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  • Venerdì 13 febbraio 2026

Gareggiare alle Olimpiadi a cui partecipa anche tuo figlio

Lo ha fatto la sciatrice Sarah Schleper, che esordì a Nagano 1998 con gli Stati Uniti e nel frattempo è diventata messicana

Sarah Schleper all'arrivo del Super-G di Cortina, dov'è stata molto festeggiata dal pubblico (Mattia Ozbot/Getty Images)
Sarah Schleper all'arrivo del Super-G di Cortina, dov'è stata molto festeggiata dal pubblico (Mattia Ozbot/Getty Images)
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Il 29 dicembre del 2011 la statunitense Sarah Schleper fece quella che, al tempo, doveva essere la sua ultima gara da sciatrice professionista. Il 12 febbraio del 2026 la messicana Sarah Schleper ha gareggiato nel Super-G alle Olimpiadi di Milano Cortina. Non sono due persone diverse: Schleper ha cambiato nazionalità dopo aver sposato un messicano, e nel 2014 ha deciso di tornare a competere. Sta continuando a farlo, a 46 anni, e lei e suo figlio, lo sciatore Lasse Gaxiola, sono diventati la prima coppia madre-figlio a gareggiare nelle stesse Olimpiadi invernali.

Per via di questo record si è parlato molto di loro in questi giorni. Alla fine della gara, sulla pista Olympia delle Tofane di Cortina, Schleper ha detto al Post che l’attenzione mediatica le ha fatto piacere, mentre è stata più difficile da gestire per il figlio, che ha 18 anni ed è alle sue prime Olimpiadi. «È un sogno, un’esperienza irripetibile, ma non è stata facile per noi». Gaxiola non gareggia a Cortina, ma a Bormio, dove si tengono le gare maschili di sci.

Nella gara del suo primo addio allo sci, nel 2011, Schleper scese vestita in modo non convenzionale, a gambe scoperte, e a metà pista si fermò per prendere in braccio il figlio. Fu una scelta simbolica per mostrare la commistione tra la sua vita personale e quella sportiva-lavorativa.

La discesa di Schleper nel dicembre del 2011, quando si ritirò per la prima volta (Christophe Pallot/Agence Zoom/Getty Images)

Nel Super-G la messicana si è classificata ultima tra le atlete che sono arrivate al traguardo (in 17 su 43 sono uscite). Ha impiegato circa 8 secondi in più di Federica Brignone a percorrere la pista Olympia delle Tofane, ma già essere riuscita a gareggiare alle Olimpiadi a 46 anni è una cosa più che notevole. Ha spiegato che si mantiene in forma allenando i bambini di 9 anni, che la costringono a fare tante discese, e poi andando in palestra (anche se detesta farlo), sciando tanto e facendo lunghe passeggiate con il suo cane.

Queste sono le settime Olimpiadi per Schleper: ne ha fatte quattro con gli Stati Uniti e tre con il Messico. Le prime a cui partecipò furono quelle di Nagano 1998, in Giappone, quelle della terza medaglia d’oro della sciatrice italiana Deborah Compagnoni (che è stata l’ultima tedofora alla cerimonia di apertura di quest’anno). Il suo miglior risultato invece fu il decimo posto nello slalom speciale a Torino 2006.

Nel 2005 ottenne la sua unica vittoria in Coppa del Mondo, sempre in slalom speciale, in una gara in cui arrivò settima Lindsey Kildow, come si chiamava Lindsey Vonn prima di sposarsi nel 2006. L’ultima gara che fece con gli Stati Uniti, nel dicembre del 2011, fu la prima in cui Mikaela Shiffrin salì sul podio. Trent’anni di storia dello sci sono trascorsi, insomma, e Schleper è sempre stata lì. La prima volta che sciò sulla pista Olympia delle Tofane di Cortina fu negli anni Novanta: dice che non è cambiata molto.

Schleper con la tuta da sci del Messico (Daniel Kopatsch/VOIGT/GettyImages)

In mezzo come detto c’è stato il cambio di nazionalità, una cosa significativa soprattutto in questi tempi non semplici per le persone di cittadinanza messicana che vivono negli Stati Uniti. «Sono felice di essere messicana, soprattutto per come vanno le cose oggi. E sono orgogliosa che i messicani mi abbiano accettata e facciano il tifo per me». Schleper, che è stata per tre volte portabandiera del Messico alle Olimpiadi invernali, dice di sentirsi una buona rappresentante dei messicani «nonostante io non sembri messicana e non suoni messicana».