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  • Martedì 10 marzo 2026

La Turchia sta provando a superare l’Italia nella pallavolo

Per far diventare il suo campionato femminile il più competitivo in Europa; intanto ai quarti di Champions League ci sono tre partite tra turche e italiane

L'alzatrice del Fenerbahce e della Nazionale italiana Alessia Orro (CEV Champions League)
L'alzatrice del Fenerbahce e della Nazionale italiana Alessia Orro (CEV Champions League)
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Delle 8 squadre rimaste nella Champions League femminile di pallavolo ce ne sono 4 turche e 3 italiane. Tra martedì e mercoledì, nell’andata dei quarti di finale, si giocheranno tre partite tra una squadra italiana e una squadra turca: Milano-VakifBank Istanbul, Zeren Ankara-Conegliano e Scandicci-Fenerbahce; la quarta partita sarà tra Eczacibasi Istanbul e la squadra polacca di Rzeszow.

Quello turco e quello italiano sono da tempo i campionati migliori in Europa, in cui giocano molte delle migliori pallavoliste al mondo. Lo confermano i risultati della Champions League: nelle ultime 20 edizioni ci sono state 11 vittorie di squadre italiane, 8 di squadre turche e solo una di un altro paese (la russa Dinamo Kazan nel 2014). Dal 2019 in poi sono arrivate in finale solo squadre turche e italiane. Italia-Turchia è stata anche l’ultima finale dei Mondiali per nazionali.

Negli ultimi anni la pallavolo turca ha alzato ancor di più le sue ambizioni, con l’obiettivo di rendere la Sultanlar Ligi il campionato più competitivo d’Europa, anche più di quello italiano, che è ancora riconosciuto come quello di più alto livello. «La Turchia vuole prendersi il volley europeo femminile a suon di milioni», titolava un paio di mesi fa Eurosport.

Un muro di Zehra Günes e Tijana Boskovic nella partita dello scorso 4 febbraio tra VakifBank e Scandicci (Muhammed Enes Yildirim /Anadolu via Getty Images)

Tutte le principali squadre turche stanno facendo investimenti economici difficili da eguagliare per quelle italiane. Per la maggior parte sono di Istanbul e sono polisportive, hanno cioè anche squadre femminili e maschili nel calcio, nel basket e in altri sport.

Come accade nel calcio, anche nella pallavolo parte dei finanziamenti arriva in modo più o meno diretto dallo stato, anzitutto perché i grossi sponsor che sostengono le squadre sono spesso società a partecipazione pubblica come VakifBank. Lo Zeren Group, per dire, è una grande holding internazionale (privata) che opera in vari settori, dall’energia ai media. Oltre a sponsorizzare la squadra di Ankara quest’anno sponsorizza anche la Champions League, che infatti si chiama ufficialmente CEV Zeren Group Champions League Volley.

In Italia i modelli di successo sono in genere diversi: club di piccole città (a eccezione di Milano) finanziate da tante aziende locali; Conegliano è l’esempio di maggior successo.

Intanto Istanbul si è aggiudicata l’organizzazione delle final four del torneo fino al 2028, e in Turchia giocano due delle migliori pallavoliste italiane.

Da questa stagione l’alzatrice della Nazionale Alessia Orro gioca al Fenerbahce, squadra di Istanbul, e la schiacciatrice Myriam Sylla al Galatasaray, che non è nemmeno tra le squadre più forti (ma sta cercando di diventarlo); entrambe guadagnano 600mila euro a stagione. Entrambe hanno raccontato che in Turchia c’è grande partecipazione alle partite, la pallavolo è seguitissima e le giocatrici sono considerate quasi come rockstar. In un’intervista uscita sul Corriere della Sera, Orro ha definito Istanbul «la capitale mondiale del volley».

Non è ancora ufficiale, ma si dice che dalla prossima stagione anche l’opposta Ekaterina Antropova, oggi a Scandicci, giocherà all’Eczacibasi: in Turchia parlano di un’offerta da 1,5 milioni di euro a stagione. Le pallavoliste più pagate del campionato italiano, Paola Egonu, Zhu Ting e Gabi Guimaraes, guadagnano tutte circa un milione; mentre quella più pagata del campionato turco, l’opposta Tijana Boskovic, guadagna 2,5 milioni.

Un attacco di Myriam Sylla con il Galatasaray (Giuseppe Cottini/Getty Images)

Nella Sultanlar Ligi ci sono anche alcuni dei migliori allenatori italiani. Da questa stagione il Galatasaray ha preso Massimo Barbolini, espertissimo allenatore che fa anche il vice di Julio Velasco nell’Italia, mentre all’Eczacibasi è arrivato Giulio Bregoli. Giovanni Guidetti allena ormai da quindici anni il VakifBank, con cui ha vinto tra le altre cose 8 campionati turchi e ben 6 Champions League. Dal 2023 Daniele Santarelli oltre a Conegliano allena anche la Turchia (nella pallavolo è abbastanza comune avere il doppio incarico, allenare cioè una nazionale e un club nello stesso momento).

Anche la nazionale turca, si diceva, sta crescendo. Il secondo posto ai recenti Mondiali, con la finale persa al tie-break contro l’Italia, è il suo miglior risultato di sempre. I progressi sono frutto dell’eccellente lavoro dei settori giovanili dei club, che da anni sono ben organizzati e producono giocatrici di livello come Ebrar Karakurt o Zehra Günes, ma anche della politica sulle naturalizzazioni.

Nella pallavolo è abbastanza comune che alcuni paesi riescano a far prendere la cittadinanza a pallavoliste e pallavolisti stranieri, facendoli giocare per la loro nazionale; è una cosa che la federazione internazionale sta cercando di limitare, e che la Turchia sta facendo in modo piuttosto aggressivo. Dopo aver naturalizzato la fenomenale opposta cubana Melissa Vargas, ha provato a fare lo stesso con la schiacciatrice russa Marina Markova (senza riuscirci) e con la promettente diciassettenne cubana Salet Castillo Valdés (probabilmente ce la farà).

L’opposta cubana naturalizzata turca del Fenerbahce Melissa Vargas (Agit Erdi Ulukaya/Anadolu via Getty Images)

Martedì sera alle 20 si gioca Milano-VakifBank; mercoledì alle 18 c’è Zeren-Conegliano e alle 19 Scandicci-Fenerbahce. Le partite di ritorno si giocano la settimana prossima. La Champions League femminile di pallavolo, di cui Conegliano è campione in carica, si vede su Sky Sport e su DAZN.