L’anno è iniziato con più avvistamenti di meteore del solito
Ma non sappiamo il motivo: sono aumentate le collisioni nell'atmosfera o semplicemente ce ne accorgiamo più spesso?

Nei primi tre mesi di quest’anno la quantità di avvistamenti di meteore in cielo è stata superiore allo stesso periodo degli ultimi anni, ma non si è ancora capito il motivo. Per alcuni è un aumento anomalo e difficile da spiegare con le attuali conoscenze di cosa arriva dallo Spazio, per altri è probabilmente il frutto di una maggiore attenzione verso il cielo e di più strumenti che lo riprendono costantemente, dalle videocamere sui citofoni a quelle montate sui cruscotti delle automobili.
La NASA, l’Agenzia spaziale europea (ESA) e le altre principali agenzie spaziali in giro per il mondo tengono sotto controllo asteroidi e altri corpi celesti che potrebbero schiantarsi sulla Terra. L’osservazione riguarda però gli oggetti di grandi dimensioni che nel caso di un impatto causerebbero gravi danni, mentre esclude quelli più piccoli sia perché sono difficili da tracciare sia perché solo raramente costituiscono un vero pericolo. La loro osservazione è quindi affidata soprattutto agli appassionati di osservazioni astronomiche.
L’American Meteor Society (AMS) degli Stati Uniti è una delle principali e più antiche organizzazioni dedicate alla rilevazione e allo studio delle meteore. Tra gennaio e marzo ha registrato il doppio delle segnalazioni di bolidi (cioè meteore molto luminose in cielo) rispetto a quelle degli ultimi anni nel medesimo periodo. I bolidi avvistati ciascuno da almeno 50 persone sono stati 40, cioè il doppio rispetto alla media di 20 nei primi tre mesi degli anni dal 2021 al 2025. In generale più persone in luoghi diversi segnalano di avere assistito al medesimo bagliore in cielo, più l’osservazione è affidabile.
Sempre secondo l’AMS, in 33 casi su 40 i bolidi hanno portato alla produzione di un boato, dovuto alla loro interazione con gli strati via via più densi dell’atmosfera e indicatore del fatto che erano di dimensioni importanti. È insolito che l’AMS riceva segnalazioni su così tanti boati in un breve periodo dell’anno, durante il quale di solito la Terra non incrocia grandi insiemi di meteore (sciami meteorici).
Lo sciame meteorico più conosciuto è quello delle Perseidi, che la Terra attraversa mentre gira intorno al Sole tra la fine di luglio e buona parte di agosto. Porta a numerose osservazioni informalmente note come “stelle cadenti di San Lorenzo”, perché il picco avviene in vicinanza del 10 agosto, quando si festeggia il santo. Gli oggetti che bruciano nell’atmosfera non sono ovviamente stelle, ma detriti di piccole dimensioni lasciati nel tempo dalla cometa Swift-Tuttle, che ha un nucleo stimato di 10 chilometri di diametro costituito da ghiaccio e roccia. Altri sciami meteorici sono invece causati da pezzi di asteroidi (che sono rocciosi o metallici) come quello delle Geminidi a dicembre.

Effetti dello sciame meteorico delle Perseidi, in una foto a lunga esposizione nell’estate del 2024 (NASA)
Fuori dai periodi di attraversamento degli sciami meteorici ci possono essere casi in cui corpi celesti di piccole e medie dimensioni colpiscono la Terra, ma la loro osservazione non è sempre semplice. Ci sono enormi porzioni del pianeta disabitate, a cominciare dagli oceani che ne costituiscono il 70 per cento circa della superficie, di conseguenza molte collisioni passano inosservate.
Si stima che ogni giorno cadano sulla Terra circa 44 tonnellate di materiale proveniente dall’ambiente spaziale. La maggior parte delle meteore si polverizza inoltre nell’atmosfera e solo una piccola porzione raggiunge il suolo, diventando un meteorite. Le probabilità di essere colpiti sono estremamente basse, ma ogni tanto ci sono notizie di tetti sfondati da un meteorite.
L’assenza di particolari sciami meteorici nei primi tre mesi dell’anno complica l’interpretazione dei dati raccolti dall’AMS e da altre organizzazioni. La NASA ha di recente indicato che tra l’inizio di febbraio e la fine di aprile c’è spesso un aumento di segnalazioni rispetto all’inizio dell’anno, ma non si sa il perché. L’ipotesi è che la Terra attraversi una zona più densa di detriti del solito e che per via delle loro dimensioni ridotte sia difficile misurarne le caratteristiche. Non tutti sono convinti da questa spiegazione.
La Terra attraversa gli sciami meteorici in una certa direzione, di conseguenza tutte le meteore che originano da uno sciame sono orientate più o meno nello stesso modo e sembrano avere origine dallo stesso punto. Le osservazioni nei primi tre mesi del 2026 hanno invece riguardato meteore che hanno generato bolidi e scie luminose in direzioni diverse, tali da fare escludere che appartenessero tutte al medesimo sciame.
Un’altra ipotesi per spiegare l’aumento è legata alla possibilità che semplicemente ci siano più persone che si accorgono dei bagliori in cielo rispetto a un tempo, perché ci sono più videocamere per riprenderli. Tra smartphone, citofoni collegati a Internet, telecamere sui cruscotti delle automobili e webcam per la sorveglianza delle strade e degli edifici, ci sono ormai milioni di dispositivi che hanno sempre nelle loro inquadrature almeno una porzione del cielo. I video che vengono condivisi online su questi fenomeni sono la conferma della maggiore quantità di registrazioni e avvistamenti, quasi sempre casuali.
Una ricercatrice della NASA ha analizzato le segnalazioni nel corso del tempo e ha riscontrato una crescita pressoché costante nell’ultima quindicina di anni. I dati riferiti a quest’anno sembrano essere in linea con l’andamento che ci si poteva attendere, e questo suggerisce che il fenomeno possa essere dovuto alla maggiore capacità di individuare e registrare le meteore, più che a un reale incremento degli impatti nell’atmosfera. Altri dati indicano però una riduzione significativa delle segnalazioni dal 2020, lasciando aperta la possibilità che l’incremento sia reale e non legato solo a una maggiore attenzione e a più osservazioni.

Rappresentazione schematica della fascia principale degli asteroidi, tra Marte e Giove (NASA)
Le cause non sono quindi ancora chiare, ma al tempo stesso non è così raro che ci siano periodi di maggiore attività. Quasi tutti gli oggetti che colpiscono l’atmosfera terrestre provengono dalla “fascia principale”, un grande anello di detriti che girano intorno al Sole tra le orbite dei pianeti Marte e Giove. I più grandi, con un diametro massimo superiore ai 140 metri, sono osservati e tenuti sotto controllo da una rete di telescopi, in modo da studiarne le traiettorie e capire se costituiscano un pericolo per il pianeta.
La parola “meteora” è usata spesso per descrivere cose molto diverse tra loro. Un meteoroide è un oggetto, quasi sempre roccioso, di piccole dimensioni che viaggia nello Spazio e ha avuto origine da un asteroide o da una cometa. Se impatta contro l’atmosfera terrestre e fa apparire una striscia luminosa in cielo viene chiamato meteora. Quando parte del meteoroide rimane intatta e raggiunge il suolo si parla di meteorite.



