Barcellona-Atlético Madrid, di nuovo
Per la sesta volta in questa stagione, la più importante, si affronteranno due squadre di calcio dalle idee quasi opposte

Stasera alle 21, allo stadio Metropolitano di Madrid, si gioca la sesta partita stagionale tra Barcellona e Atlético Madrid. È la più importante di tutte, perché vale l’accesso alle semifinali di Champions League, il principale torneo europeo per club. L’Atlético parte favorito, avendo vinto l’andata di settimana scorsa per 2 a 0 e giocando in casa, ma ci si aspetta una serata comunque entusiasmante: per il clima di tensione tipico di un quarto di finale di Champions (dove le rimonte non sono affatto rare), per la rivalità che c’è tra le due squadre e per gli stili di gioco profondamente diversi, sui quali punteranno per passare il turno.
Il Barcellona è una delle squadre migliori al mondo quando si tratta di costruire gioco e fare gol, e ha un attaccante fortissimo, brillante e talentuoso: il diciottenne Lamine Yamal. L’Atlético, al contrario, ha un approccio grintoso, difensivo e pragmatico, così particolare da avere un nome proprio: cholismo, dal soprannome del suo principale promotore Diego “el Cholo” Simeone, che allena l’Atlético dal 2011. Pure l’Atlético, in ogni caso, ha diversi calciatori di altissimo livello, su tutti il formidabile attaccante argentino Julián Álvarez, preso due anni fa dal Manchester City per 75 milioni di euro.
L’opposizione tra le due squadre spesso viene esasperata dai media e dai tifosi, anche alla luce delle personalità dei protagonisti. Simeone e Lamine Yamal hanno partecipato alle conferenze stampa di preparazione alla partita e si sono mostrati, come spesso accade, sicuri e determinati delle proprie capacità e di quelle della propria squadra. Yamal, per capirci, ha detto: «spero che il Cholo mi faccia un favore e schieri un giocatore per giocare uno contro uno contro di me domani». È davvero bravo a dribblare gli avversari: lo fa con continuità, senza paura di rischiare la giocata e creando da solo varie occasioni da gol. Tra i cinque maggiori campionati europei Yamal è il primo calciatore per dribbling riusciti, con 127; il secondo ne ha 30 in meno.
Alcuni calciatori del Barcellona, incluso lo stesso Yamal, stanno condividendo foto o fotomontaggi che richiamano un’altra storica rimonta sportiva: quella del cestista LeBron James, che nel 2016 riuscì a vincere le finali di NBA (il campionato nordamericano di basket) con i Cleveland Cavaliers, ribaltando la serie da 1-3 a 4-3, qualcosa che non era mai successo prima. Allo stesso tempo, il Barcellona non è mai riuscito a eliminare l’Atlético Madrid in una fase a eliminazione diretta della Champions League (si affrontarono sempre ai quarti nel 2014 e nel 2016, e passò sempre l’Atlético).
Fonti vicine al Barcellona raccontano che i calciatori si stanno mandando tra loro meme come questo qui sopra, che il centrocampista Dani Olmo ha pubblicato su Snapchat
È una fiducia nei propri mezzi tutto sommato ben riposta, quella del Barcellona. In campionato sta andando alla grande: ha segnato 84 gol in 31 partite ed è ormai vicinissimo a vincere il titolo per la seconda volta consecutiva. Ha in squadra altri ottimi giocatori oltre a Yamal, alcuni dei quali più esperti e rodati, e un allenatore, il tedesco Hansi Flick, che li sa far giocare in modo entusiasmante e sempre arrembante. Anche quando difendono.
Quando non ha la palla, il Barcellona non resta fermo ad aspettare e non lascia giocare gli avversari, ma va subito in avanti per pressare e cercare di recuperare il pallone. Significa che la squadra difende molto “alta”, cioè lontano dalla propria porta, spesso nella metà campo avversaria. È una scelta rischiosa, perché aumenta la possibilità di subire un contropiede; ma grazie all’organizzazione tattica di Flick e alla qualità tecnica e alla velocità dei suoi giocatori, questa strategia risulta spesso efficace.
In un contesto come la Champions League, dove spesso un singolo errore può decidere l’eliminazione, questa tattica può rendere la squadra più vulnerabile. Lo si era visto l’anno scorso, quando il Barcellona fu eliminato in semifinale dall’Inter; e lo si è visto ancora di più quest’anno contro l’Atlético – una delle squadre che meglio riesce a sfruttare gli spazi vuoti lasciati dai propri avversari.
Il punto di svolta della partita d’andata è stato proprio un contropiede dell’Atlético, che ha portato all’espulsione del difensore del Barcellona Pau Cubarsí e alla conseguente punizione da cui l’attaccante argentino Julián Álvarez ha segnato il gol dell’1-0.
In generale, poi, l’Atlético è stato molto bravo ad attaccare la profondità, cioè a sfruttare gli spazi alle spalle della difesa del Barcellona; soprattutto gli spazi laterali, le cosiddette “fasce”. Non a caso, dei 14 gol subiti dal Barcellona di Flick contro l’Atlético di Simeone, 10 sono arrivati proprio da quella zona del campo.
Lo si era visto anche durante la partita d’andata di Coppa del Re (la coppa nazionale spagnola) dello scorso febbraio, vinta 4-0 dall’Atlético contro il Barcellona
Dato che stasera gli basterà difendere il risultato per qualificarsi alla semifinale, molti si aspettano dall’Atlético una partita molto prudente, di difesa a oltranza e contropiede. Alcuni tifosi immaginano già una partita all’insegna del cosiddetto “haramball” o “anti-calcio”, cioè di un calcio poco spettacolare, fatto di lanci lunghi, pochi passaggi e tante perdite di tempo. “Haramball” in particolare è un termine usato soprattutto sui social, che si può tradurre in modo informale come “calcio proibito” o “calcio caotico”. Si usa la parola araba haram (che indica ciò che è considerato illecito o non consentito secondo la legge islamica) perché spesso gli allenatori in questione vengono rappresentati – in modo caricaturale e stereotipato – come jihadisti.
È una versione esasperata e semplificata di un approccio che, come detto, è molto più strutturato, e per certi versi sofisticato, perlomeno fatto come lo fa l’Atlético. Rende comunque bene l’idea che ne hanno molti appassionati, soprattutto quando viene confrontato con un calcio più propositivo e offensivo come quello del Barcellona. Eppure, tra le due la squadra che ha subito più gol in Champions League quest’anno è stato l’Atlético.
Non è detto comunque che questo approccio difensivo di Diego Simeone annulli il gioco spettacolare del Barcellona. E in ogni caso le partite tra l’Atlético Madrid di Simeone e il Barcellona di Hansi Flick sono spesso state molto divertenti, ricche di gol e incerte, anche perché come detto pure l’Atlético ha giocatori forti e sa, in certi momenti, creare azioni spettacolari.
Nei nove incontri disputati finora tra i due allenatori il Barcellona ha vinto cinque volte, c’è stato un pareggio e l’Atlético ha vinto tre volte, con una media di ben 3,78 gol a partita. In questa stagione nel campionato spagnolo il Barcellona ha vinto entrambe le volte, 3-1 all’andata e 2-1 al ritorno; nella Coppa del Re invece l’Atlético ha battuto 4-0 il Barcellona all’andata, perdendo 3-0 al ritorno ma qualificandosi comunque per la finale. La partita di stasera si potrà vedere su Sky e su Now.



