Ascesa, discesa e risalita del Coventry
È tornato in Premier League dopo 25 anni, con un allenatore famosissimo e che forse era stato giudicato troppo in fretta

Venerdì sera il Coventry ha pareggiato 1-1 contro il Blackburn Rovers, riuscendo così a vincere con quattro giornate d’anticipo la Championship, la Serie B inglese. Dalla prossima stagione il club tornerà quindi in prima divisione, la Premier League, per la prima volta dopo 25 anni, durante i quali ha fatto in tempo a scendere e risalire dalla quarta divisione, la League Two. Ce l’ha fatta dopo una grossa crisi societaria, un po’ di problemi con il suo stadio e grazie a un allenatore – l’ex centrocampista inglese Frank Lampard – che finora in molti avevano sottovalutato, dopo un inizio di carriera ondivago e privo di grandi successi.
Coventry è una città nel centro dell’Inghilterra, a poco più di due ore di macchina da Londra. Ha avuto varie squadre di calcio già dagli anni Sessanta dell’Ottocento: quella attuale nacque nel 1886 con il nome di Singers, dalla fabbrica di biciclette dove lavorava il suo fondatore. Nel 1898 si decise di dare alla squadra il nome della città e di separarla dall’azienda, perché i tifosi volevano evitare che fosse dipendente dai suoi problemi economici.
Negli oltre 120 anni successivi il Coventry si barcamenò tra parecchi bassi e qualche alto: i successi veri sarebbero rimasti pochi. Il suo periodo migliore fu soprattutto quello tra anni Sessanta e Ottanta: nel 1970 partecipò per la prima e unica volta a una competizione europea, la Coppa delle Fiere (antenata dell’odierna Europa League) e nel 1987 vinse l’unico trofeo della sua storia, la FA Cup, la principale coppa d’Inghilterra.
La squadra rimase nella massima divisione inglese per 34 anni consecutivi, dal 1967 al 2001; e nel 1992 era stata tra i club che aveva deciso di separarsi dalla First Division (la massima serie di allora, che esisteva dal 1888) per fondare l’attuale Premier League. Quando il Coventry retrocesse in Championship nel 2001, fu dunque una cosa davvero grossa; è come se quest’anno succedesse davvero al Tottenham in Premier League (non retrocede dal 1978, e sta rischiando) oppure alla Fiorentina in Serie A.
Da allora il Coventry fece molta fatica a tornare in Premier. La Championship, dopotutto, è un campionato lungo e difficile, con tante squadre competitive ogni anno; lo era soprattutto in quegli anni, e il Coventry non riuscì a stare al passo delle migliori. Dopo la retrocessione, infatti, il club aveva iniziato ad accumulare sempre più debiti, soprattutto per via del suo nuovo stadio – la Ricoh Arena, costruita insieme al comune e aperta nel 2005.

La Ricoh Arena nel 2012: sugli spalti c’è scritto «Sky Blues», ovvero «I celesti», dal colore della maglia del Coventry (Jamie McDonald/Getty Images)
Nel 2007, quando rischiava il fallimento, fu acquistato dal fondo d’investimento londinese SISU Capital. Le perdite, però, continuarono nonostante il club avesse ormai venduto le proprie quote dello stadio, e i nuovi proprietari iniziarono a vendere i giocatori migliori della squadra e a investirci sempre meno. Nel 2012 il Coventry retrocesse in League One, la Serie C inglese, e nel 2017 scese in League Two per la prima volta in 61 anni.
Furono anni complicati per i tifosi, pure da un punto di vista logistico. A volte l’affitto dello stadio era così costoso per il Coventry che la squadra fu costretta a giocare le partite “in casa” altrove. Nella stagione 2013-2014 si spostarono nello stadio del Northampton Town (attualmente in League One), a più di 110 chilometri di distanza. Tra il 2019 e il 2021 furono invece costretti a giocare a Birmingham, a una mezz’oretta di macchina da Coventry.
In quegli anni, però, la situazione era già nettamente migliorata. Sotto la guida dell’allenatore inglese Mark Robins, il Coventry era riuscito a tornare in League One nel 2018 e, nel 2020, fu promosso in Championship quando ancora mancavano 12 partite di campionato: la League One era stata sospesa per la pandemia di Covid-19, e si era deciso di usare la media punti per determinare la classifica finale.

Mark Robins e il giocatore del Coventry Michael Doyle festeggiano la promozione in League One, 28 maggio 2018 (Catherine Ivill/Getty Images)
Tornato in Championship, pur senza il suo stadio, il Coventry – sempre allenato da Robins – tornò a poco a poco sempre più competitivo, anche perché nel 2022 fu acquistato da Doug King, un imprenditore locale e tifoso della squadra. Tra il 2021 e il 2023 ci giocò, per esempio, lo svedese Viktor Gyökeres, che negli ultimi anni è diventato uno dei migliori attaccanti d’Europa e ora gioca nell’Arsenal. Con i suoi numerosi gol, nel 2023 il Coventry arrivò fino alla finale dei playoff di campionato, perdendola ai rigori con il Luton Town – una squadra che oggi è in League One.
Nel 2024 la squadra si fece notare anche fuori dall’Inghilterra, forse per la prima volta nella sua storia. In campionato non andò bene (finì nona), ma andò vicinissimo a una storica finale di FA Cup dopo aver perso ai rigori un’emozionante semifinale contro il Manchester United.
Non essendosi qualificato ai playoff, però, alla fine di quella stagione Mark Robins fu esonerato, sette anni e due promozioni dopo. Al suo posto fu chiamato Frank Lampard, che era stato molto forte come calciatore (nel Chelsea, soprattutto) ma abbastanza discontinuo come allenatore. Dal 2019, cioè da quando allena, Lampard era infatti stato esonerato da due delle tre squadre per cui aveva lavorato; e durante il suo ultimo incarico – quello di allenatore ad interim del Chelsea – aveva vinto una sola partita su undici. Si capisce perché molti tifosi fossero scettici.
Invece, in un contesto con meno pressione e quindi più adatto a un allenatore tutto sommato ancora giovane, Lampard ha dimostrato ottime qualità ed è riuscito subito a proporre un gioco semplice, veloce e divertente. E senza che la sua squadra facesse chissà quali acquisti, soprattutto rispetto alle rivali: in questi due anni, per capirci, il più notevole è stato quello del centrocampista 30enne Matt Grimes, preso dallo Swansea City per circa 4 milioni di sterline (4,6 milioni di euro).
Lampard è molto apprezzato sia dai tifosi che dai suoi calciatori. Il centrocampista giapponese Tatsuhiro Sakamoto ha detto che gli «sta insegnando cose difficili perfino da spiegare. L’impatto che ha avuto qui è incredibile».
Il ritorno in Premier League – il campionato più ricco e competitivo del mondo – non sarà comunque facile per il Coventry di Lampard. Le squadre che salgono dalla Championship spesso fanno fatica a restare in Premier League, per motivi economici ma anche perché non sono abituate a quel livello. D’altro canto, essere stati promossi quest’anno potrebbe essere stata anche una grossa fortuna: se il Tottenham dovesse davvero retrocedere in Championship, il Coventry si sarebbe trovato in campionato un’altra squadra fortissima e ricchissima da battere per ottenere la promozione.



