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  • Lunedì 9 marzo 2026

Le stagioni contrastanti di Milan e Inter

Una forte con le forti, l'altra contro il resto delle squadre; il Milan ha vinto due derby, ma l'Inter rimane favorita per lo Scudetto

Federico Dimarco e Alexis Saelemaekers durante il derby di domenica sera (MB Media/Getty Images)
Federico Dimarco e Alexis Saelemaekers durante il derby di domenica sera (MB Media/Getty Images)
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Domenica sera il Milan ha battuto per 1-0 l’Inter nella Serie A maschile di calcio, com’era accaduto nella partita del girone di andata. Ciononostante, a dieci giornate dalla fine, l’Inter è ancora prima in classifica con 7 punti di vantaggio sul Milan, che è secondo. L’Inter non perdeva da 16 partite in campionato, proprio dal derby di andata. In mezzo ha ottenuto 14 vittorie e 1 pareggio. In quelle 15 giornate il Milan ha pareggiato contro Sassuolo, Genoa e Fiorentina, tra le altre, e perso contro il Parma.

La differenza tra le due squadre sta proprio qui: il Milan ha giocato le sue migliori partite contro le squadre più forti del campionato (Inter compresa), perdendo invece diversi punti contro quelle meno quotate; l’Inter ha faticato molto nei cosiddetti “scontri diretti”, ma è stata praticamente perfetta in tutte le altre partite, guadagnando un vantaggio considerevole, che la rende ancora ampiamente favorita per lo Scudetto.

Dovesse riuscirci, sarebbe solo la seconda volta che vince il campionato senza vincere nessuno dei due derby: l’altra fu nella stagione 1962-1963. Nessuna invece, tra Milan e Inter, ha mai vinto lo Scudetto perdendo entrambi i derby. L’ultima stagione in cui il Milan vinse entrambi i derby di campionato fu la 2010-2011: l’allenatore era Massimiliano Allegri, e alla fine vinse lo Scudetto.

Ancora qualche dato, per capire come i campionati di Milan e Inter siano quasi antitetici. Su 8 partite giocate finora dal Milan contro le altre prime sei della classifica, ha ottenuto 5 vittorie e 3 pareggi; le sue due sconfitte in campionato sono arrivate contro Cremonese e Parma. L’Inter invece nelle 28 partite giocate finora ne ha pareggiata solo 1, contro il Napoli, e perse 5: due contro il Milan, le altre contro Napoli, Juventus e Udinese, unica tra le squadre non “grandi” a prenderle punti. Dopo aver vinto 6 derby di fila tra il 2023 e il 2024, negli ultimi 7 ne ha persi 5 e pareggiati 2.

L’esultanza di Luka Modric alla fine della partita (Image Photo Agency/Getty Images)

Sono risultati che si spiegano considerando pregi e difetti delle due squadre, e almeno in parte il momento storico in cui sono. Dopo una stagione disastrosa, il Milan ha preso un allenatore esperto come Allegri, abituato a partite come queste, e anche un paio di centrocampisti altrettanto navigati come Luka Modric e Adrien Rabiot.

Commentando il derby Rivista Undici ha scritto di una «partita preparata con lucidità, con l’obiettivo di togliere diverse certezze all’Inter, interpretata con intensità e poi gestita con pragmatismo», e ha definito il controllo del Milan sul derby «un governo emotivo fondato sull’organizzazione, sulla capacità di soffrire e di leggere i momenti della partita».

Sono concetti un po’ intangibili, che hanno a che fare con l’abilità di Allegri e dei giocatori a esaltarsi quando le partite sono più difficili, e che riguardano tutta la squadra: ieri il gol decisivo, molto pregevole, è stato segnato dal terzino Pervis Estupiñán su assist del centrocampista Youssouf Fofana, protagonisti non certo abituali.

