La solita, eppur nuova, Atalanta in Europa
Contro il Borussia Dortmund è stata un'altra grande serata di Champions League, la prima senza Gian Piero Gasperini come allenatore

Mercoledì sera l’Atalanta ha battuto 4-1 il Borussia Dortmund, rimontando il 2-0 subìto all’andata e qualificandosi per gli ottavi di finale della Champions League di calcio. È l’unica squadra italiana ancora in gioco nel principale torneo europeo, dopo le eliminazioni prima del Napoli e poi di Inter e Juventus. Come accaduto altre volte in passato, pur essendo la meno ricca e blasonata tra le squadre italiane, l’Atalanta è riuscita a fare il percorso migliore di tutte in Europa.
La Gazzetta dello Sport scrive che contro il Dortmund si è vista «la più bella Atalanta dell’anno, grandissima come squadra e per singoli» e capace di giocare per tutta la partita «un calcio aggressivo, ossessivo e spettacolare».
Non è la prima volta che l’Atalanta gioca una grande partita in Europa. Dal 2020 in poi, per esempio, ha battuto per due volte il Liverpool in trasferta, 2-0 e 3-0; ha segnato 8 gol in due partite al Valencia; ha sconfitto per 3-0 in finale di Europa League il Bayer Leverkusen, che in quella stagione non aveva mai perso una partita. Anche in Italia ha ottenuto risultati un tempo impensabili per una squadra considerata “provinciale”: 5-0 contro il Milan, 4-1 contro l’Inter, 4-0 in casa della Juventus.

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Tutti questi successi erano arrivati nell’irripetibile ciclo di Gian Piero Gasperini, che ha allenato l’Atalanta tra il 2016 e il 2025. Gasperini, assieme all’eccellente lavoro della dirigenza, aveva cambiato completamente la dimensione dell’Atalanta, rendendola una delle migliori squadre italiane, pur con budget e storia non paragonabili a quelli di Inter, Milan e Juventus. Quella contro il Borussia Dortmund è stata invece la prima, grande notte europea dell’Atalanta di Raffaele Palladino. A dire il vero c’era già stata la vittoria per 2-1 contro il Chelsea di dicembre, ma la rimonta di ieri, completata peraltro senza giocatori importanti come Ederson e Charles De Ketelaere, rimarrà nella storia.
Palladino è arrivato all’Atalanta lo scorso novembre, a stagione in corso; per sostituire Gasperini, la dirigenza all’inizio aveva scelto infatti Ivan Juric. Era stata una decisione con il senno di poi errata, perché con Juric l’Atalanta è stata discontinua e ha ottenuto risultati abbastanza deludenti, soprattutto in Italia. Quando è stato esonerato Juric, l’Atalanta aveva fatto appena 13 punti in 11 partite di campionato, ed era al tredicesimo posto.
Dall’arrivo di Palladino, pur con qualche passaggio a vuoto in mezzo, l’Atalanta ha cambiato passo. Oggi è settima a soli 4 punti dal quarto posto, l’ultimo con cui ci si qualifica alla prossima Champions League. Negli ultimi tre mesi ha battuto la Roma e il Napoli in casa, il Bologna e la Lazio in trasferta, tra le altre. Ha eliminato la Juventus dalla Coppa Italia vincendo 3-0. Tra tutte le competizioni l’Atalanta con Palladino ha giocato 23 partite, vincendone 15.
Alessandro Matri, nella trasmissione 4-3-2-1 di DAZN, dice che l’Atalanta può competere per arrivare tra le prime 4 in Serie A
Palladino, 41 anni, viene considerato un “allievo” di Gasperini, perché era stato allenato da lui (al Genoa e nelle giovanili della Juventus) e perché da allenatore ne riprende alcuni principi tattici e strategici. Predilige anche lui la difesa a 3 e un gioco basato sul pressing, sulle marcature aggressive e sulla ricerca di azioni d’attacco veloci. Con lui l’Atalanta è diventata più arrembante e ha iniziato a recuperare con costanza il possesso palla in zone più offensive. Questo le ha permesso di diventare più solida e meno fragile in difesa e più pericolosa in attacco, perché ci mette meno tempo a far arrivare la palla ai suoi talentuosi giocatori offensivi, che spesso trovano le difese avversarie impreparate.
All’Atalanta però, e già in parte nella scorsa stagione alla Fiorentina, Palladino ha dimostrato di saper alternare fasi di partita più intense ad altre più ragionate, in cui rallentare e tenere il possesso del pallone. È riuscito soprattutto a riportare un certo entusiasmo tra giocatori e tifosi, che con Juric sembrava non esserci.
Contro il Borussia Dortmund hanno giocato quasi tutti alla grande, sia i più esperti come Marten de Roon, Mario Pasalic e Gianluca Zappacosta, sia quelli meno abituati a partite del genere come Lorenzo Bernasconi e Lazar Samardzic, che nei minuti di recupero ha segnato il decisivo rigore del 4-1.

Raffaele Palladino, 41 anni, prima dell’Atalanta ha allenato il Monza e la Fiorentina (Image Photo Agency/Getty Images)
Agli ottavi di finale l’Atalanta affronterà una tra Bayern Monaco e Arsenal, due delle migliori squadre europee: sarà difficile, ma non impossibile. La partita contro il Dortmund ha ribadito infatti una cosa che, dall’addio di Gasperini, non sembrava più scontata: l’Atalanta è ancora una delle migliori squadre italiane.
Già dopo la vittoria contro il Chelsea, Rivista Undici scriveva che «exploit di questo genere vanno sì assaporati, ma senza più lo stupore delle prime volte. Oggi l’Atalanta è una big riconosciuta del calcio europeo, quindi la vera notizia è che sta facendo fatica in campionato, non che sia in grado di battere il Chelsea». Ora con Palladino non sta più nemmeno facendo fatica in campionato.



