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  • Lunedì 23 febbraio 2026

Di “El Mencho” si è sempre saputo pochissimo

Il narcotrafficante messicano ucciso domenica era il più potente e temuto al mondo, anche perché attorno a lui c'è sempre stato molto mistero

La scheda da ricercato di Oseguera Cervantes, detto “El Mencho”: aveva una taglia da 15 milioni di dollari
La scheda da ricercato di Oseguera Cervantes, detto “El Mencho”: aveva una taglia da 15 milioni di dollari
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Ci sono pochissime foto di Nemesio Oseguera Cervantes, detto “El Mencho”, che da anni era considerato il narcotrafficante più potente e pericoloso del mondo ed è stato ucciso domenica in un’operazione delle forze di sicurezza messicane nello stato di Jalisco. Ci sono due foto segnaletiche negli anni Ottanta, quando fu arrestato le prime volte negli Stati Uniti, e poche altre scattate negli anni successivi. Anche la sua scheda da ricercato sul sito del dipartimento di Stato statunitense ha informazioni scarse: alto 1 metro e 72, capelli neri, occhi marroni, nessun segno rilevante. I narcocorridos (le canzoni celebrative dei narcos tipiche della cultura popolare messicana) dicono che amasse le motociclette e le lotte tra galli, tanto che alcuni lo chiamavano “El Señor de los Gallos”.

Oseguera era il capo del cartello del narcotraffico Jalisco Nueva Generación (CJNG). Da anni ormai era più importante e temuto di Joaquín Guzmán, detto “El Chapo”, ex capo del cartello di Sinaloa arrestato in Messico nel 2016 e poi condannato all’ergastolo negli Stati Uniti. Tra i due però c’è una grande differenza: mentre “El Chapo” aveva una vita pubblica piuttosto nota, tanto che a un certo punto incontrò perfino l’attore statunitense Sean Penn, di “El Mencho” non si sa quasi niente.

Oseguera era nato nel 1966 nello stato di Michoacán, nella regione nota come Tierra Caliente, da una famiglia di coltivatori di avocado. Non c’è nemmeno certezza del paese esatto da cui proveniva: secondo alcuni Naranjo de Chila, secondo altri Aguililla. Negli anni Ottanta entrò negli Stati Uniti in modo irregolare e cominciò a spacciare droga. Fu arrestato la prima volta nel 1986 a San Francisco, a 19 anni: nelle foto segnaletiche ha ancora l’acne sulle guance. Negli anni successivi passò varie volte il confine e nel 1989 fu arrestato per crimini federali. Fu condannato a cinque anni di carcere, ne fece tre e poi fu espulso dagli Stati Uniti.

Le foto segnaletiche di Oseguera nel 1986 e nel 1989 (San Francisco Police Department)

Le foto segnaletiche di Oseguera nel 1986 e nel 1989 (San Francisco Police Department)

Tornato in Messico fece il poliziotto per qualche anno, poi entrò nel Cartel del Milenio, un’organizzazione del narcotraffico attiva nello stato di Jalisco. Oseguera fece carriera rapidamente, ma nel 2010 i leader del Cartel del Milenio furono arrestati. Nello stato di Jalisco si creò un vuoto di potere, e cominciò una guerra tra fazioni rivali. La vinse Oseguera, che a quel punto fondò il Cartello della Nuova Generazione di Jalisco, il CJNG.

Inizialmente il CJNG fu alleato del Cartello di Sinaloa, quello del “Chapo”, il più potente del paese, e si dedicò ad attaccarne i nemici. Al tempo in Messico la guerra tra narcos più importante era quella tra Sinaloa e Los Zetas, un gruppo noto per la sua violenza paramilitare. Il 20 settembre 2011 a Veracruz, sulla costa atlantica, gli uomini del CJNG scaricarono in mezzo alla strada, in pieno giorno, 35 cadaveri di persone sospettate di fare parte degli Zetas. Oseguera e i suoi si proclamarono i “Mata Zetas”, gli “ammazza Zetas”.