C’entrano anche le inclinazioni e l’impostazione tattica del Milan, una squadra che preferisce difendersi in modo ordinato e compatto, per poi lasciare libertà di creare azioni pericolose ai suoi calciatori più talentuosi. Questo modo di giocare funziona bene contro le squadre che gli consentono di farlo, come l’Inter, che invece predilige tenere il possesso della palla, mentre diventa complicato contro quelle che a loro volta si difendono molto vicine alla propria porta, lasciando al Milan l’iniziativa e pochi spazi per concretizzarla.

Il gol decisivo di Estupiñán

L’anno scorso l’Inter era rimasta in corsa fino all’ultimo per vincere il campionato e la Champions League, perdendoli poi entrambi all’ultima partita. Fu una stagione per certi versi esaltante e di altissimo livello, ma da cui era difficile ripartire soprattutto sul piano mentale. Per farlo, la dirigenza scelse un allenatore giovane e che dall’Inter era passato da calciatore: Cristian Chivu.

Sin da subito Chivu ha avuto il merito di riportare entusiasmo: ha coinvolto tutti i calciatori e, pur mantenendo buona parte dei princìpi del suo predecessore Simone Inzaghi, ha dato alla squadra un gioco più veloce e verticale. Pur essendo a detta di molti la squadra più forte del campionato, non era scontato che l’Inter riuscisse a riprendersi dalla stagione scorsa e, perlomeno fino a ieri, a dominare il campionato in questa maniera.

D’altro canto negli scontri diretti la squadra ha mostrato alcune difficoltà che probabilmente hanno a che fare proprio con l’esito della scorsa stagione. Dopo il derby l’esterno Federico Dimarco, uno dei calciatori che più di tutti si è giovato dell’arrivo di Chivu, ha detto che l’Inter fatica a reagire quando subisce un gol. In generale dà l’impressione di essere una squadra spettacolare e convinta dei propri mezzi quando le cose vanno bene, ma che alla prima difficoltà (inevitabile contro le avversarie più forti) si perde un po’, complici l’inesperienza dell’allenatore e la storia recente dei calciatori. Il contrario del Milan, che nei contesti più complicati è quasi sempre in controllo, e che invece va in difficoltà quando deve affrontare le partite sulla carta più semplici.

L’attaccante dell’Inter Francesco Pio Esposito difende palla durante il derby (Piero Cruciatti/Anadolu via Getty Images)

Il Milan arrivava al derby più riposato (in questa stagione non gioca le coppe europee, ed è uscito presto dalla Coppa Italia) e meno acciaccato dell’Inter, a cui mancavano i due attaccanti Lautaro Martínez e Marcus Thuram e il centrocampista Hakan Calhanoglu. Ne ha approfittato giocando un primo tempo inaspettatamente arrembante e aggressivo, e poi nel secondo tempo facendo una delle cose che sa fare meglio: ingarbugliare il gioco avversario.

Ciò non toglie che l’Inter, come detto, sia ancora l’evidente favorita per la vittoria dello Scudetto. Ha 7 punti di vantaggio a 10 giornate dalla fine, innanzitutto; nelle prossime partite inoltre il Milan potrebbe incontrare le stesse difficoltà contro le squadre cosiddette “piccole”, mentre l’Inter potrebbe continuare a far valere la sua superiorità. Dovranno essere bravi Chivu e i giocatori a non dare troppo peso alla sconfitta nel derby, e anche a quanto successo negli ultimi anni. Le ultime due volte che l’Inter si è giocata lo Scudetto fino all’ultima giornata infatti, nel 2022 e nel 2025, lo ha sempre perso, una volta a vantaggio del Milan e una del Napoli.

Quando lo ha vinto invece, nel 2024, lo ha fatto con cinque giornate di anticipo. Già la prossima giornata sarà uno snodo importante. L’Inter affronterà l’Atalanta in casa, il Milan la Lazio in trasferta: se l’Inter dovesse mantenere o incrementare il vantaggio, una rimonta del Milan diventerebbe sempre più complicata.