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  • Mercoledì 6 maggio 2026

L’Iran ha ricevuto una proposta dagli Stati Uniti

È un memorandum d'intesa che mette fine alla guerra e rimanda i negoziati ai successivi 30 giorni

Il Grand Bazaar di Teheran, 3 maggio 2026 (AP Photo/Vahid Salemi)
Il Grand Bazaar di Teheran, 3 maggio 2026 (AP Photo/Vahid Salemi)
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Mercoledì l’Iran ha ricevuto una proposta di pace dagli Stati Uniti: se ne sa ancora poco, ma secondo fonti anonime sentite da vari giornali internazionali è un documento preliminare e vago che prevede la fine immediata della guerra ma posticipa il grosso dei negoziati ai successivi 30 giorni, periodo durante il quale sia l’Iran che gli Stati Uniti si impegnerebbero a togliere progressivamente i rispettivi blocchi nello stretto di Hormuz.

Axios è stato il primo giornale a riportare la notizia e ha dato qualche dettaglio in più. Ha scritto che il documento è un memorandum d’intesa, un accordo diplomatico non vincolante in 14 punti, ed è stato presentato da Jared Kushner e Steve Witkoff, rispettivamente il genero e l’inviato speciale del presidente Donald Trump. L’Iran ha confermato di avere ricevuto la proposta.

Il documento, dice Axios, prevede che i colloqui successivi all’accettazione del documento si terranno a Islamabad, in Pakistan, o a Ginevra, in Svizzera, dove si discuterà di temi specifici come la riapertura definitiva dello stretto di Hormuz, la rimozione delle sanzioni statunitensi sull’Iran e lo sviluppo del programma nucleare iraniano.

Altri giornali statunitensi hanno confermato l’esistenza del memorandum, basandosi su fonti proprie che sono a conoscenza dei negoziati e senza vedere il documento. CNN ha sostanzialmente confermato il contenuto del memorandum così come riportato da Axios. Anche il Wall Street Journal lo ha fatto, confermando che prevede di affrontare i punti più controversi in un secondo momento.

Anche Trump ha fatto riferimento alla proposta in un post su Truth minacciando di nuovo di ricominciare i bombardamenti se l’Iran non dovesse accettare il documento.

Il regime iraniano non ha ancora risposto alla proposta degli Stati Uniti, anche se la starebbe valutando. Nonostante sia stato espresso ottimismo da più parti – dalle fonti di Axios, dal Pakistan, da fonti del governo americano – non è detto che la proposta verrà valutata positivamente dal regime iraniano, che al suo interno è diviso tra posizioni più massimaliste (ed è la parte più potente che fa riferimento ai Guardiani della rivoluzione) e posizioni più concilianti (ma meno influenti, come quelle espresse dal ministero degli Esteri).

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Poche ore dopo la notizia data da Axios, Ebrahim Rezaei, parlamentare iraniano ed esponente minore del regime, ha parlato della proposta statunitense come di «una lista di desideri più che una realtà», dando l’idea che il documento non sia stato valutato favorevolmente dal regime. Il portavoce del ministero degli Esteri, Esmail Baghaei, ha detto che l’Iran sta valutando la proposta e che «riferirà le proprie impressioni al Pakistan», il paese che dall’inizio della guerra è stato il più attivo nel mediare tra i due paesi.

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