È morto l’ex pilota e atleta paralimpico Alex Zanardi
Aveva 59 anni ed era uno degli atleti italiani più amati: dopo un grave incidente nel 2020 non era più apparso in pubblico

Venerdì è morto a 59 anni Alex Zanardi, ex pilota automobilistico diventato famoso per essere sopravvissuto, nel 2001, a un grave incidente che gli causò l’amputazione di entrambe le gambe e per essere poi diventato un importante atleta paralimpico, vincitore di 4 ori e 2 argenti tra il 2012 e il 2016. Il Corriere del Veneto ha scritto che è morto per un malore dopo alcune complicanze, nella struttura assistenziale in provincia di Padova dove era stato ricoverato negli ultimi tre anni.
A giugno del 2020 infatti Zanardi aveva avuto un altro grave incidente a Pienza, durante un’uscita con la handbike, la bici con tre ruote e che viene spinta con le braccia con cui era solito gareggiare. A causa dell’incidente era rimasto in coma per circa un mese e dopo una lunga convalescenza era tornato a casa a dicembre del 2021 ma da allora non era più apparso in pubblico.
Zanardi era un atleta molto amato per via dell’ottimismo che mostrò sempre nonostante il grave incidente automobilistico e l’amputazione delle gambe. Divenne inoltre uno sportivo di ispirazione per molti: dopo l’incidente del 2001 Zanardi ricominciò infatti quasi subito a pilotare macchine da corsa e non smise mai di fare sport. Nei primi anni Duemila cominciò a praticare paraciclismo, correndo con una handbike. Nel 2012, quando aveva ormai 45 anni, cioè un’età insolita per competere ad alti livelli nello sport, vinse due medaglie d’oro e una d’argento alle Paralimpiadi di Londra 2012, e di nuovo vinse due ori e un argento quattro anni dopo, alle Paralimpiadi di Rio de Janeiro 2016.
Ad aumentare la notorietà di Zanardi contribuì anche la sua partecipazione come conduttore a Sfide, un programma televisivo della Rai in cui venivano raccontate storie sportive a cui lavorò tra il 2012 e il 2016. In precedenza aveva condotto E se domani, un programma televisivo di divulgazione scientifica.
Zanardi era nato a Bologna il 23 ottobre del 1966 e aveva cominciato a correre sui kart a 13 anni. Dopo vari anni nelle categorie minori, arrivò in Formula 1 – la più importante delle categorie dell’automobilismo – nel 1991 gareggiando prima con il team Jordan, poi con la Lotus. Nel 1993 ebbe un brutto incidente durante il Gran Premio del Belgio, ma già un anno dopo tornò a correre. Quando però alla fine di quell’anno la Lotus fallì, Zanardi lasciò temporaneamente la Formula 1. Venne assunto come pilota di Formula Cart, arrivò secondo al suo primo campionato e vinse le due stagioni successive: nel 1997 e nel 1998. Grazie al suo ottimo inglese e al suo carattere simpatico e modesto, diventò presto un pilota molto conosciuto nel circuito sportivo statunitense.
Nel 1998 ritornò alla Formula 1, ma non ottenne grandi risultati. Fece un incidente sulla pista di Imola e chiuse la stagione del 1999 con zero punti. Lasciò di nuovo la Formula 1 e tornò alla Formula Cart, che nel frattempo aveva cambiato nome, Champ Cart. Il 15 settembre 2001 a Lausitz, in Germania, stava disputando una delle sue migliori gare di sempre: dopo una partenza dalla pit lane (cioè per ultimo) era riuscito a recuperare una posizione dopo l’altra e a piazzarsi in testa alla gara. Dopo un pit stop, probabilmente troppo posticipato, stava rientrando in pista cercando di non perdere posizioni ma a causa di un colpo sbagliato di acceleratore si ritrovò di traverso in mezzo alla pista. Un primo pilota riuscì ad evitarlo per poco, ma un altro, il canadese Alex Tagliani, vide l’auto di Zanardi soltanto all’ultimo secondo, la colpì di fianco e le tagliò via il muso.
Zanardi perse immediatamente entrambe le gambe e in pochi minuti quasi tre quarti di tutto il suo sangue. Dopo un primo soccorso in pista, in ospedale i medici lo operarono per tre ore nel tentativo di chiudere le ferite, e alla fine riuscirono a salvargli la vita. Zanardi rimase incosciente per oltre una settimana ma riuscì a ristabilirsi e appena due anni dopo l’incidente corse dei giri di prova in un circuito con un’auto Gran Turismo.

Alex Zanardi a bordo di una handbike, 21 ottobre 2012 (EPA/UWE ANSPACH)
Nel 2007 provò la handbike. Dopo soltanto 4 settimane di allenamento arrivò quarto alla maratona di New York nella categoria handbike. Partecipò poi ad alcuni campionati italiani, fino a competere alle Paralimpiadi, in cui vinse in totale sei medaglie in due edizioni diverse tra il 2012 e il 2016.
Il secondo grave incidente, nel 2020, avvenne durante un’uscita in handbike a Pienza, vicino a Siena: si scontrò contro un camion che viaggiava nel senso di marcia opposto. Fu immediatamente operato al policlinico Santa Maria alle Scotte di Siena per via di alcuni traumi cranici. A fine luglio venne trasferito all’Ospedale San Raffaele di Milano, a novembre fu spostato all’ospedale di Padova in modo che fosse più vicino a dove viveva la sua famiglia e poco dopo fu dimesso. Da allora però non ha più gareggiato. La famiglia ha scritto in una nota che «Alex si è spento serenamente».



