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  • Giovedì 26 marzo 2026

Come arriva l’Italia a questi spareggi per i Mondiali

Da favorita, ma con diverse incertezze e dopo una serie di fallimenti che potrebbero condizionarla

L'allenatore dell'Italia Gennaro Gattuso con l'esterno Federico Dimarco (Fabio Ferrari/LaPresse)
L'allenatore dell'Italia Gennaro Gattuso con l'esterno Federico Dimarco (Fabio Ferrari/LaPresse)

Stasera alle 20:45 c’è la prima delle (si spera) due partite di spareggi che decideranno se l’Italia tornerà ai Mondiali maschili di calcio, dodici anni dopo l’ultima volta. A Bergamo l’Italia affronta l’Irlanda del Nord e, in caso di vittoria, martedì prossimo giocherà l’ultima e decisiva partita in trasferta, contro la vincente di Galles-Bosnia ed Erzegovina. Per andare ai Mondiali bisogna vincere prima una e poi l’altra, nei novanta minuti oppure ai supplementari o ai rigori.

L’Italia viene da due anni difficili (ma pure da venti, per certi versi). Restiamo però sugli anni recenti: nel 2024 giocò un deludente Europeo, a cui ha fatto seguito un cambio di allenatore e un girone di qualificazioni per i Mondiali altrettanto deludente. Nel girone, infatti, la Nazionale ha perso sia all’andata che al ritorno contro la Norvegia, e si è così classificata seconda, cosa che comporta appunto il dover giocare gli spareggi.

Soprattutto, l’Italia si porta appresso il peso psicologico delle mancate qualificazioni ai Mondiali del 2018 e del 2022. Entrambe le volte accadde agli spareggi, con le sconfitte inaspettate e infauste contro Svezia e Macedonia del Nord; nelle precedenti 19 edizioni dei Mondiali, solo un’altra volta la Nazionale non si era qualificata, nel 1958.

Il timore di un’altra grande delusione, e di dover aspettare altri quattro anni per rivedere l’Italia giocare i Mondiali, è una presenza costante in tutti i discorsi e le analisi che precedono questi spareggi. Sui giornali si parla di «settimana di passione e di paura», per esempio.

Nella conferenza pre-partita, l’allenatore della Nazionale Gennaro Gattuso ha detto che in questo periodo è difficile giocare per l’Italia, e che i suoi calciatori devono pensare solo alla partita con l’Irlanda del Nord, senza rimuginare sulle mancate qualificazioni precedenti e senza farsi influenzare troppo dal contesto. Anche per questo ha spiegato di preferire uno stadio più piccolo e caloroso, e allo stesso tempo meno esigente, come quello di Bergamo, rispetto per esempio a San Siro, dove temeva ci potessero essere fischi e contestazioni.

Tifosi dell’Italia durante la partita di qualificazione contro l’Estonia, giocata a Bergamo e vinta per 5-0 (Fabio Ferrari/LaPresse)

Gattuso fu chiamato dall’Italia all’inizio della scorsa estate per sostituire Luciano Spalletti, un allenatore esperto e brillante che però faticò parecchio ad adattarsi a un ruolo diverso da quello di allenatore di una squadra di club. Gli Europei del 2024 finirono con una meritata eliminazione agli ottavi di finale contro la Svizzera, dopo un girone già poco convincente. A eccezione di qualche partita incoraggiante giocata soprattutto in Nations League, la sua Nazionale sembrò quasi sempre una squadra altalenante e poco organizzata, che si sfaldò spesso ai primi momenti di difficoltà, non avendo da un lato abbastanza calciatori di talento e personalità spiccate, e dall’altro certezze di gioco su cui appoggiarsi.

Spalletti lasciò a Gattuso una situazione già quasi compromessa nel girone di qualificazione, perché l’Italia aveva perso per 3-0 la prima partita in casa della Norvegia, che nel frattempo aveva vinto altre due partite con ampio margine. L’Italia a conti fatti avrebbe dovuto vincere tutte le partite del girone, compreso il ritorno contro la Norvegia, e con parecchi gol di scarto, per superarla nella differenza reti.

