Nel nuovo genere di video che vi confonderà c’è della frutta antropomorfa

Fragole, banane e ananas sono protagoniste di storie maschiliste e retrograde, nell'ultimo filone di “sbobba fatta con l'AI” popolare su TikTok

(Screenshot dai profili TikTok di @fruits_island1 e @trombonechef)
(Screenshot dai profili TikTok di @fruits_island1 e @trombonechef)
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Un anno fa su TikTok erano diventati popolarissimi i video dell’Italian brainrot, un filone di meme con protagoniste delle bizzarre creature animalesche con nomi vagamente italiani, capaci di appassionare milioni di ragazzi e ragazze nel mondo e di confondere tutti gli adulti. Nell’ultimo mese si è verificato un fenomeno simile, solo che i video hanno per protagonisti ortaggi e frutti antropomorfi, impegnati in situazioni drammatiche ed esageratamente grottesche, e meno innocue.

I video di questo nuovo genere di meme hanno centinaia di migliaia, se non milioni di visualizzazioni, e le pagine che li creano – come @fruits_island1 e @crazyfruitstories – sono moltissime, sia su TikTok che su Instagram. Nonostante le modalità con cui sono diventati virali ricordino inequivocabilmente l’Italian brainrot, questi video hanno un’estetica meno criptica e contenuti volutamente retrogradi e maschilisti: raccontano infatti storie intrise di stereotipi di genere obsoleti e dinamiche di coppia tossiche.

I personaggi possono essere ananas, fragole, melanzane, mele, banane, limoni, sempre impegnati in qualche situazione particolarmente tragica e tipica delle soap opera e delle telenovelas drammatiche. Le trame sono molto stereotipate e ripetitive, e hanno a che fare con questioni familiari e dinamiche relazionali volutamente esagerate. Una delle storie che ricorre più spesso è quella di un frutto femmina che tradisce il partner maschio con un altro frutto, tradimento da cui risulta sempre il concepimento e la nascita di un neonato con le sembianze del frutto-amante.

L’esperta di trend e strategie digitali Fana Yohannes ha spiegato al New York Magazine che questo tipo di video con oggetti e ortaggi animati ha cominciato a circolare lo scorso dicembre: all’inizio erano più che altro cibi e oggetti di uso domestico che si rivolgevano direttamente allo spettatore per dare consigli di vita quotidiana, come dritte per la pulizia della casa e la conservazione degli alimenti nel frigorifero.

Con il passare delle settimane tuttavia gli ortaggi sono progressivamente diventati più simili a esseri umani, e le loro storie hanno cominciato a essere scene di vita sentimentale. I personaggi di questi video sono rappresentati sempre in modo molto stereotipato: i frutti femminili hanno corpi molto formosi, occhi e labbra grandi, ciglia lunghe. Quelli maschili al contrario una corporatura molto massiccia e vistosamente virile.

Le caratteristiche fisiche dei personaggi si sono via via accentuate, così come le storie si sono fatte più disturbanti. Spesso nei video più recenti i frutti protagonisti offrono o ottengono con l’inganno prestazioni sessuali in cambio di denaro, necessario per sbloccare una situazione familiare difficoltosa o un’emergenza. Le storie si concludono con umiliazioni, abbandoni, a volte aggressioni, di cui sono sempre vittima i personaggi femminili.

In generale la prospettiva sui rapporti di genere è estremamente patriarcale e tossica. I personaggi femminili ne escono sempre molto colpevolizzati, quelli maschili come vittime le cui reazioni violente sono giustificate dall’infedeltà e dalla perfidia delle partner. In alcuni video ci sono situazioni di violenza verbale, in altri veri e propri maltrattamenti, violenze e in alcuni casi stupri. Uno scenario che compare più frequentemente è quello della frutta-madre che viene malmenata e cacciata dalla casa in cui vive, dopo il tradimento e la nascita del neonato.

In altri si sfrutta il fatto che la buccia dei frutti abbia tonalità diverse a seconda del grado di maturazione per riferimenti razzisti, e ogni tanto sono tirati in mezzo anche temi legati alle persone transgender.

Lo stile con cui sono prodotti questi video imita quello delle produzioni di Pixar, ma non è ovviamente altrettanto curato e meticoloso nei dettagli, che spesso sono incoerenti. I dialoghi sono molto poveri, lacunosi o addirittura senza senso. Le voci sono sintetiche, create anch’esse con programmi che sfruttano l’intelligenza artificiale, e la particolarità è che esprimono sempre emozioni molto esagerate: pianti isterici, urla iperrealistiche e singhiozzi teatrali.

Le pagine che li creano si sono accorte di poter sfruttare facilmente questi brevi video creando delle vere e proprie serie: la più famosa è “Fruit Love Island”, un filone di video che imita il reality show Love Island, in cui i partecipanti vivono per un periodo su un’isola insieme ad altre persone, alla ricerca di un partner.

Gli utenti stanno apprezzando molto i video di questa serie: alcuni hanno commentato che la trama è persino migliore delle edizioni “vere” di Love Island. In generale le persone che guardano questi video e se ne appassionano sono anche consapevoli della qualità molto bassa di questi contenuti, come succede per moltissimi meme.

Proprio per questo è stato coniato il termine “AI slop”, cioè “sbobba fatta con l’AI”: contenuti dozzinali creati in grandi quantità con l’intelligenza artificiale, che però funzionano e sono molto consumati sui social, soprattutto grazie alla loro estetica bizzarra e alle trame assurde. Jessica Maddox, una professoressa di studi sui media all’Università della Georgia, negli Stati Uniti, ha riflettuto sul fatto che ormai contenuti simili sono molto sdoganati sui social, ipotizzando che possano essere presto sfruttati dalle grosse case di produzione cinematografica e televisiva, in una versione «edulcorata, in modo da poterlo distribuire anche per un pubblico di minori sotto la supervisione di un adulto».

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Anche per le piattaforme questi contenuti rappresentano un guadagno, e infatti TikTok è molto interessata. A fine gennaio il social network ha lanciato PineDrama, un’app dedicata unicamente a micro serie “verticali” (cioè con il formato verticale dello smartphone), che si possono guardare interamente scrollando da un video all’altro. Per ora i contenuti di PineDrama sono tutti gratuiti, ma TikTok potrebbe decidere di imitare il modello che già sfruttano altre piattaforme di mini-drama come DramaBox e ReelShort: viene offerto un certo numero di “puntate” (cioè video) gratuite, e poi per poter vedere il finale ci si deve abbonare. La società di consulenze Owl & Co. ha stimato che negli Stati Uniti nel 2025 il formato dei micro serie verticali abbia generato 1,3 miliardi di dollari di ricavi (circa 1,1 miliardi di euro), principalmente tramite i pagamenti degli utenti.

Allo stesso tempo è realistica anche una prospettiva simile a quella dell’Italian brainrot (e a quella di tutti gli altri contenuti e “trend” che circolano sui social): la popolarità di questi video potrebbe calare progressivamente e queste pagine non arriveranno ad avere guadagni redditizi a lungo, dice Maddox.

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