Tim Cook non sarà più CEO della Apple
A settembre lascerà l'incarico dopo quasi 15 anni e verrà sostituito da John Ternus

Apple ha comunicato che il suo storico amministratore delegato, Tim Cook, lascerà l’incarico a settembre. Verrà sostituito da John Ternus, che attualmente è il vice presidente a capo della sezione di progettazione hardware. Cook manterrà comunque un ruolo da presidente esecutivo. È uno sviluppo molto grosso, per Apple: l’ultimo cambio di amministratore delegato era stato nel 2011, quando Cook aveva preso la guida della multinazionale poco prima della morte del fondatore Steve Jobs.
La possibilità che Cook si dimettesse quest’anno era nell’aria da alcuni mesi. Ha avuto un ruolo centrale nello sviluppo di Apple dopo la morte del suo capo visionario e carismatico. In questo, Cook è considerato un manager assai efficace: quando divenne amministratore delegato, Apple valeva 350 miliardi di dollari e oggi ne vale quattromila miliardi. Nello stesso periodo, i profitti di Apple sono quadruplicati, fino a 110 miliardi di dollari l’anno. Lunedì Cook ha ringraziato per «il più grande privilegio della mia vita».

John Ternus durante un evento di Apple, il 4 marzo (Adam Gray/Bloomberg)
Negli ultimi anni, Cook aveva avuto anche una sorta di ruolo diplomatico, con frequenti viaggi in Cina, con cui l’azienda ha fatto compromessi, per esempio rimuovendo applicazioni sgradite al regime dal suo app store mentre cercava faticosamente di diversificare la sua filiera produttiva verso altri paesi, anzitutto l’India. Apple si è dovuta barcamenare anche con gli enormi dazi dell’amministrazione Trump, scontrandocisi e cercando di compiacerlo annunciando 100 miliardi di dollari di investimenti negli Stati Uniti.
– Leggi anche: Apple è in ritardo con i suoi piani per l’intelligenza artificiale
Ternus, ha 50 anni, 15 in meno di Cook. Lavora per Apple dal 2001 e ha curato lo sviluppo dell’iPad e delle AirPods, tra le altre cose, prima di occuparsi di tutti i prodotti, incluso il più importante: l’iPhone. Sarà l’ottavo amministratore delegato della storia dell’azienda dalla fondazione, cinquant’anni fa, ma solo il terzo dal ritorno di Jobs, nel 1997.
Negli ultimi mesi Apple ha dovuto fare i conti con una perdita di personale, anzitutto dirigenti di alto livello, senza precedenti nella sua storia. Storicamente infatti è considerata un modello di stabilità nella Silicon Valley, ed era nota per la sua capacità di attirare e trattenere i cosiddetti “talenti”, cioè i professionisti più bravi nel loro lavoro. Era stato considerato un segnale delle difficoltà dell’azienda ad adattarsi al mercato dell’intelligenza artificiale, su cui Apple è tuttora indietro rispetto alla concorrenza.



