Secondo alcuni giornali russi Pavel Durov, il fondatore di Telegram, è indagato in Russia per favoreggiamento del terrorismo

Pavel Durov nel 2017 (AP/Tatan Syuflana)
Pavel Durov nel 2017 (AP/Tatan Syuflana)

Secondo diversi giornali russi, le autorità russe hanno aperto un’indagine su Pavel Durov, per favoreggiamento del terrorismo. Durov ha 41 anni, è cittadino russo, ed è il fondatore di Telegram, app di messaggistica particolarmente popolare in Russia. Da anni non vive più in Russia ma negli Emirati Arabi Uniti. La notizia dell’indagine su di lui è stata data dal sito di news Meduza, che ha citato articoli comparsi su importanti giornali russi che si basano su documenti dell’FSB, la più importante agenzia di sicurezza russa.

Secondo quanto riportato dai giornali, l’FSB sostiene che Telegram sia stata usata per compiere attentati come l’attacco al teatro Crocus City Hall a Mosca, nel marzo del 2024, durante il quale vennero uccise più di 130 persone. L’FSB accusa anche Telegram di essere uno strumento usato dai servizi di intelligence dei paesi della Nato e dell’Ucraina.

Telegram in Russia non è usata solo come app per scambiarsi i messaggi: tanti la usano anche per informarsi. La Russia da tempo esercita un forte controllo sui social network e sulle comunicazioni tra cittadini russi: tra le altre cose, dopo l’inizio della guerra in Ucraina aveva dichiarato Meta (l’azienda statunitense che possiede Facebook, Instagram e WhatsApp) un’organizzazione terroristica, e aveva bloccato l’uso di Facebook e Instagram.

Nelle settimane scorse Roskomnadzor, l’agenzia statale russa delle telecomunicazioni, aveva imposto alcune restrizioni sull’uso di Telegram, probabilmente per favorire l’utilizzo di un’altra app di messaggistica, Max, che è sostenuta dal governo e che secondo molti servirebbe a spiare le conversazioni private dei cittadini russi.

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