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  • Lunedì 23 febbraio 2026

Ogni paese conta le medaglie un po’ come vuole

Chi guarda il totale, chi privilegia gli ori: è giusto così, visto che non c'è una vera regola, e comunque in ogni caso vince la Norvegia

Le tre medaglie della sciatrice acrobatica Eileen Gu vinte alle Olimpiadi di Milano Cortina, Livigno, 22 febbraio 2026 (Cameron Spencer/Getty Images)
Le tre medaglie della sciatrice acrobatica Eileen Gu vinte alle Olimpiadi di Milano Cortina, Livigno, 22 febbraio 2026 (Cameron Spencer/Getty Images)

Con la fine delle Olimpiadi invernali è diventato definitivo anche il medagliere, una sorta di classifica dei paesi in gara alle Olimpiadi. È una classifica che va contro lo spirito olimpico e il principio universalistico di unione tra popoli e nazioni promosso dalle Olimpiadi, ma allo stesso tempo è una sintesi efficace e un modo praticamente inevitabile per fare confronti tra paesi, per riassumere i risultati sportivi delle Olimpiadi in un unico grande resoconto generale.

Il CIO, il Comitato olimpico internazionale, non ha regole ufficiali per il conteggio delle medaglie. Il medagliere non ha valore ufficiale e al capitolo 1, sezione 6, della Carta olimpica (una sorta di “Costituzione” delle Olimpiadi) c’è scritto che le Olimpiadi sono «competizioni tra atleti in eventi individuali o di squadra, non tra paesi».

Detto questo, il medagliere è comunque usato e guardato da molti, a cominciare dal CIO stesso, che lo mette in bella mostra sul sito delle Olimpiadi. Sempre la Carta Olimpica dice, al punto 57, che il CIO e il Comitato organizzatore delle Olimpiadi possono fare e autorizzare «rappresentazioni grafiche dei risultati», seppur solo «a scopo informativo».

Visto che non esiste un solo e unico medagliere ufficiale, ognuno lo guarda un po’ come vuole, spesso a seconda di come gli convenga. Un primo metodo, quello in genere usato dal CIO e quindi anche dal Post, prevede di guardare anzitutto il numero di ori e, solo in caso di parità di ori, di guardare chi ha vinto più argenti e poi più bronzi. In questo modo, le medaglie totali diventano secondarie: quel che conta è avere più ori degli altri. Il secondo metodo guarda invece anzitutto al numero complessivo di medaglie e, solo in caso di parità di questo numero tra due paesi, al numero di ori, argenti e bronzi.

Il conteggio complessivo è in genere usato negli Stati Uniti e infatti viene talvolta definito “all’americana”. Non è un caso che sia il metodo preferito dagli Stati Uniti, soprattutto alle Olimpiadi estive, dove gli atleti statunitensi sono sempre i più numerosi, e quindi gli Stati Uniti sono spesso i paesi con più medaglie complessive.

Quello che privilegia gli ori è invece preferito – tra gli altri – dalla Cina, dove la realizzazione sportiva è fortemente vissuta come un successo dell’intero paese e usata per fare propaganda nazionale verso l’esterno. Conta vincere, non arrivare sul podio: e quindi un oro diventa parecchio più importante rispetto a un argento o un bronzo.

Nel caso delle Olimpiadi di Milano Cortina, comunque, cambia poco. Seguendo entrambi i criteri vince sempre e comunque la Norvegia, che ha vinto sia più medaglie che più ori di ogni altro paese. La Norvegia ha ottenuto 41 medaglie complessive: 18 ori, 12 argenti e 11 bronzi. Al secondo posto ci sono gli Stati Uniti con 33 medaglie (di cui 12 ori, 12 argenti e 9 bronzi).

Guardando poi il numero di medaglie d’oro, al terzo posto ci sono i Paesi Bassi, che ne hanno vinte 10 (anche l’Italia ne ha vinte 10 ma ha vinto un argento in meno rispetto ai Paesi Bassi). Considerando invece il numero di medaglie complessive al terzo posto c’è l’Italia, che ha vinto 30 medaglie: 10 ori, 6 argenti e 14 bronzi. Usando il criterio delle medaglie complessive i Paesi Bassi sarebbero invece noni, con 20 medaglie in totale (10 d’oro, 7 d’argento, 3 di bronzo).

Come spesso accade quando si parla di medaglieri olimpici, anche questa volta sono arrivate proposte e spunti per contare e valutare le medaglie in altro modo. C’è chi ha guardato per esempio le medaglie per abitante (anche in questo caso vince la Norvegia).

A proposito di medagliere, è poi possibile isolare i risultati in base agli sport, o al tipo di gare. Come ha fatto notare il New York Times, per esempio, il dominio della Norvegia è stato nelle gare sulla neve, mentre quelle sul ghiaccio sono state vinte dai Paesi Bassi con 10 medaglie d’oro e 20 in totale (ha vinto tutte le sue medaglie in due sport: lo short track e il pattinaggio di velocità). Il Giappone è andato meglio di tutti nelle gare che prevedevano la valutazione da parte dei giudici: seguendo questo criterio ha vinto 21 medaglie, di cui 4 d’oro nelle competizioni acrobatiche con lo snowboard, sia maschili che femminili. La Germania invece ha stravinto negli sport di scivolamento, con 19 medaglie tra bob, skeleton e slittino, di cui 6 sono medaglie d’oro. Ha inoltre vinto più medaglie di tutti, cioè 16, nelle competizioni a squadre.

Per quanto riguarda le gare individuali invece, il paese che ne ha vinte più di tutte è stata la Norvegia, con 33 medaglie. Al secondo posto ci sono gli Stati Uniti con 23 medaglie individuali e al terzo il Giappone, con 21 medaglie. Al primo posto della Norvegia nelle gare individuali ha contribuito più di tutti l’incredibile risultato dello sciatore di fondo Johannes Klaebo, che ha vinto sei medaglie d’oro sulle sei disponibili. La Norvegia è anche il paese più premiato in assoluto nel medagliere maschile.

Invece nella categoria femminile le atlete più medagliate hanno vinto 4 medaglie a testa: sono le biatlete francesi Julia Simon (3 ori, 1 argento) e Lou Jeanmonnot (2 ori, 1 argento, 1 bronzo), la fondista svedese Ebba Andersson (1 oro e 3 argenti) e la pattinatrice di velocità canadese Courtney Sarault (2 argenti e 2 bronzi). In generale però gli Stati Uniti sono stati il paese con più medaglie vinte dalle atlete, 17 in totale. Al secondo posto c’è la Svezia, con 15 medaglie, al terzo la Norvegia, con 13 medaglie.