L’ex capo di governo della repubblica separatista del Nagorno Karabakh è stato condannato in Azerbaijan a 20 anni di carcere

Una corte militare a Baku, in Azerbaijan, ha condannato a 20 anni di carcere Ruben Vardanyan, che tra il novembre del 2022 e il febbraio del 2023 fu capo del governo della repubblica separatista filo-armena dell’Artsakh, in Nagorno Karabakh. Il Nagorno Karabakh è una regione che si trova nei confini dell’Azerbaijan ma che è storicamente abitata da persone di etnia armena, ed è stata contesa tra i due paesi per decenni. Vardanyan è stato condannato per 42 reati, inclusi terrorismo, crimini contro l’umanità e crimini di guerra.
Era stato arrestato nel settembre del 2023 mentre, insieme ad altre centinaia di migliaia di armeni, tentava di scappare dal Nagorno Karabakh appena riconquistato dall’esercito azero. Lo scorso 5 febbraio la stessa corte aveva condannato a pene tra l’ergastolo e i vent’anni altri cinque leader politici della repubblica dell’Artsakh (che è il nome armeno della regione del Nagorno Karabakh). Vardanyan ha criticato le modalità del processo contro di lui, definendolo una farsa strumentalizzata dal governo azero per fini politici.
La prima guerra per il Nagorno Karabakh fu combattuta dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica, all’inizio degli anni Novanta, quando la regione, assegnata agli azeri, venne occupata dall’Armenia. L’esercito azero ne riprese il parziale controllo nel 2020 e poi la riconquistò definitivamente nel 2023. Ora i due governi stanno provando a normalizzare i rapporti e di recente hanno siglato un accordo di pace mediato dagli Stati Uniti. Il presidente azero Ilham Aliyev ha escluso la possibilità, di cui si era parlato durante i negoziati, di graziare gli altri prigionieri armeni detenuti nelle carceri azere per aver partecipato al governo separatista.
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