Oggi ci sono le elezioni parlamentari in Nepal, le prime dalle proteste di settembre che costrinsero il governo a dimettersi

Una donna nepalese vota in un seggio elettorale a Katmandu, Nepal, giovedì 5 marzo 2026 (AP Photo/Niranjan Shrestha)
Una donna nepalese vota in un seggio elettorale a Katmandu, Nepal, giovedì 5 marzo 2026 (AP Photo/Niranjan Shrestha)

Oggi si tengono le elezioni parlamentari in Nepal, le prime dalle partecipate proteste antigovernative di settembre che avevano fatto cadere il governo del primo ministro Khadga Prasad Sharma Oli. Le elezioni sono di fatto uno scontro politico tra la vecchia classe dirigente, che è stata colpita dalle proteste di settembre, e una nuova classe politica, rappresentata da politici più giovani e più attenti alle rivendicazioni dei manifestanti. Le elezioni sono importanti perché il presidente del paese nomina primo ministro il leader del partito che ha vinto più seggi alla Camera dei Rappresentanti (una delle due camere del parlamento).

A settembre in Nepal le proteste erano cominciate per la decisione del primo ministro Oli, che ha 74 anni, di vietare l’uso di vari social network. In pochi giorni le proteste diventarono molto partecipate, soprattutto dai giovani, trasformandosi in contestazioni contro il governo, accusato di nepotismo e di corruzione. In Nepal circa il 46 per cento della popolazione ha meno di 24 anni. I manifestanti assaltarono e incendiarono anche alcuni edifici governativi, tra cui il complesso presidenziale. La polizia rispose con la forza e circa 70 persone furono uccise. Dopo che le proteste portarono alla caduta del governo di Oli, il presidente del Nepal nominò prima ministra l’ex presidente della Corte suprema Sushila Karki, accogliendo la richiesta dei manifestanti. Karki proclamò nuove elezioni (quelle che si stanno svolgendo ora).

Le elezioni servono per eleggere i 275 membri della Camera dei Rappresentanti, 165 dei quali sono eletti tramite metodo uninominale (significa che solo il più votato in ogni circoscrizione accede alla Camera), mentre gli altri 110 sono eletti in modo proporzionale (ovvero ogni partito avrà un numero di deputati corrispondente alla percentuale totale di voti presi nelle circoscrizioni in cui si vota con questa modalità). Voteranno circa 19 milioni di persone e ci potrebbe volere una settimana per sapere i risultati.

Tra i partiti favoriti ci sono il Partito comunista del Nepal, guidato dall’ex primo ministro Oli, il partito del Congresso nepalese, che è il partito più antico del Nepal e ha posizioni centriste, e il partito Rastriya Swatantra, che è di centro ed è guidato da Balendra Shah, l’ex sindaco 35enne della capitale Katmandu. Shah divenne famoso facendo canzoni rap di critica al governo e sfruttò il suo successo per vincere le elezioni a sindaco nel 2022.