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  • Giovedì 2 aprile 2026

Qualcuno sta guadagnando molto con la guerra, e c’entra il governo americano

Negli Stati Uniti sono state fatte varie scommesse sui mercati con tempismo decisamente sospetto

Un operatore finanziario a New York con un video di Donald Trump sul suo terminale, marzo 2026 (AP Photo/Seth Wenig)
Un operatore finanziario a New York con un video di Donald Trump sul suo terminale, marzo 2026 (AP Photo/Seth Wenig)

Sabato 21 marzo Donald Trump ha dato un ultimatum all’Iran: ha detto che se entro 48 ore non fosse stato liberato lo stretto di Hormuz, gli Stati Uniti avrebbero «annientato le centrali elettriche» iraniane. Nel fine settimana le borse sono chiuse, ma lunedì 23 le borse asiatiche (le prime ad aprire, per il fuso orario) erano tutte in grande calo, e il prezzo del petrolio aveva cominciato a salire per timore di una nuova escalation militare nella guerra in Medio Oriente.

Alle 6:49 di lunedì mattina ora di New York, però, i mercati hanno cominciato ad avere dei movimenti anomali. A quell’ora le contrattazioni sono di solito poche, perché i broker americani devono ancora entrare in attività, ma il 23 mattina sono state fatte transazioni per centinaia di milioni di dollari in contratti sul petrolio e sul valore di borsa. In pochi minuti sono stati scambiati sei milioni di barili, mentre di solito a quell’ora gli scambi si attestano attorno alle centinaia di migliaia.

Non è possibile dire con certezza che tipo di transazioni sia stato fatto (se di vendita o di acquisto), ma le analisi successive hanno desunto che quell’inusuale aumento fosse dovuto a qualcuno che aveva acquistato degli strumenti finanziari scommettendo che il prezzo del petrolio sarebbe sceso e che i mercati si sarebbero ripresi. Era una scommessa contraria a quello che stava succedendo in quel momento: a causa dell’ultimatum di Trump, il prezzo del petrolio saliva e le borse crollavano.

Poi però Trump ha pubblicato un post su Truth.

Alle 7:05, quindi pochi minuti dopo il grosso aumento di transazioni, Trump ha rimandato l’ultimatum, e anzi ha annunciato per la prima volta che erano in corso negoziati di pace tra gli Stati Uniti e l’Iran. Improvvisamente i mercati hanno recuperato circa il 4 per cento e il prezzo del petrolio è sceso del 14 per cento. Questa era esattamente la scommessa che era stata fatta sui mercati pochi minuti prima: chiunque l’abbia fatta ha guadagnato centinaia di milioni di dollari in una sola giornata.

Queste transazioni sono anonime e quindi è impossibile sapere chi le abbia fatte, a meno di indagini da parte delle autorità statunitensi. Ma il tempismo eccezionalmente favorevole ha fatto immediatamente pensare a un fenomeno di insider trading. Alla possibilità, cioè, che qualcuno sapesse in anticipo che Trump avrebbe rimandato l’ultimatum, e che abbia investito in borsa di conseguenza, in maniera da fare guadagni eccezionali.

«La domanda è: quali sono le possibilità che qualcuno abbia fatto quegli scambi al momento giusto e abbia avuto un colpo di fortuna?», ha detto al New Yorker Ben Schiffrin, un ex avvocato della Commissione di vigilanza della borsa americana (SEC).

Poiché i movimenti di borsa sono stati provocati da un annuncio di Trump, l’ipotesi più plausibile è che le informazioni necessarie per l’insider trading siano arrivate da qualcuno con accesso al presidente o alla sua amministrazione, che quindi sapeva che Trump stava per rimandare l’ultimatum. Questo nelle amministrazioni statunitensi passate sarebbe stato un grande scandalo: l’idea che qualcuno dentro al governo americano potesse usare informazioni riservate per arricchirsi personalmente sarebbe stata inaccettabile. Sotto Trump, è stato soltanto un altro lunedì. La Casa Bianca ha comunque smentito di essere coinvolta.

Il giorno stesso il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha smentito che i negoziati fossero in corso e ha detto che la notizia dei colloqui era una «fake news usata per manipolare i mercati finanziari e del petrolio».

Un operatore finanziario a New York, marzo 2026 (AP Photo/Seth Wenig)

Un operatore finanziario a New York, marzo 2026 (AP Photo/Seth Wenig)

Non è la prima volta che succede una cosa del genere. Il Financial Times ha rivelato che pochi giorni prima dell’inizio della guerra in Medio Oriente il broker finanziario del segretario alla Difesa Pete Hegseth aveva cercato di acquistare prodotti finanziari nel settore degli armamenti per vari milioni di dollari presso la società d’investimento BlackRock.

Hegseth è uno dei più importanti pianificatori della guerra, che ovviamente sapeva dell’attacco degli Stati Uniti. Il fatto che poco prima di quest’attacco il suo broker abbia cercato di investire nel settore degli armamenti è potenzialmente grave. Hegseth ha smentito le accuse e alla fine quei prodotti finanziari non sono stati acquistati, quanto meno presso BlackRock, ma non è chiaro se il broker l’abbia fatto con qualche altra società.

A questo si aggiungono le scommesse su Polymarket. Il sito internet Polymarket è un “mercato predittivo”: il suo funzionamento ricorda quello del mercato azionario perché gli utenti non scommettono direttamente sull’esito di un evento ma comprano un titolo a esso legato. Il valore di questi titoli varia a seconda dei pronostici degli utenti ed è quindi possibile scommettere su un evento e realizzare un guadagno anche prima che questo si verifichi, rivendendo il proprio titolo una volta che il suo valore è aumentato.

Il 28 febbraio alcuni utenti su Polymarket hanno guadagnato 1,2 milioni di dollari scommettendo che gli Stati Uniti avrebbero attaccato l’Iran proprio quel giorno. Uno degli account che ha realizzato queste vincite aveva anche fatto delle scommesse vincenti sui bombardamenti statunitensi ai siti nucleari iraniani dello scorso giugno.

Prima ancora della guerra in Iran, su Polymarket erano state fatte grosse vincite sull’attacco di gennaio contro il Venezuela, e su altri eventi che in teoria dovrebbero essere noti soltanto a poche persone vicine a Trump.

Un altro caso è avvenuto un anno fa esatto. Il 2 aprile del 2025 Trump annunciò pesantissimi dazi contro gran parte dei paesi del mondo, facendo crollare i mercati. Ma pochi giorni dopo, il 9 aprile, Trump annullò i dazi più gravi, e i mercati risalirono. Poco prima di questo secondo annuncio di Trump, qualcuno aveva fatto una scommessa finanziaria proprio su questo, ottenendo così dei grossi guadagni. Bisogna dire che in questo caso lo stesso Trump non aveva nascosto le sue intenzioni: aveva scritto sui social: «È UN OTTIMO MOMENTO PER COMPRARE!!!».

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