La corsa ciclistica più antica al mondo
La Milano-Torino esiste da 150 anni, si tiene oggi da Rho a Superga e fatica a trovare la sua strada

La Milano-Sanremo, che si terrà sabato, è la più famosa corsa ciclistica italiana di un giorno, ed è una corsa storica e pluricentenaria, la cui prima edizione fu nel 1907. Molto più antica, seppur assai meno famosa e prestigiosa, è però la Milano-Torino, che si corre oggi, mercoledì 18 marzo, e la cui prima edizione fu nel 1876: è una corsa vecchia quasi quanto il cocktail con cui condivide il nome, la cui prima edizione ci fu quando Alessandro Manzoni era morto da pochi anni, Giuseppe Garibaldi era vivo e Albert Einstein ancora doveva nascere.
La Milano-Torino ha oggi un’importanza relativa: così come le altre principali corse italiane (tra cui il Giro d’Italia) è organizzata da RCS Sport, e da qualche anno è una corsa preparatoria per la Milano-Sanremo, una sorta di prova generale, seppur diversa per il suo finale in salita. Fino a pochi anni fa si correva in autunno, prima del Giro di Lombardia. Oggi è meno importante di quanto fu nei suoi primi decenni, ma sta meglio rispetto a una quindicina di anni fa, quando addirittura smise di essere disputata.
La Milano-Torino continua però a puntare molto sul fatto di essere la corsa più antica al mondo, in realtà la più antica tra quelle che esistono ancora. La Liegi-Bastogne-Liegi, soprannominata “la Decana” in quanto la più antica tra le Classiche monumento (le cinque corse più importanti) arrivò solamente 16 anni dopo; ma già prima della prima Milano-Torino c’erano state, anche in Italia, alcune gare ciclistiche da un posto all’altro: per esempio, una Milano-Lecco e una Firenze-Pistoia.
Alla corsa del 1876, ideata dal Veloce Club Milano, parteciparono otto velocipedisti (allora li si chiamava così) e arrivarono in quattro. Il club organizzatore aveva imposto un numero minimo di dieci partecipanti, ma alla fine decise di organizzare comunque la gara, con partenza a Milano da Porta Magenta e arrivo a Torino presso Porta Milano. Il primo fu Paolo Magretti, che sarebbe poi diventato entomologo ed esploratore: arrivò 10 ore dopo la partenza, vinse 100 lire, e pare ci fossero 10mila spettatori all’arrivo.
Nonostante il grande pubblico, la corsa non fu più organizzata fino al 1893: a causa dei pochi partecipanti e dell’eccessiva durezza e lunghezza del percorso, fatto su ben altre strade ma soprattutto ben altre biciclette rispetto a quelle anche solo di inizio Novecento. I velocipedisti dell’Ottocento guidavano bicicli con ruote la cui circonferenza era di circa quattro metri, il doppio rispetto a quelle delle moderne bici da corsa.
Nei primi anni del Novecento la Milano-Torino fu vinta da nomi che saltano fuori spesso, nel ciclismo di quel periodo. Nel 1903 (anno in cui si tenne per la prima volta il Tour de France) la vinse Giovanni Gerbi, soprannominato “diavolo rosso”; nel 1905 Giovanni Rossignoli, che con Gerbi fu tra i partecipanti al primo Giro d’Italia (organizzato nel 1909) e nel 1911 Henri Pélissier, che poi avrebbe vinto anche Tour de France, Milano-Sanremo e Parigi-Roubaix.
Solo dal 1913 (e fatta eccezione per l’edizione del 1916) la Milano-Torino iniziò a disputarsi con cadenza davvero annuale, e a essere vinta cinque volte in dieci anni da Costante Girardengo, soprannominato “campionissimo”. Non la vinsero mai né Fausto Coppi né Gino Bartali, e già questo – seppur entrambi la corsero – è a suo modo un segno di come già dagli anni Trenta del Novecento la corsa perse di rilevanza.
I motivi per cui la corsa – oggi considerata una semi-classica, quindi una classica meno importante delle altre – ha perso rilevanza sono diversi. C’entrano soprattutto un percorso non granché distintivo e peculiare, i tanti spostamenti nel calendario, in genere tra l’autunno e la primavera, e il suo essere diventata, a seconda dei casi, una corsa in preparazione della Milano-Sanremo o del Giro di Lombardia, che si corre in autunno.
A volte la Milano-Torino è stata una corsa pianeggiante, per velocisti; altre ha avuto un percorso ondulato (per quanto possibile tra Milano e Torino) e con arrivo in pianura; altre ancora – come sarà quest’anno ed è stata l’anno scorso – è una gara con un finale in salita sulla collina di Superga, sopra Torino. La salita verso la Basilica di Superga, lunga 5 chilometri e con una pendenza media al 9 per cento, sarà fatta due volte.
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In questo secolo la Milano-Torino non si è corsa dal 2008 al 2011 e solo dal 2015 è tornata a essere organizzata da RCS Sport. Nonostante i 150 anni dalla prima edizione, quella di oggi sarà l’edizione 107 della corsa.
Nel 2025 la vinse il messicano Isaac Del Toro, il più forte tra i compagni di squadra di Tadej Pogacar, e uno tra i migliori ciclisti al mondo. Tra i favoriti di quest’anno c’è l’italiano Giulio Pellizzari, da poco terzo alla Tirreno-Adriatico, una corsa a tappe vinta proprio da Del Toro. La gara sarà in diretta dalle 14:20 su RaiSport, oltre che su Eurosport.
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