• Blog
  • Lunedì 2 marzo 2026

Breve guida per capire Evening Post

Cioè la prima newsletter del Post, quella a cui siamo e a cui siete più affezionati

Caricamento player

Il 16 marzo 2016, con molta sintesi, qualche timidezza e una foto di suricati, annunciammo la nascita della prima newsletter del Post, con una iniziale descrizione di quello che conteneva:

una sintesi di cose scelte da quello che il Post ha pubblicato nella giornata, insieme a qualcosa di nuovo e a una breve conversazione sulla giornata.

La newsletter era Evening Post, anche se quel nome sarebbe arrivato dopo un po’ (i primi numeri non avevano un titolo). Da allora sono passati 10 anni e l’offerta di newsletter del Post si è molto arricchita, ma Evening Post – che per noi è affettuosamente EP – è ancora al suo posto, e continua ad arrivare tutti i giorni, dal lunedì al venerdì, con qualche rara pausa festiva. È cresciuta, si è consolidata e articolata, ma conserva la struttura originaria: si comincia con i Peanuts del giorno, poi c’è un’introduzione, una rassegna delle notizie e una selezione di articoli di approfondimento da leggere con più calma. Conserva anche quella prima idea di essere due cose insieme: una newsletter di servizio e un modo di essere messi a parte delle scelte e del lavoro della redazione, ma anche della sua quotidianità.

L’introduzione ha soprattutto questa seconda funzione: in questi dieci anni abbiamo mostrato come si arriva a certe scelte editoriali e condiviso riflessioni sul nostro mestiere, ma abbiamo mostrato anche discussioni molto meno formali e momenti di vita redazionale, accumulando un certo repertorio di aneddoti, riferimenti e lessico familiare che ormai condividiamo con lettori e lettrici.

Siccome ora siamo in tanti dalle parti di Evening Post, e siccome cerchiamo sempre di farci capire, anche quando usiamo questo lessico o citiamo questo lungo repertorio, un link con un po’ di contesto lo mettiamo sempre. Insomma, leggendo Evening Post si capisce quasi sempre tutto: ma un paio di cose vale la pena spiegarle.

Chi la scrive?
Evening Post, da quando esiste, è la newsletter “della redazione”: è scritta da un gruppo di autrici e autori che si alternano e restando anonimi provano a scrivere a nome di tutti. Tra gli autori ci sono naturalmente piccole differenze e i lettori più attenti le notano, ma in questi dieci anni nessun autore è ancora stato scoperto.

Da dove vengono quelle chat?
Al Post la grandissima maggioranza delle conversazioni che non sono riunioni e telefonate sono conversazioni scritte. Funziona così anche fra persone che sono sedute nella stessa stanza a pochi metri di distanza (infatti chi entra in redazione per la prima volta è sempre molto colpito dal silenzio che c’è negli ambienti principali, anche se siamo tanti).

Ci scriviamo perché così teniamo traccia di tutte le cose che ci diciamo e perché ci sono persone che lavorano per il Post che non sono a Milano ma in altre parti d’Italia: in questo modo possono rimanere aggiornate su tutto. Ed è così – scrivendoci – che costruiamo complicità e abitudini, che uniscono chi frequenta la redazione-come-posto e chi invece è altrove.
Per scriverci usiamo un programma che si chiama Slack (ne abbiamo usati altri in precedenza) che permette di organizzare le conversazioni in canali o chat tematiche.

Lo facciamo per lavoro ma anche per chiacchierare fra noi, quindi ci sono professionalissimi canali dedicati agli esteri, all’Italia, ai libri e al cinema, allo sport e alla scrittura, ma anche, per esempio, una chat più pragmaticamente intitolata “pranzo” (capita che in Evening Post venga mostrata anche questa, sì: lettori e lettrici ci hanno garantito sempre una certa dose di indulgenza).

Perché in Evening Post si parla solo del terzo e del quinto piano della redazione?
Perché sono i due piani che occupiamo nell’edificio che ospita la nostra sede (il quarto, che ci separa, è occupato da altre attività).

Perché quando è citato il direttore editoriale è introdotto con “peraltro”?
La prima volta che sul Post capitò di dover citare Luca Sofri – allora direttore del Post – per ragioni diverse rispetto al suo essere direttore del Post, si usò questa formula per uscire dagli impacci: Luca Sofri, peraltro direttore del Post. Tra noi la formula attecchì. Ora il direttore responsabile del Post è Francesco Costa, ma il titolo di “peraltro” non è cedibile e vale anche ora che Luca Sofri è direttore editoriale.

È voluto che l’invito a condividere in fondo alla newsletter cambi ogni giorno?
Sì, ma quello si spiega da solo.

Evening Post compie dieci anni e per festeggiarli sarà aperta a tutte e a tutti, anche a chi non ha un abbonamento al Post, per dieci giorni, da lunedì 2 marzo a venerdì 13 marzo: se ancora non la ricevete, potete iscrivervi qui.