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  • Venerdì 6 marzo 2026

Cos’è successo nel settimo giorno di guerra

Trump ha detto di volere la «resa incondizionata» dell'Iran, che intanto potrebbe stare ricevendo informazioni d'intelligence dalla Russia

L'esplosione causata da un bombardamento israeliano su Beirut, il 6 marzo
L'esplosione causata da un bombardamento israeliano su Beirut, il 6 marzo (EPA/WAEL HAMZEH)
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La guerra in Medio Oriente è arrivata al suo settimo giorno, e ancora non si è capito quale sia precisamente l’obiettivo di Donald Trump. Il Post la sta seguendo con questo liveblog, sempre aggiornato.

Venerdì l’esercito israeliano ha emanato ordini di evacuazione alla popolazione di Beirut senza precedenti per estensione: non riguardavano singoli quartieri o isolati, come finora, ma un’area di circa 20 chilometri quadrati nel sud della capitale, dove abitano tra le 500mila e le 700mila persone. Israele ha sottoposto la città a pesanti bombardamenti. Da lunedì, quando sono ripresi gli attacchi sul Libano, sono state uccise almeno 217 persone. Nel paese ci sono quasi 100mila sfollati.

L’aviazione israeliana ha bombardato una seconda volta il complesso presidenziale di Teheran. La prima era stata sabato scorso, quand’era stato ucciso il leader politico e religioso del regime, la Guida Suprema Ali Khamenei.

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Stavolta è stato distrutto il bunker più profondo e protetto, in un’operazione che ha coinvolto 50 aerei da guerra con bombe bunker buster, progettate per esplodere dopo essere penetrate nel terreno. La ragione del nuovo bombardamento è che l’intelligence israeliana ritiene che il bunker fosse ancora utilizzato da «importanti funzionari» del regime. Non si sa se ci fosse qualcuno al momento del bombardamento, né a quali funzionari si riferisse l’intelligence.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha chiesto la «RESA INCONDIZIONATA» dell’Iran con uno dei suoi post su Truth, come aveva fatto anche durante la guerra dell’estate scorsa. Inizialmente Trump non ha chiarito quali fossero i termini di questa resa (comunque al momento il regime non è disposto a trattare). La portavoce della sua amministrazione, parlandone, ha fatto capire che sono arbitrari. Infine Trump ha detto che la considererebbe raggiunta qualora l’Iran non fosse «più in grado di combattere».

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Sempre venerdì funzionari dei servizi segreti statunitensi hanno detto al Washington Post e ad altri media che la Russia starebbe passando informazioni all’Iran sulla posizione delle forze statunitensi in Medio Oriente, e dunque sugli obiettivi da colpire. La Russia è formalmente fuori dal conflitto e aveva detto di non avere ricevuto richieste d’aiuto dall’Iran, di cui è la principale alleata. Il presidente iraniano e Vladimir Putin si sono parlati al telefono, promettendosi di restare in contatto.

Per aumentare l’efficacia dei suoi attacchi sugli altri paesi del Medio Oriente, e specie su quelli del Golfo, l’esercito iraniano ha preso di mira le postazioni radar statunitensi, che sono fondamentali per guidare i sistemi antiaerei, danneggiandone almeno 5.

Infine, a causa dell’interdizione al traffico marittimo dello stretto di Hormuz che ha bloccato le esportazioni di petrolio e gas dei paesi del Golfo, il prezzo del petrolio ha raggiunto i massimi dal 2023. Gli Stati Uniti hanno concesso all’India un’esenzione dalle sanzioni per consentirle di ricominciare a comprare petrolio russo.

L’Italia ha chiarito cosa intendesse il ministro della Difesa, Guido Crosetto, parlando di «assetti navali» da mandare a Cipro: per potenziare le difese aeree dell’isola, dov’erano stati intercettati due attacchi aerei iraniani, sta inviando lì la fregata missilistica Federico Martinengo, con a bordo più di 160 uomini della Marina militare italiana.