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  • Martedì 17 febbraio 2026

Le manovre di Vincenzo De Luca per diventare sindaco di Salerno

E come queste manovre stanno creando problemi al PD, che sa di dover concordare un candidato con il resto del centrosinistra

Vincenzo De Luca (Ivan Romano/Getty Images)
Vincenzo De Luca (Ivan Romano/Getty Images)
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Nel fine settimana Vincenzo De Luca, ex governatore della Campania per il Partito Democratico, durante una diretta sui suoi canali social ha proposto un programma di investimenti e politiche per la città di Salerno. La diretta è solo l’ultimo di una serie di indizi piuttosto evidenti del fatto che De Luca sta da tempo cercando di crearsi lo spazio e la possibilità di fare un mandato da sindaco di Salerno, che è la sua città: per lui sarebbe il quinto mandato dopo quelli svolti tra il 1993 e il 2015.

Anche stavolta De Luca non si è apertamente proposto come sindaco, ma si è comportato da candidato, come aveva già fatto anche altre volte dopo le dimissioni dell’ex sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli.

Napoli è anche lui del PD, e si era dimesso un mese fa dopo dieci anni passati nell’amministrazione. Aveva motivato la sua scelta in modo piuttosto vago, parlando di «nuovi scenari politici che impongono mutamenti radicali». Diversi politici locali avevano sostenuto che avesse lasciato il suo incarico proprio per fare posto a De Luca, dopo che a De Luca era stato impedito di candidarsi per un terzo mandato in regione e dopo che non gli era stato assegnato nessun incarico nel consiglio.

Sia Napoli che De Luca avevano negato questa ipotesi, ma Napoli aveva ringraziato De Luca nella sua lettera di dimissioni e De Luca, parlando di Salerno in una diretta lo stesso giorno delle dimissioni di Napoli, aveva detto: «La ricreazione è finita».

De Luca ha detto che il suo programma per Salerno si basa sulla sicurezza, il lavoro, l’ambiente e le politiche sociali. Propone prima di tutto l’istituzione di un reparto speciale della polizia municipale, in particolare per il contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti in alcune zone della città che, secondo lui, dovrebbero e potrebbero essere risistemate. Altre proposte riguardano il miglioramento della viabilità e la creazione di nuove strade, l’ampliamento e la sistemazione di alcuni porti turistici. Ha anche proposto l’aumento dell’offerta alberghiera e il miglioramento di servizi come gli asili nido, gli impianti sportivi e le RSA per le persone anziane.

Non ci sono ancora candidati ufficiali per le elezioni, che probabilmente si terranno in primavera. Il Partito Democratico non ha ancora ufficializzato la candidatura di De Luca: il suo comportamento spavaldo e accentratore – che aveva anche da governatore della regione – sta creando un certo imbarazzo al partito, che sa di doversi confrontare con gli alleati del centrosinistra per scegliere insieme a loro un candidato del cosiddetto “campo largo”.

È probabile, infatti, che gli altri partiti della coalizione non vogliano De Luca come candidato: se il PD dovesse sostenerlo, le alleanze del campo largo si romperebbero. Negli scorsi giorni la segretaria del PD, Elly Schlein, ha evitato di rispondere in modo approfondito alle domande sull’argomento. Si è limitata a dire di voler prestare molta attenzione al rapporto con gli alleati, con i quali il partito ha vinto le elezioni regionali della Campania candidando Roberto Fico.

Schlein ha anche detto che della questione si sta occupando il partito regionale, il cui segretario è, però, Piero De Luca, figlio di Vincenzo De Luca. La sua nomina era stata il risultato di un accordo tra suo padre, il PD e il Movimento 5 Stelle: il PD avrebbe facilitato la nomina di Piero De Luca e in cambio Vincenzo De Luca avrebbe evitato di ostacolare l’alleanza tra il suo partito e il Movimento 5 Stelle per la candidatura di Fico in regione.