Leslie Nielsen diventò Leslie Nielsen a sessant’anni

Prima che il trio “Zucker, Abrahams e Zucker” lo rendesse il più celebre attore di film demenziali, la sua carriera era stata serissima

Leslie Nielsen nel film del 1994 Una pallottola spuntata 33⅓ - L'insulto finale (Photo12/7e Art/Paramount Pictures/contrasto)
Leslie Nielsen nel film del 1994 Una pallottola spuntata 33⅓ - L'insulto finale (Photo12/7e Art/Paramount Pictures/contrasto)
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Jim Abrahams, David Zucker e suo fratello Jerry scritturarono Leslie Nielsen per il ruolo del medico inaffidabile nel film L’aereo più pazzo del mondo proprio perché non aveva mai recitato in ruoli comici. Nielsen accettò subito, e loro furono certi di aver fatto la scelta giusta quando lui si presentò sul set con uno di quei cuscinetti per simulare i peti che portava in giro un po’ dappertutto, anche per alcune delle sue interviste più famose.

Parlandone con il New York Times qualche anno dopo, Nielsen disse di aver capito pian piano che per tre decenni era stato scelto per ruoli che non gli si addicevano, e che finalmente stava facendo quello che più gli piaceva. Grazie a gag comiche nonsense, scene assurde e battute memorabili L’aereo più pazzo del mondo fu uno dei primi film demenziali di culto. E Nielsen, che nacque esattamente cent’anni fa, diventò uno degli attori comici più famosi e riconoscibili di tutti i tempi, nonché uno dei più amati.

Ormai sessantenne, tra gli anni Ottanta e Novanta Nielsen continuò a collaborare con il famoso trio di registi e sceneggiatori “Zucker, Abrahams e Zucker” per l’altro suo ruolo più famoso, quello del maldestro tenente di polizia Frank Drebin nella serie di Una pallottola spuntata, ma recitò in molti altri film comici, come Dracula morto e contento di Mel Brooks o Riposseduta, una parodia dell’Esorcista con la stessa protagonista, Linda Blair. Pubblico e critica lo apprezzavano per una sua qualità in particolare: la capacità di interpretare scene esilaranti rimanendo irrimediabilmente serio.

Leslie Nielsen nacque l’11 febbraio del 1926 nel Canada meridionale. Crebbe a Edmonton, la capitale della provincia dell’Alberta, e a 17 anni si arruolò nell’aeronautica militare, senza prestare mai servizio. Cominciò come dj in una radio di Calgary, poi studiò recitazione a Toronto e infine a New York. Il suo primo ruolo minore in tv risale al 1950, e debuttò al cinema sei anni dopo.

All’inizio interpretò soprattutto ruoli romantici, come quello in Tammy fiore selvaggio con Debbie Reynolds, una delle più grandi star di Hollywood del tempo, oppure personaggi risoluti, per esempio nel film di fantascienza Il pianeta proibito. Poi, per il suo aspetto distinto e la statura (era alto quasi 190 centimetri), cominciò a essere preferito per impersonare uomini tutti d’un pezzo, come militari, politici o il capitano del transatlantico nel film del 1972 L’avventura del Poseidon. Recitò in qualche western, qualche horror e qualche dramma, e comparve in decine di serie tv, comprese Love Boat e Colombo.

«Sembra che io sia stato scoperto da una nuova generazione», disse al New York Times in un’intervista sull’uscita di Una pallottola spuntata intitolata qualcosa come “Il signor Anonimo diventa una star”. La sua carriera in effetti era stata una lunga serie di ruoli piuttosto secondari, in produzioni molto poco memorabili: poi cominciò a collaborare con Abrahams e i fratelli Zucker.

Leslie Nielsen e Debbie Reynolds in Tammy fiore selvaggio (John Springer Collection/CORBIS/Corbis via Getty Images)

L’aereo più pazzo del mondo era stato concepito come una parodia dei disaster movie, cioè i film in cui i protagonisti vengono messi in pericolo da una catastrofe, e in particolare del film del 1957 Ora zero. Nelle intenzioni del trio il film doveva sembrare quanto più possibile serio, e i momenti comici nascere proprio da quella finta compostezza: Nielsen aveva superato da un pezzo i cinquant’anni, e nel ruolo del dottor Rumack ci riuscì alla perfezione, ottenendo una fama fino a quel momento sconosciuta. Il film era costato 3,5 milioni di dollari e ne incassò in totale oltre 83.

Anche il personaggio di Frank Drebin nella serie tv Quelli della pallottola spuntata voleva prendere in giro i protagonisti dei polizieschi che si prendevano troppo sul serio, come Lee Marvin nella serie Il tenente Ballinger. La serie fu cancellata dopo sei episodi (due dei quali mai andati in onda), ma grazie alle repliche e al circuito delle videocassette diventò a sua volta di culto. Nielsen fu candidato agli Emmy come miglior attore in una serie comica o commedia, e tra il 1988 e il 1994 ne furono tratti tre film, Una pallottola spuntata, Una pallottola spuntata 2 ½ – L’odore della paura e Una pallottola spuntata 33 ⅓ – L’insulto finale, i primi due diretti da David Zucker e il terzo da Peter Segal.

I film del trio con Leslie Nielsen funzionavano per la loro comicità immediata e spesso triviale, fatta di gag basate sulla fisicità dei personaggi, doppi sensi e giochi di parole (per la verità non sempre resi bene nelle trasposizioni in italiano). L’altra intuizione fu appunto farli interpretare da attori famosi soprattutto per ruoli drammatici, come Robert Stack, Lloyd Bridges, Peter Graves.

Quando uscì, nel 1988, Una pallottola spuntata fu il fenomeno del box office della stagione natalizia, e in totale incassò 78 milioni di dollari. Nella sua recensione lo stimato critico cinematografico Roger Ebert scrisse che a tratti era incredibilmente stupido, eppure non era solo un insieme di battute messe in fila per far ridere. Grazie al suo successo intramontabile, l’anno scorso è uscito un quarto film della saga con Liam Neeson, a sua volta un attore noto perlopiù per i ruoli drammatici.

Leslie Nielsen, al centro, in una scena colorata digitalmente del film del 1955 Il pianeta proibito (FilmPublicityArchive/United Archives via Getty Images)

Tra gli anni Novanta e Duemila Nielsen continuò a recitare in film demenziali come Mr. Magoo, 2001 – Un’astronave spuntata nello spazio e il terzo e quarto capitolo di Scary Movie, in cui interpretava un presidente degli Stati Uniti molto poco credibile. Nonostante questi film fossero più dozzinali rispetto ai precedenti, lui restò un personaggio molto amato. Nel 2002 fu insignito del titolo di Officer of the Order of Canada, il più importante riconoscimento assegnato dal suo paese per i civili; morì nel novembre del 2010, a 84 anni, a causa di complicazioni legate a una polmonite.

David Zucker disse che Nielsen era divertente senza cercare di essere divertente, una specie di anarchico non dichiarato, mentre per suo fratello Jerry era perfino più entusiasta di loro all’idea di ribaltare l’immagine del personaggio serio e impostato che si era costruito con i ruoli precedenti. Nielsen prendeva in giro tutto e tutti, e soprattutto sé stesso: nel 1993 pubblicò un’autobiografia fittizia in cui scrisse di aver vinto due Oscar, di aver avuto una relazione con Elizabeth Taylor e di essere stato in un centro di recupero per combattere la sua dipendenza dalle battute sciocche.

Leslie Nielsen durante un evento alla DeSales University di Center Valley, in Pennsylvania, 27 marzo 2009 (Lisa Lake, WireImage via Getty)

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