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  • Venerdì 8 maggio 2026

Nella periferia di Parigi c’è un sindaco contro una catena di pollo arrosto

L'amministrazione Socialista di Saint Ouen prova in tutti i modi a far chiudere Master Poulet, in una storia che ne contiene molte altre

Il negozio di Master Poulet a Saint-Ouen con davanti i vasi posti dal sindaco Karim Bouamrane, il 30 aprile 2026 (ANSA/Lionel Urman/ABACAPRESS.COM)
Il negozio di Master Poulet a Saint-Ouen con davanti i vasi posti dal sindaco Karim Bouamrane, il 30 aprile 2026 (ANSA/Lionel Urman/ABACAPRESS.COM)
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Da due settimane il comune di Saint-Ouen-sur-Seine, alla periferia nord di Parigi, è alle prese con uno scontro insolito, quello fra la catena francese di pollo arrosto Master Poulet e il sindaco Karim Bouamrane, rieletto lo scorso marzo con il Partito Socialista e aspirante candidato alle elezioni presidenziali del 2027. All’inizio di aprile Master Poulet ha aperto un suo punto vendita nella piazza accanto al municipio, che il sindaco sta cercando in tutti i modi di far chiudere.

La questione è stata ripresa da diversi giornali, anche stranieri, sia per via dei modi creativi con cui Bouamrane e Master Poulet si stanno scontrando, sia perché coinvolge temi più ampi e molto presenti nel dibattito pubblico francese, come la gentrificazione, l’islamofobia e il cambiamento delle abitudini alimentari. Nel dibattito si sono inseriti anche altri politici locali, fra cui un deputato della France insoumise, il partito di estrema sinistra di Jean-Luc Mélenchon, che ha preso le parti di Master Poulet con l’obiettivo di togliere voti al Partito Socialista.

Master Poulet è stata fondata nel 2019 dall’imprenditore Chouaib Benbakir e oggi ha più di 50 punti vendita in tutta la Francia, che vendono principalmente pollo arrosto a prezzi accessibili (un pollo intero costa 7,5 euro). Ha riscosso un discreto successo, anche perché dal 2024 il pollo è la carne più venduta in Francia. Una parte importante del suo marketing punta sul fatto che i suoi prodotti sono halal, ossia preparati seguendo le regole dell’Islam, e quindi consumabili dalle persone musulmane. La destra si oppone da anni all’aumento dei negozi che si presentano come halal, sostenendo che minino la cultura laica francese.

Bouamrane sostiene che la catena abbia aperto il suo negozio senza le necessarie autorizzazioni, creando una veranda all’esterno che sarebbe stata installata illegalmente. Ha detto inoltre di aver ricevuto reclami per rumori e odori da alcuni abitanti.

Per questo pochi giorni dopo l’apertura ha fatto posizionare dei blocchi di cemento per impedire l’accesso al negozio. Master Poulet ha presentato un ricorso d’urgenza per chiusura illegittima: un tribunale l’ha accolto, stabilendo che quella del sindaco è stata una restrizione sproporzionata della libertà d’impresa. I blocchi sono stati rimossi.

Bouamrane allora ha fatto installare dei grandi vasi di fiori per bloccare la vista del negozio: i vasi però sono arancioni, come l’insegna della catena, e sembrano quindi messi dal negozio stesso.

Master Poulet ha risposto affiggendo degli striscioni provocatori contro il sindaco, fra cui uno che diceva: «Karim, i fondi pubblici non servono al suo ego; quanto ancora spenderà per giocare a fare lo sceriffo?». Ha anche pubblicato dei video satirici sui social media, fra cui uno fatto con l’intelligenza artificiale in cui Bouamrane, in un ipotetico futuro in cui è diventato presidente della Francia, invia degli elicotteri militari per sollevare e portare via l’intero palazzo in cui si trova il negozio.

Entrambe le parti hanno anche cercato di spostare lo scontro su un piano più politico e culturale. Bouamrane ha sostenuto che agli abitanti di Saint-Ouen dovrebbe essere offerto del cibo più sano a prezzi accessibili, e che le rivendicazioni di Master Poulet di vendere pollo a basso prezzo finiscano per «ghettizzare» la popolazione straniera del comune (fa riferimento a uno stereotipo con connotazioni razziste secondo cui le persone non bianche e più povere mangiano molto spesso il pollo). Master Poulet ha sottolineato che vicino a dove ha aperto ci sono altre catene di fast food, come Burger King, che il sindaco sta ignorando, e che i suoi ingredienti non sono di qualità inferiore a quelli di molti altri negozi della zona.

Come detto, nello scontro si è inserito anche Éric Coquerel, il deputato locale della France insoumise. Coquerel ha accusato Bouamrane di volersi liberare di Master Poulet perché la catena non rientra nel processo di gentrificazione che il sindaco sta mettendo in atto.

Un video fatto da Coquerel e dalla consigliera municipale di LFI, Manon Monmirel, contro Bouamrane e in sostegno di Master Poulet.

Saint-Ouen è un comune in trasformazione: è appena fuori Parigi e ci si arriva comodamente in metro dal centro della città. È un comune storicamente operaio, ma in cui il prezzo medio delle case negli ultimi dieci anni è passato da circa 4.400 a quasi 6mila euro al metro quadro. A Saint-Ouen c’è anche uno dei più iconici mercati delle pulci di Francia, fra i più grandi al mondo, in cui ormai vengono venduti pezzi di modernariato e mobili di design di seconda mano a prezzi inaccessibili per la maggioranza della popolazione. Allo stesso tempo, il comune si trova nel dipartimento di Seine-Saint-Denis, il più povero di Francia (escludendo i territori d’oltremare) e in cui un terzo degli 1,7 milioni di abitanti è nato all’estero.

Negli scorsi anni Bouamrane ha sfruttato i fondi messi a disposizione per le Olimpiadi di Parigi del 2024 per realizzare infrastrutture, come alloggi per gli atleti che sono stati riconvertiti, e ha reso la piazza e le strade vicine al municipio una sorta di simbolo della nuova Saint-Ouen, con delle nuove aree verdi, un nuovo ristorante di proprietà del celebre chef Thierry Marx e un nuovo bistrot vegetariano. L’ha fatto sostenendo che questa trasformazione avrebbe aiutato anche le persone che vivevano nel quartiere da decenni, facendo spesso riferimento alle sue origini di figlio di un operaio edile di Saint-Ouen originario del Marocco.

Secondo Coquerel, al contrario, questi progetti finiranno per rendere il quartiere inaccessibile alla sua popolazione storica: il deputato di LFI accusa Bouamrane di non volere il negozio di Master Poulet nella piazza perché stona con la sua idea di riqualificazione di Saint-Ouen, abitata da parigini che arrivano dal centro.