Alla fine vinse tutte le altre, alcune un po’ a fatica, ma perse di nuovo (e male: 4-1) in casa contro la Norvegia, che comunque avrebbe dovuto battere con 9 gol di scarto per superarla al primo posto.

Mateo Retegui durante Italia-Norvegia 1-4 (Image Photo Agency/Getty Images)

Gattuso non ha avuto molto tempo per cambiare la squadra. L’ha allenata per sole 6 partite, e federazione e club non sono riusciti a mettersi d’accordo per concedergli una settimana di “stage”, cioè allenamenti della Nazionale con un gruppo un po’ più numeroso di giocatori, per provare alcune cose nuove.

A livello tattico Gattuso ha alternato uno schema di gioco più offensivo (il 4-2-4) contro le squadre più deboli del girone, Estonia e Moldavia, e uno più prudente (il 3-5-2) contro quelle migliori, Norvegia e Israele (al ritorno).

Non ha stravolto né l’idea di gioco né le convocazioni, preferendo puntare su un gruppo abbastanza definito, anche a prescindere dal rendimento recente dei calciatori. Lo ha detto lui stesso: «Avevo voglia di affrontare queste due partite con le mie certezze, e in questi mesi questo gruppo mi ha dato grandissime certezze». Per questo «pochissimo tempo» a disposizione per «spiegare come si sta insieme», ha deciso di non convocare calciatori che lui stesso ammette avrebbero meritato, come Nicolò Zaniolo, Nicolò Fagioli o Federico Bernardeschi. A loro ha preferito altri che stanno giocando poco (e male, in certi casi) nelle loro squadre, come Davide Frattesi e Giacomo Raspadori, ma che sono più inseriti nel gruppo di questa Nazionale.

Gattuso ha anche detto che in caso di qualificazione ai Mondiali poi potrebbe convocarli

Nonostante sia una squadra con diverse lacune e con pochi calciatori di grande personalità, sulla carta l’Italia è molto più forte dell’Irlanda del Nord, la cui maggior parte dei calciatori gioca tra seconda e terza serie (molti in Inghilterra), e a cui peraltro mancheranno per infortunio due dei migliori (Conor Bradley del Liverpool e Daniel Ballard del Sunderland).

Secondo quanto scrive la maggior parte di giornalisti ed esperti, contro l’Irlanda del Nord gli attaccanti dell’Italia saranno Moise Kean e Mateo Retegui, che sono stati i titolari in quasi tutte le partite della Nazionale nell’ultimo anno e mezzo. Kean sta avendo una stagione difficile a causa di diversi infortuni e del rendimento scadente della Fiorentina, mentre Retegui ha segnato 15 gol in campionato, ma in quello saudita, dove gioca dalla scorsa estate.

Ciononostante, sempre per quella continuità di cui si diceva sopra, Gattuso dovrebbe puntare su di loro, che sono sembrati comunque abbastanza in forma e hanno mostrato di avere un’ottima intesa e di completarsi bene. La prima alternativa, anche a partita in corso, sarà Francesco Pio Esposito, ventenne dell’Inter che si sta già affermando tra i centravanti più forti e promettenti del campionato.

Gli altri dubbi riguardavano le condizioni di Sandro Tonali, il miglior centrocampista italiano, che si era fatto male di recente ma pare stia meglio, e del difensore dell’Inter Alessandro Bastoni, anche lui non al meglio ma che dovrebbe recuperare. Per il resto le scelte di Gattuso sembrano abbastanza definite: in difesa con Bastoni giocheranno Calafiori e Mancini, a centrocampo Barella e Locatelli assieme a Tonali, sulle fasce Dimarco a sinistra e uno tra Politano e Palestra a destra. Quest’ultimo, un esterno molto potente e propositivo in attacco, è l’unico esordiente, e sta facendo un’ottima stagione con il Cagliari, dove gioca in prestito dall’Atalanta.

La partita si vedrà su Rai 1, e se volete compagnia il Post la seguirà con un liveblog di commento e contesto, dal tardo pomeriggio fino alla fine.

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