• Sport
  • Venerdì 13 febbraio 2026

Il salto del pattinaggio che sa fare solo Ilia Malinin

E tutte le altre cose che lo rendono il pattinatore di figura più forte e spettacolare del mondo, attesissimo stasera alle Olimpiadi

Il pattinatore statunitense Ilia Malinin, 10 febbraio 2026 (Tim Clayton/Getty Images)
Il pattinatore statunitense Ilia Malinin, 10 febbraio 2026 (Tim Clayton/Getty Images)
Caricamento player

Venerdì sera alle Olimpiadi invernali di Milano Cortina lo statunitense Ilia Malinin è il principale favorito per la vittoria della medaglia d’oro nella gara individuale di pattinaggio di figura. Dato che ha già vinto il torneo a squadre, sarebbe il secondo oro in pochi giorni. Per qualsiasi altro atleta di 21 anni al debutto olimpico una doppietta del genere sarebbe un risultato sorprendente, ma non per Malinin.

Lui domina il pattinaggio di figura da tempo. Esegue combinazioni che quasi nessun altro osa tentare e pattina con grande spettacolarità ed estro, riuscendo ad affascinare anche chi conosce poco questo sport e non coglie la difficoltà di certi passi. Ma, soprattutto, è l’unico pattinatore di sempre ad aver completato un “quadruplo axel”, il salto che eseguì per la prima volta nel 2022.

Nel pattinaggio di figura esistono sei tipi di salti. In generale, più rotazioni contiene un salto, più punti vale in gara. Tutti i salti possono essere quadrupli, se si eseguono quattro rotazioni in aria: solo che prima di Malinin nessuno era riuscito a farne così tante in un axel.

L’axel è il più complesso dei salti e quindi quello che dà più punti (di solito un axel normale vale circa 1 punto, il quadruplo ne vale almeno 12,5). È l’unico che decolla in avanti e atterra all’indietro, cosa che comporta sempre una mezza rotazione in più. Molti pattinatori considerano difficile e innaturale lo stacco in avanti dell’axel, così come l’atterraggio, che avviene sulla dentellata punta anteriore del pattino.

È proprio quel mezzo giro in più che rende l’axel più difficile degli altri: il pattinatore deve saltare più in alto e rimanere più a lungo in aria rispetto a qualsiasi altro salto. Se poi si riporta tutto a un salto quadruplo, che prevede già uno sforzo enorme per rimanere a lungo in aria, si capisce perché il quadruplo axel sia così raro. Già normalmente, un pattinatore di figura si stacca dal ghiaccio esercitando una forza fino a quattro volte il proprio peso corporeo. Al momento dell’atterraggio, invece, il piede subisce un peso ancora maggiore.

Nel quadruplo Axel di Malinin tutti questi aspetti sono amplificati. Con pattini che pesano circa 0,9 kg ciascuno, lui salta fino a 0,83 metri in aria – come i giocatori professionisti di basket, per intenderci – e gira a circa 350 rotazioni al minuto (5,8 rotazioni al secondo), una velocità paragonabile a quella di un mixer da cucina. Quando atterra, su un solo pattino, deve reggere una forza pari a oltre 300 chilogrammi. A guardarlo, però, non sembra che faccia tutta questa fatica.

Certo, Malinin ha avuto la fortuna di avere come genitori due ex pattinatori olimpici e di essere nato in un’epoca dove – grazie ad analisi video e allenamenti più avanzati, per esempio – si possono imparare più facilmente mosse che prima erano considerate estreme. Ma è anche un atleta che si allena sei giorni alla settimana, fino a sei ore al giorno, eseguendo circa 50 salti per sessione. Ha il fisico perfetto per questo sport, perché non è né troppo alto (174 centimetri) né troppo pesante (64 chilogrammi).

Forte delle sue capacità, in gara Malinin ha sempre un approccio più sfrontato degli altri: mentre molti pattinatori scelgono di ridurre i salti difficili per non rischiare di perdere punti, lui ne esegue addirittura di più. Un anno fa è diventato il primo pattinatore della storia a completare tutti e sei i quadrupli salti in un solo programma, e con una tecnica impeccabile. Non sorprende che pure lui stesso si definisca il Quad God, il dio dei quadrupli. Si chiama così pure su Instagram.

Malinin comunque non si limita a fare i salti quadrupli: li combina in sequenze audaci che a volte valgono più di un solo quadruplo axel. Nel 2022, per esempio, combinò quadruplo lutz, euler e triplo salchow: il lutz e il salchow sono, rispettivamente, il secondo e il quinto salto più difficile nel pattinaggio di figura, e l’euler è una sorta di salto di collegamento. Da allora lo ha fatto più volte.

– Leggi anche: Il pattinaggio di figura oggi è una questione soprattutto di salti

Grazie a queste scelte coraggiose, Malinin spesso accumula un vantaggio enorme in uno sport dove di solito la vittoria si decide per pochi punti. Completando ben sette quadrupli in una volta, a dicembre ha vinto nella finale del Grand Prix (una delle più importanti competizioni internazionali dello sport) con un margine di quasi 30 punti dal secondo classificato.

È un atleta estroso, a cui piace sorprendere il pubblico mostrando il suo atletismo anche quando questo porta pochi punti. Lo si è visto visto bene alle Olimpiadi di Milano Cortina, dove ha eseguito per due volte un backflip, il salto all’indietro che fino a due anni fa era proibito nelle competizioni ufficiali perché considerato troppo pericoloso (e che non è particolarmente utile in termini di punteggio). Uno di questi l’ha fatto addirittura atterrando su una sola lama.

Ilia Malinin al contrario alle Olimpiadi, 10 febbraio 2026 (Jean Catuffe/Getty Images)

Le sue Olimpiadi non erano iniziate benissimo, almeno per i suoi standard. Il suo esordio – il 7 febbraio, nel programma corto della gara a squadre – è stato un po’ sottotono, nel senso che anziché finire al primo posto è arrivato secondo. Al Washington Post Malinin aveva detto di aver pattinato «al 50 per cento» delle proprie possibilità, e ha raccontato che il caos delle Olimpiadi lo aveva colto impreparato, tanto che martedì mattina da Milano era andato a Bergamo per trovare un po’ di pace e allenarsi in un contesto più tranquillo.

Alla fine è stato proprio lui a far vincere la gara a squadre agli Stati Uniti. Nel programma lungo (quello che si esegue per secondo, con meno elementi tecnici obbligatori di quello “corto”) ha fatto cinque salti quadrupli e un triplo axel. Nonostante sia pure scivolato, è riuscito a fare quasi sei punti in più del secondo classificato e circa venti in più del terzo, l’italiano Matteo Rizzo.

Nella gara individuale, iniziata il 10 febbraio con il programma corto, è tornato a gareggiare al massimo della forma. Ha fatto un’esibizione straordinaria, totalizzando 108,16 punti, cinque in più del secondo. Tuttavia, in queste Olimpiadi Malinin non ha ancora eseguito il quadruplo axel: ci si aspetta che lo provi venerdì sera, durante il programma libero, considerato una sorta di finale. In allenamento, comunque, lo ha già fatto.