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  • Giovedì 16 aprile 2026

Una squadra da più di 150 gol

Il Bayern Monaco sta giocando a un livello alto pure per i suoi standard, grazie soprattutto a un allenatore stiloso e a un attaccante formidabile

I giocatori del Bayern Monaco festeggiano un gol contro il Real Madrid, 15 aprile 2026 (Lars Baron/Getty Images)
I giocatori del Bayern Monaco festeggiano un gol contro il Real Madrid, 15 aprile 2026 (Lars Baron/Getty Images)
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Mercoledì sera il Bayern Monaco ha battuto 4 a 3 il Real Madrid nella partita di ritorno dei quarti di finale di Champions League, il più importante torneo europeo per club. È stata la quarta partita in cui il Bayern Monaco ha segnato 4 o più gol nell’ultimo mese. Vedere il Bayern Monaco segnare tanti gol non è una sorpresa: finora ha segnato 157 gol in 46 partite (come nessun altro nei migliori cinque campionati europei) e lo scorso marzo, ai soli ottavi di finale di Champions League, ne fece 10 all’Atalanta tra andata e ritorno, subendone solo 2. In Bundesliga, il campionato tedesco, è primo con 8 punti di scarto.

E dire che l’allenatore del Bayern Monaco è giovane e ancora tutto sommato inesperto. Il belga Vincent Kompany ha 40 anni e allena la squadra dal 2024. Quando arrivò fu una grande sorpresa: da calciatore, infatti, Kompany era stato molto forte e aveva vinto tanto, ma allora allenava da poco tempo e la stagione prima il suo Burnley era arrivato penultimo in Premier League (la massima divisione inglese), retrocedendo.

Eppure fu una scelta azzeccata, come spesso capita con il Bayern Monaco. Al suo esordio Kompany dimostrò subito di essere un allenatore di alto livello, vinse il campionato (una cosa abbastanza facile per il Bayern Monaco, che in termini economici e tecnici quasi non ha rivali in Germania) e raggiunse i quarti di finale di Champions League, dove fu poi eliminato dall’Inter.

Vincent Kompany festeggia il gol del pareggio contro il Real Madrid (Stefan Matzke – sampics/Getty Images)

Il livello dell’anno scorso era già piuttosto alto, ma in questa stagione è superiore, e pure di tanto: per fare un esempio, l’anno scorso i gol erano stati 154 a fine stagione e c’erano pure state le cinque partite del quadriennale Mondiale per club. Quest’anno, con dieci partite in meno, il Bayern Monaco è già a 157 gol , grazie ai quali ha perso solo due dei 46 incontri giocati finora, pareggiandone quattro e vincendo tutti gli altri. Di Kompany viene apprezzato lo stile di gioco che propone, e anche il suo stile personale: l’abbigliamento che sfoggia quando allena, allo stesso tempo sportivo e cool, è diventato oggetto di un piccolo culto tra gli appassionati.

Quasi un terzo di tutti questi gol (50) sono stati segnati dal 32enne inglese Harry Kane, uno degli attaccanti più prolifici degli ultimi dieci anni, al Bayern dal 2024. Ne ha fatti 31 solo in Bundesliga (la massima divisione tedesca) e nei migliori cinque campionati europei nessuno è così continuo; gli si avvicina solo il francese Kylian Mbappé del Real Madrid, che nel suo campionato ne ha segnati 23.

Dei 50 gol segnati, Kane ne ha fatti la maggior parte (44) dentro l’area di rigore, e 15 su calcio di rigore. Ne ha segnati anche 14 con il piede sinistro, cioè quello che usa meno, o di testa: senza considerare il suo piede destro, insomma, ha fatto più gol di qualsiasi altro giocatore del suo ex club, il Tottenham, in questa stagione, e di qualsiasi giocatore in Serie A tranne uno, Lautaro Martínez.

