C’è una crisi di governo in Romania

Il principale partito della coalizione ha ritirato il sostegno al primo ministro, che ora potrebbe doversi fare da parte

Il primo ministro romeno, Ilie Bolojan, durante una visita a Berlino, lo scorso 28 gennaio
Il primo ministro romeno, Ilie Bolojan, durante una visita a Berlino, lo scorso 28 gennaio (AP Photo/Ebrahim Noroozi)
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Il Partito Socialdemocratico (PSD), il principale della coalizione al governo in Romania, ha tolto il suo sostegno al primo ministro Ilie Bolojan, facendogli mancare la maggioranza in parlamento e aprendo così una crisi di governo. Lo ha deciso lunedì la dirigenza del partito, che nei prossimi giorni ritirerà anche i suoi sei ministri. Bolojan aveva sempre escluso di dimettersi, ma negli ultimi giorni ha aperto alla possibilità di lasciare il posto a un primo ministro ad interim, scelto tra i componenti del governo.

I Socialdemocratici sono delusi dalle politiche di Bolojan e in particolare dall’aumento delle tasse, a cui attribuiscono il proprio calo nelle intenzioni di voto a vantaggio dell’estrema destra di AUR. Bolojan, che fa parte del Partito Nazionale Liberale (PNL) di centrodestra, è in carica dal maggio del 2025, quando era stato nominato dal neopresidente Nicușor Dan, il candidato europeista che aveva sconfitto al ballottaggio George Simion, il leader di AUR, che è prima nei sondaggi.

Le ultime elezioni parlamentari erano state nel 2024 e i Socialdemocratici le avevano vinte. Le prossime sono previste nel 2028: in Romania non ce ne sono mai state di anticipate.

La riunione del PSD del 20 aprile, a Bucharest

La riunione del PSD del 20 aprile, a Bucarest (EPA/ROBERT GHEMENT)

AUR ha detto che a maggio presenterà una mozione di sfiducia, e i Socialdemocratici potrebbero fare lo stesso. Se votassero insieme, avrebbero abbastanza seggi da fare approvare la sfiducia, facendo cadere il governo. A quel punto toccherebbe a Dan rifare le consultazioni per formarne uno nuovo, probabilmente espresso dalla medesima coalizione, di cui oltre a PNL e Socialdemocratici fanno parte i liberali dell’Unione Salva Romania (USR) e il partito della minoranza ungherese (UDMR).

Malgrado il nome, i Socialdemocratici sono un partito con posizioni molto conservatrici su temi sociali, nonché quello con posizioni più euroscettiche in una coalizione in maggioranza europeista.

Dan ha sempre escluso di poter nominare un primo ministro dello schieramento di estrema destra. Lunedì ha cercato di dare rassicurazioni. «Avremo una crisi politica, ma sulle questioni essenziali ci sarà prevedibilità», ha detto. Si riferisce, in particolare, alle riforme di rigore economico, promesse dal suo governo, a cui sono vincolati 11 miliardi di euro di fondi europei. Sono fondamentali viste la grave difficoltà dell’economia romena (dal 2020 il paese è sotto procedura per deficit eccessivo da parte della Commissione Europea) e su cui il governo stava ottenendo i primi, timidi risultati.