Gli horror stanno entrando anche negli Oscar

Dopo essere stati poco considerati per decenni, anche l'Academy si è accorta del grande momento che stanno attraversando

Michael B. Jordan, vincitore del premio come migliore attore per I peccatori, e Amy Madigan, vincitrice come migliore attrice non protagonista per Weapons (Jeff Kravitz/FilmMagic)
Michael B. Jordan, vincitore del premio come migliore attore per I peccatori, e Amy Madigan, vincitrice come migliore attrice non protagonista per Weapons (Jeff Kravitz/FilmMagic)
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Agli ultimi Oscar i film I peccatori, Frankenstein e Weapons hanno vinto complessivamente otto premi, un record per i film horror in una singola edizione. E non era mai capitato che di film horror ce ne fossero così tanti in gara e di tipologie così diverse. È il punto di arrivo di molti cambiamenti avvenuti negli ultimi anni sia nell’Academy of Motion Picture Arts and Sciences (l’organizzazione che gestisce e consegna gli Oscar), sia soprattutto nel cinema dell’orrore, cambiamenti che hanno portato più candidature e più premi a film di un genere finora poco considerato.

In passato i film horror partecipavano agli Oscar e ne vincevano solo di rado, e perlopiù nelle categorie tecniche. I peccatori, Weapons e Frankenstein invece ne hanno vinti anche nelle categorie più importanti: il primo ha vinto l’Oscar per la miglior fotografia, il miglior attore protagonista, la miglior colonna sonora e la miglior sceneggiatura originale; il secondo quello per la miglior attrice non protagonista; il terzo quelli per il miglior trucco e acconciatura, la miglior scenografia e i migliori costumi. Il record precedente di Oscar andati a film horror nella stessa edizione risaliva al 1992, quando Il silenzio degli innocenti vinse i cinque premi più importanti: miglior film, miglior sceneggiatura non originale, miglior attore protagonista, miglior attrice protagonista e miglior regia.

Fu l’unica volta nella storia in cui un film horror, peraltro a metà con il genere del thriller, vinse il premio più importante, quello per il miglior film. È capitato solo ad altri sei film dell’orrore di arrivare a quella candidatura (Lo squalo, L’esorcista, Il sesto senso, Il cigno nero, The Substance, Scappa – Get Out), ma senza che vincessero. Quest’anno invece erano candidati per la categoria principale sia Frankenstein sia I peccatori, anche se va considerato che a partire dal 2010 i candidati per ogni edizione sono aumentati da 5 a 10.

L’apertura degli Oscar al cinema indipendente e il calo nella produzione del tipo di film drammatici che solitamente gareggiavano hanno aiutato l’ingresso di altri generi nella competizione. Ma è stato soprattutto il cinema dell’orrore a cambiare: non è aumentato solo il numero di film prodotti, ma anche quello dei film con ambizioni intellettuali.

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Il primo premio Oscar per un film horror risale al 1932, quando Fredric March vinse come migliore attore protagonista per Il dottor Jekyll. E anche prima di Il silenzio degli innocenti altri film horror avevano ricevuto molte candidature, o comunque le più importanti. Dovevano però essere prodotti da uno studio, quindi con buoni budget, dovevano essere stati un successo commerciale e ovviamente dovevano avere dei pregi tecnici.

Alcuni casi sono stati Psyco (quattro candidature e nessuna vittoria), Rosemary’s Baby (due candidature e la vittoria per la miglior attrice non protagonista), L’esorcista (dieci candidature e due vittorie per sceneggiatura e sonoro), Lo squalo (quattro candidature e tre vittorie per il sonoro, la colonna sonora e il montaggio) e Misery non deve morire (una candidatura e vittoria per la miglior attrice protagonista). Ciò che è cambiato recentemente è che questi film sono aumentati in quantità e qualità.

Nel 2011 Natalie Portman vinse il suo unico Oscar come protagonista di Il cigno nero, un film che aveva molti elementi d’orrore. Nel 2018 Jordan Peele fu il primo afroamericano a vincere un Oscar per la miglior sceneggiatura originale con l’horror Scappa – Get Out, che quell’anno aveva altre tre candidature. E poi ci sono state le quattro candidature di Nosferatu e le cinque di The Substance (con una vittoria per il miglior trucco e acconciatura) del 2025, che hanno dimostrato che sempre di più i giurati sono disposti ad accettare e premiare, tecnicamente e artisticamente, il genere. Senza contare che nel 2018 a vincere i premi più importanti fu La forma dell’acqua di Guillermo del Toro, non un film dell’orrore ma uno con al centro un mostro, ed elementi che venivano dall’horror.

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In questo senso i tre film candidati quest’anno non sono nulla di diverso da quelli che in passato hanno partecipato agli Oscar. Sono solo di più. I peccatori è il film in grande stile con una forte allegoria politica, che si basa sulla mitologia dei mostri, come La forma dell’acqua ma con maggiore decisione negli elementi horror; Frankenstein è quello d’autore classico, con una visione molto particolare e tutta una parte tecnica estremamente curata, come fu Dracula di Bram Stoker negli anni Novanta, anch’esso vincitore di tre premi tecnici su quattro nomination. Weapons è invece quello indipendente, più vicino all’elevated horror, la versione più moderna del genere.

In più ci sarebbe anche da considerare un film come The Ugly Stepsister, norvegese, che quest’anno ha avuto una candidatura nella categoria miglior trucco e acconciatura: è una versione di Cenerentola raccontata dal punto di vista di una delle sorellastre e messa in scena come un body horror, cioè puntando sulle deformazioni e mutilazioni del corpo. Il fatto che un film simile, contaminato di elementi horror, così piccolo, non americano e poco raccontato sia arrivato fino a lì dice molto su quanti horror si facciano e vengano visti da un sufficiente numero di giurati.

Quello che non è cambiato è l’apprezzamento verso il genere in sé. L’Academy continua a non considerare e non ha mai considerato gli horror puri, anche quando se lo sarebbero meritato. Film oggi valutati importanti e influenti come La cosa di John Carpenter, Scream o La casa nelle loro annate non furono nemmeno presi in considerazione, e così tanti altri come Non aprite quella porta Halloween. E anche adesso film in cui la componente di spavento o paura è più decisa e protagonista, come Pearl, It Follows, The Witch, Speak No Evil o Hereditary, continuano a non essere considerati.