L’alleanza con Sinaloa non durò molto, e il CJNG si mise in proprio. In controtendenza rispetto agli altri cartelli degli anni Dieci, Oseguera cominciò a trafficare esclusivamente droghe sintetiche: dapprima metanfetamine e poi fentanyl, un potente oppioide. Al contrario della marijuana (che andava coltivata) e della cocaina (che andava comprata dalla Colombia), le droghe sintetiche potevano essere prodotte direttamente in Messico ed esportate con enormi profitti, acquistando i precursori chimici da Cina e India.

Il CJNG è inoltre famoso per la sua eccezionale violenza. Il cartello ha investito in mezzi militari, e dispone di veicoli blindati e armi di grande calibro, al punto che lo stato messicano lo considera una minaccia per la sicurezza nazionale. Nel 2015 l’esercito messicano inviò nello stato di Jalisco una massiccia operazione militare per catturare Oseguera: ne seguirono giorni di guerriglia in cui gli uomini del CJNG riuscirono a tenere testa all’esercito. Uno di loro abbatté un elicottero militare con un bazooka.

Grazie a questa potenza militare, il CJNG ha conquistato sempre più territorio in Messico. Conquistare territorio, per un cartello del narcotraffico, significa prendere il controllo delle principali piazze di traffico della droga verso gli Stati Uniti, e dei principali luoghi di produzione e stoccaggio. Il CJNG è oggi attivo in quasi tutti gli stati messicani, compresi alcuni che per decenni erano stati risparmiati dalle violenze, come per esempio il Chiapas, a sud. Il cartello è inoltre attivo in altri paesi dell’America Latina, in Asia e in Europa. Oggi il CJNG è ritenuto più ricco e potente perfino del Cartello di Sinaloa, che da tempo è colpito da lotte interne.

Di Oseguera si è continuato a sapere pochissimo, anche se si è sempre ritenuto che continuasse a nascondersi nelle zone rurali tra Jalisco e Michoacan. Su di lui negli anni si sono diffuse numerose leggende popolari, alcune delle quali molto benevole, che lo vedono come una specie di patriarca che aiuta la popolazione e la protegge dalla violenza degli altri cartelli. È ovviamente propaganda incoraggiata dagli stessi narcos.

L’operazione in cui è stato ucciso Oseguera, 22 febbraio 2026 (AP Photo/Alejandra Leyva)

Il CJNG ha eliminato i suoi nemici in maniere feroci. Quando il figlio di Oseguera fu arrestato, il cartello uccise il giudice che avrebbe dovuto processarlo. Uccise nel bagno di un locale Aristóteles Sandoval, l’ex governatore dello stato di Jalisco. Nel 2020 il cartello tentò di uccidere Omar García Harfuch, che al tempo era il capo della polizia di Città del Messico. L’auto di Harfuch stava passando per il centro della città quando un gruppo di uomini cominciò a spararle contro, colpendola con più di 400 proiettili. Harfuch sopravvisse, ma due persone della sua scorta, oltre che una passante, furono uccisi.

Nel 2023 Omar García Harfuch è diventato il segretario alla Sicurezza del governo della presidente Claudia Sheinbaum. È il capo della strategia del Messico contro il narcotraffico, in cui rientrano anche le operazioni che hanno portato all’uccisione di “El Mencho”.

Le forze di sicurezza messicane lo tenevano sotto controllo da parecchio tempo, anche grazie a una collaborazione con l’intelligence degli Stati Uniti: lo hanno trovato venerdì, grazie a un informatore vicino a una donna con cui si vedeva. Si trovava nella città di Tapalpa, vicino a una zona boscosa, con alcune persone del suo circolo ristretto, circondato da armi: il segretario alla Difesa Ricardo Trevilla ha detto che al termine dell’operazione sono state sequestrate vari tipi di armi e munizioni, tra cui anche lanciarazzi.