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  • Giovedì 12 febbraio 2026

Il torneo olimpico di hockey è tornato rilevante

Per la prima volta dal 2014 ci sono i giocatori di NHL, cioè i migliori al mondo

Il finlandese Niko Mikkola cerca di controllare il disco durante la partita Slovacchia-Finlandia a Milano, 11 febbraio 2026 (AP Photo/Petr David Josek)
Il finlandese Niko Mikkola cerca di controllare il disco durante la partita Slovacchia-Finlandia a Milano, 11 febbraio 2026 (AP Photo/Petr David Josek)
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È iniziato mercoledì il torneo olimpico di hockey su ghiaccio maschile, l’unico sport di squadra tra quelli presenti alle Olimpiadi invernali. Questo torneo è molto atteso per due ragioni: quella più rilevante è che per la prima volta dal 2014 ci saranno i giocatori della NHL, il campionato nordamericano, che è il più importante al mondo. La seconda, invece, riguarda il fatto che sarà presente anche la nazionale italiana, in quanto paese ospitante delle Olimpiadi. L’ultima volta che l’Italia disputò i Giochi olimpici era il 2006, e anche in quell’occasione partecipò perché era il paese ospitante.

Per riportare i giocatori della NHL alle Olimpiadi ci sono voluti più di due anni di trattative tra i dirigenti della NHL, della Federazione Internazionale di Hockey su Ghiaccio (IIHF) e del Comitato olimpico internazionale (CIO), e tutto dipendeva da una questione di soldi. Alla fine di queste lunghe trattative, la IIHF ha accettato di pagare le trasferte e le assicurazioni dei giocatori della NHL soprattutto perché sia la federazione sia il CIO volevano ridare importanza al torneo.

Nelle ultime edizioni infatti aveva perso molto seguito negli ascolti televisivi e tra gli appassionati, proprio perché per più di un decennio il torneo – uno degli eventi più seguiti alle Olimpiadi insieme al pattinaggio di figura – è stato giocato senza i migliori giocatori delle migliori squadre di quello sport.

Dopo le Olimpiadi di Sochi 2014 la Federazione internazionale di hockey si era rifiutata di pagare i costi delle trasferte e delle assicurazioni dei giocatori della NHL. Di conseguenza la NHL – che non è mai stata disposta a pagarli – ha preferito non mandare i suoi giocatori. La NHL può impedire loro di partecipare alle Olimpiadi un po’ come succede con la NBA, la lega statunitense di basket, che può vietare la presenza dei suoi cestisti alle Olimpiadi estive.

Il finlandese Eeli Tolvanen mentre segna un gol a Milano, 11 febbraio 2026 (AP Photo/Petr David Josek)

Le Olimpiadi invernali del 2018 e del 2022 si sono svolte quindi senza giocatori della NHL, con una conseguente riduzione del livello tecnico del torneo (le nazionali partecipanti hanno convocato atleti che giocavano in Europa o in campionati nordamericani meno importanti). Oltre alla questione dei costi, per la NHL partecipare alle Olimpiadi crea un problema non da poco perché la costringe a interrompere per tre settimane il campionato – che finisce a giugno – e a cambiare radicalmente il suo calendario.

L’accordo raggiunto tra NHL, IIHF e CIO non riguarda soltanto le Olimpiadi del 2026: la NHL si è detta disponibile a mandare i propri giocatori anche all’edizione successiva, che sarà nel 2030 nelle Alpi francesi.

– Leggi anche: Sì: nell’hockey su ghiaccio ci si può menare

Le nazionali favorite per la vittoria del torneo olimpico sono il Canada, che vinse l’ultimo torneo disputato con i giocatori NHL, gli Stati Uniti, la Svezia e la Finlandia. Tutti i giocatori di queste nazionali, a parte un solo finlandese, giocano nel campionato nordamericano: il livello del torneo sarà quindi molto elevato. La Russia, che ha pure una squadra molto forte, è stata esclusa dal torneo come conseguenza della guerra d’invasione in Ucraina, cominciata a febbraio 2022.

Tra i giocatori più attesi ci sono alcuni canadesi, tra cui Sidney Crosby, Connor McDavid e Cale Makar, considerati i migliori in assoluto in questo momento, gli statunitensi Jack Eichel e Auston Matthews, e gli svedesi William Nylander e Victor Hedman.

Il portiere italiano Damian Clara para un tiro a Milano, 11 febbraio 2026 (AP Photo/Hassan Ammar)

L’obiettivo dell’Italia, che non ha nessun giocatore nella NHL, è disputare buone partite ed evitare grosse sconfitte, cosa già ampiamente riuscita nella partita d’esordio contro la Svezia disputata mercoledì sera. L’Italia ha perso 5-2 ma ha giocato un’ottima partita, grazie a una difesa molto ordinata, ad attaccanti sempre pronti a ripartire verso la porta avversaria e a un’ottima prestazione del portiere Damian Clara, che però è dovuto uscire a causa di un infortunio durante il terzo periodo (le partite di hockey sono divise in tre periodi da 20 minuti effettivi, cioè con il tempo che si ferma quando non si sta giocando). L’Italia era addirittura riuscita ad andare in vantaggio a inizio partita grazie a un gol di Luca Frigo.

A Torino 2006 l’Italia perse tre partite e ne pareggiò due, contro la Germania e contro la Svizzera. A questo torneo l’Italia è in girone con la Svezia, la Finlandia e la Slovacchia: tra queste la squadra più alla portata dell’Italia è la Slovacchia, che ha sette giocatori NHL su 25 presenti in rosa.