potrebbe diventare eccezionale se a fine mese dovesse vincere la finale di Champions League contro i campioni in carica del Paris Saint-Germain: sarebbe la sua prima vittoria nel più importante torneo europeo per club.
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