In Danimarca si andrà a elezioni anticipate
La prima ministra Mette Frederiksen vuole approfittare dell'aumento dei consensi dovuto alle mire di Trump sulla Groenlandia

Giovedì la prima ministra danese Mette Frederiksen ha indetto elezioni anticipate, che si terranno il 24 marzo. Il termine della legislatura è tra meno di un anno e le elezioni erano previste entro il 31 ottobre. La decisione di anticiparle è dovuta all’aumento di popolarità nei sondaggi che il partito di Frederiksen, i Socialdemocratici, ha ottenuto negli ultimi mesi per l’opposizione decisa della prima ministra alle minacce del presidente statunitense Donald Trump di annettere la Groenlandia, territorio che fa parte della Danimarca seppur con ampie autonomie.
Frederiksen è la leader dei Socialdemocratici e dal 2022 guida un governo sostenuto da un’ampia coalizione composta da centrodestra e centrosinistra. Il suo partito aveva subito una pesante sconfitta nelle elezioni municipali che si erano tenute a novembre. In particolare aveva perso le elezioni a Copenaghen, la capitale, città di cui i Socialdemocratici avevano espresso il sindaco in modo ininterrotto dal 1903.
Negli ultimi mesi, però, Frederiksen e il suo partito hanno ottenuto un aumento dei consensi nei sondaggi per il modo deciso in cui hanno gestito le rivendicazioni di Trump sulla Groenlandia. Per esempio il governo danese ha detto più volte che la Groenlandia non è in vendita e che è «totalmente inaccettabile» un’eventuale occupazione dell’isola da parte degli Stati Uniti, e ha aumentato la presenza dei suoi soldati sull’isola. Secondo l’ultimo sondaggio i Socialdemocratici potrebbero prendere circa il 22 per cento dei voti, quasi il doppio del secondo partito, la Sinistra Verde, di centrosinistra.
Il tentativo di Frederiksen è anche quello di sfruttare a suo vantaggio il sentimento di unità nazionale che si è generato tra la popolazione danese per via delle pretese di Trump. Proprio queste pretese hanno reso la vita molto complicata a un avversario di Frederiksen, ovvero Morten Messerschmidt, leader del Partito Popolare Danese, di destra populista. Messerschmidt ha portato avanti per mesi una campagna politica di supporto a Trump, di cui condivide le posizioni di destra e populiste: questa vicinanza però gli si è ritorta contro quando Trump ha cominciato a insistere parecchio sul suo desiderio di annettere la Groenlandia. Messerschmidt ha quindi cercato di distanziarsi da Trump e di avvicinarsi al sentimento di unità nazionale, ma a quel punto il suo tentativo è apparso molto goffo per via delle posizioni politiche prese in precedenza.
– Leggi anche: In Danimarca persino la destra populista sta mollando Trump



