Un podcast allegramente pessimista
È uscita la prima puntata di un nuovo podcast del Post, registrato dal vivo: Francesco Piccolo racconta perché l’Italia non è cambiata

Allegramente pessimista è un podcast diverso perché viene registrato dal vivo, a teatro: e quindi è insieme un racconto e un po’ anche un evento, una registrazione con il pubblico dentro, con i tempi, i respiri, i rumori di una serata reale in un teatro. La prima puntata, intitolata “L’orologio, di Carlo Levi”, è uscita oggi.
Il podcast è scritto e raccontato da Francesco Piccolo – scrittore premio Strega e autore per la tv e per i giornali, nei libri e per il cinema, di opere che parlano di società, cultura e politica – che in quattro puntate userà alcune opere letterarie o cinematografiche del Novecento per rispondere alla domanda: perché l’Italia non è cambiata? Quali occasioni perse ci sono state, e perché le abbiamo perse?
La prima serata si è già svolta, e ora è possibile ascoltare la registrazione tra i podcast del Post. Questa prima puntata parte da L’orologio di Carlo Levi, un romanzo del 1950 che racconta i pochi anni trascorsi dalla fine del fascismo all’inizio della Repubblica e una grossa occasione persa, tra l’immediato sfaldamento degli antifascisti e l’immobilismo – già allora! – della politica e della burocrazia in Italia.
Tante e tanti di noi, infatti, quando pensano alla storia italiana del Novecento (se non hanno letto questo, ovviamente) di solito immaginano così il suo passaggio più importante: a un certo punto finisce il fascismo, vince la Resistenza, nasce la Repubblica e comincia la storia dell’Italia democratica.
In realtà i cambiamenti non sono stati così drastici: il fascismo era finito nel 1943 e la guerra nel 1945, ma il referendum per decidere tra Repubblica e monarchia sarebbe stato solo nel 1946, e la Costituzione non sarebbe entrata in vigore prima del 1948. Alla fine del 1945, quando è ambientato L’orologio, l’Italia era insomma ancora una monarchia, senza una Costituzione.
L’orologio racconta proprio questo periodo di mezzo tra la fine della guerra, la fine del fascismo e l’inizio della storia dell’Italia repubblicana. È la storia di un anno decisivo, quando non si sa ancora che forma avrà lo Stato e soprattutto quando lo Stato che esiste è ancora materialmente quello di prima: ministeri, funzionari, uffici, abitudini sono tutte quelle del fascismo, quando il fascismo stesso non c’è più. Il racconto di Francesco Piccolo parte da qui, da questa occasione persa e dal perché l’abbiamo persa.
Allegramente pessimista sarà un podcast in quattro puntate, anzi in quattro serate, ognuna dedicata a un’opera – un romanzo o un film. La seconda sarà tra pochi giorni (ma i biglietti sono già terminati), e le ultime due in autunno.
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