Tra maggio e giugno si vota in 900 comuni italiani

Tanti sono piccoli comuni ma ci sono anche venti capoluoghi, tra cui Venezia

Ca' Farsetti, sede del Comune di Venezia (Wikimedia Commons)
Ca' Farsetti, sede del Comune di Venezia (Wikimedia Commons)
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Il 24 e il 25 maggio e il 7 e l’8 giugno 2026 si voterà in 900 comuni italiani, che equivalgono a circa l’11 per cento dei 7.894 comuni totali. Tra le città che andranno al voto, venti sono capoluoghi di provincia (Salerno, Lecco, Mantova, Arezzo, Pistoia, Prato, Fermo, Macerata, Chieti, Avellino, Andria, Trani, Crotone, Reggio Calabria, Agrigento, Enna, Messina, Tempio Pausania, Sanluri e Venezia, che è anche capoluogo di regione). La regione dove ci saranno più elezioni è la Sardegna, con 149 comuni al voto. Al secondo posto c’è la Lombardia (93 comuni) e al terzo la Campania (90 comuni).

Si tratta per la maggior parte di comuni molto piccoli: 779 hanno meno di 15mila abitanti (nel caso della Valle d’Aosta nel calcolo sono inclusi solo i comuni con meno di 3mila abitanti).

115 comuni vanno al voto per motivi diversi dalla scadenza naturale, cioè perché la giunta comunale si è sciolta per qualche motivo prima della fine del suo mandato. A Messina, per esempio, il sindaco si era dimesso spiegando che non c’erano più le condizioni politiche per proseguire, visto che il numero dei suoi consiglieri di maggioranza si era ridotto. Si è però ricandidato alle elezioni di maggio.

Anche Prato voterà dopo che la sindaca uscente del Partito Democratico, Ilaria Bugetti, si è dimessa per un’indagine di corruzione a suo carico. I candidati sindaci sono sei: tra questi, il centrosinistra ha proposto il consigliere regionale ed ex deputato Matteo Biffoni, già sindaco di Prato tra il 2014 e il 2024. La coalizione di centrodestra invece ha candidato il consigliere comunale Gianluca Banchelli, dirigente di Fratelli d’Italia.

A Venezia si voterà per eleggere il nuovo sindaco dopo Luigi Brugnaro, che ha già raggiunto il limite dei due mandati consecutivi consentiti dalla legge. Ci sono ben otto candidati sindaco, tutti uomini (Venezia non ha mai avuto una sindaca). Il candidato favorito del centrosinistra è Andrea Martella, senatore veneziano e segretario regionale del Partito Democratico. La coalizione di centrodestra invece sostiene Simone Venturini, assessore a turismo, lavoro e coesione sociale nella giunta uscente.

A Salerno c’è Vincenzo De Luca, che dopo due mandati come presidente della Campania torna a candidarsi come sindaco della sua città natale, carica che ha ricoperto già altre quattro volte in passato, prima tra il 1993 e il 2001, poi tra il 2006 e il 2015 (entrambe le volte per due mandati consecutivi). A causa di alcuni equilibri tra i partiti della coalizione di centrosinistra, De Luca non si candida per il Partito Democratico, che ha rappresentato mentre era presidente di regione. Mentre il PD non ha presentato nessun candidato, Il Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra hanno candidato Franco Massimo Lanocita, mentre la coalizione di centrodestra sostiene Gherardo Maria Marenghi.