Soprattutto, Kane finora ha fatto meglio dell’argentino Lionel Messi nella stagione 2011-2012, considerata una delle migliori di sempre per un calciatore visti i gol (73) e gli assist (32) realizzati da Messi. A 42 partite giocate, cioè le stesse di Kane, Messi allora aveva 2 gol in meno.

Oltre a quelli di Kane, ci sono altri 100 gol segnati dal Bayern: quasi tutti gli attaccanti hanno fatto almeno 10 gol, e il 18enne Lennart Karl ne ha fatti 9. Mentre infatti sta battendo numerosi record della Bundesliga, Kompany ha fatto anche esordire otto calciatori tra i 16 e i 19 anni, e non l’ha quasi mai fatto per necessità.

Altri dati dimostrano quanto sia contemporaneamente arrembante e organizzato l’attacco del Bayern Monaco. Tra Champions League e Bundesliga la squadra fa in media più di 19 tiri a partita e poco più della metà sono tiri in porta. E pur attaccando così tanto, è difficile – almeno a vedere i numeri – che un attaccante del Bayern Monaco finisca in fuorigioco.

Tanti gol vengono, logicamente, da tanti assist. I giocatori del Bayern Monaco ne hanno realizzati circa 130 in tutta la stagione. I dati variano a seconda di cosa si consideri davvero un assist, ma in generale vuol dire che il Bayern Monaco segna circa 3 gol su 4 su azione, a dimostrazione del suo gioco organizzato, efficiente e propositivo di Kompany. Il resto viene invece da calci di rigore, calci di punizione o – in casi più rari – giocate interamente individuali: è un dato comunque notevole, perché dimostra anche la grande abilità tecnica dei giocatori del Bayern Monaco.

La maggior parte degli assist è arrivata dal calciatore francese Michael Olise, che finora ne ha realizzati 29 insieme a 18 gol. È un numero impressionante: Messi nella stagione 2011-2012 ne fece 32.

Olise gioca al Bayern Monaco dalla scorsa stagione, quando fu acquistato per 50 milioni di euro dalla squadra londinese del Crystal Palace, e fa l’ala destra (cioè l’attaccante che gioca sulle fasce laterali). In un articolo di Ultimo Uomo su di lui si legge: «Non c’è bisogno di scavare nelle partite di Olise per trovare materiale da highlights, basta prenderne una a caso e sarà piena di giocate sontuose, in genere equamente divise tra accelerazioni vertiginose e giocate tecniche più delicate».

Gli altri circa 10 assist fatti dai giocatori del Bayern Monaco in questa stagione sono ben distribuiti. A farne di più sono, per ovvie ragioni, gli attaccanti: dopo Olise, il miglior assistman del Bayern Monaco è l’ala sinistra Luis Diaz con 18 assist. Eppure secondo i dati di Transfermarkt (i più affidabili in circolazione, che però considerano assist anche i rigori guadagnati e le ribattute) molti assist vengono anche dal centrocampo (31) e dalla difesa (29). Da solo, il difensore austriaco Konrad Laimer ne ha fatti 10 quest’anno, 3 dei quali in Champions League.

Anche in difesa il Bayern Monaco non se la cava malissimo, pur giocando in modo molto aggressivo e, quindi, rischioso. Finora ha subìto 47 gol, cioè poco più di uno a partita, e non è quasi mai stato un problema. Il Barcellona, una squadra molto simile per modo di giocare, ha invece preso 57 gol in 50 partite, segnandone però “solo” 133.

Con questi dati, il Bayern Monaco può realisticamente puntare a fare un triplete di triplete, si potrebbe dire. Se dovesse vincere campionato, coppa nazionale e Champions League (il cosiddetto “triplete”, appunto), diventerebbe la prima squadra di calcio a farcela per tre volte, dopo il 2013 e il 2020. Per farlo, però, dovrà intanto superare, in semifinale di Champions League, la squadra che a detta di quasi tutti i commentatori è, assieme proprio al Bayern, la migliore d’Europa: il Paris Saint-Germain.