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  • Domenica 8 febbraio 2026

Tutti i pattini che vedremo alle Olimpiadi di Milano Cortina

Ogni sport ne richiede un tipo diverso: da quelli con il tacco a quelli con la lama che si stacca dal tallone

Tre atlete italiane pattinano sul ghiaccio a Milano, Italia, 29 novembre 2025 (Mattia Ozbot/Getty Images)
Tre atlete italiane pattinano sul ghiaccio a Milano, Italia, 29 novembre 2025 (Mattia Ozbot/Getty Images)
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Alle Olimpiadi di Milano Cortina sono quattro gli sport in cui gli atleti useranno i pattini per cercare di vincere una medaglia. Questi sport, spesso detti sport del ghiaccio, sono il pattinaggio di figura, l’hockey, il pattinaggio di velocità e lo short track. Benché tutti vengano svolti su una pista ghiacciata – il pattinaggio di figura e lo short track saranno fatti proprio nello stesso palazzetto (l’Unipol Forum di Assago) – ognuno di questi richiede un pattino specifico, diverso da quello usato negli altri sport. Per chi se lo stesse chiedendo, nel curling non si usano pattini ma scarpe speciali, una con la suola di gomma (antiscivolo) e l’altra con la suola d’acciaio (scorrevole).

Pattinaggio di figura
Nel pattinaggio di figura, o pattinaggio artistico, ogni atleta deve eseguire una coreografia con salti e movimenti specifici, accompagnato dalla musica, in coppia o da solo. I pattini usati hanno una lama leggermente più lunga della scarpa a cui sono fissati: questo dà maggiore stabilità di movimento e più superficie di appoggio per i salti. Inoltre la lama è dentellata nella parte anteriore, usata per darsi lo slancio necessario per eseguire alcuni salti, che per questo sono detti “salti puntati”. La lama è concava e ha spigoli taglienti: i fili, o edges.

I pattini sono rafforzati all’altezza delle caviglie e la suola della scarpa non è parallela al terreno ma leggermente rialzata per via della presenza di un tacco, cosa che aggiunge al pattino, già di per sé molto elegante, una maggiore raffinatezza. Il tacco è presente nei pattini usati sia dagli uomini che dalle donne.

Mikhail Shaidorov durante una gara a Nagoya, Giappone, 6 dicembre 2025. (AP Photo/Hiro Komae)

Hockey su ghiaccio
In questo sport i pattini devono garantire agli atleti sia la possibilità di girarsi e frenare in poco spazio sia una protezione da eventuali impatti con il disco, una cosa molto importante dato che spesso i tiri superano i 160 chilometri all’ora e il disco è sì di gomma, ma piuttosto dura. Per garantire maggiore libertà di movimento i pattini da hockey hanno un vistoso supporto di plastica (detto carrello) tra la scarpa e la lama. Il carrello, dentro cui viene fissata la lama, serve a dare stabilità e favorire i cambi di direzione e le frenate, che sono spesso brusche e improvvise. Può capitare che i giocatori debbano frenare in pochi centimetri dopo aver raggiunto velocità anche superiori ai 30 chilometri all’ora.

I pattini coprono fin sopra la caviglia e sono composti da più strati di materiali diversi per garantire la resistenza agli urti. Negli ultimi anni i giocatori indossano sempre più di frequente anche una copertura trasparente in plastica rigida sopra al pattino per attutire ulteriormente i colpi del disco. A differenza dei pattini per il pattinaggio di figura, in quelli da hockey la lama è lunga quanto la scarpa e ha le estremità arrotondate. Ha inoltre due linee di appoggio sul ghiaccio essendo concava, proprio come quelle usate nel pattinaggio di figura. L’ampiezza della concavità varia a seconda delle preferenze del giocatore e delle condizioni del ghiaccio.

I portieri, oltre a una vasta serie di bardature per proteggersi dai tiri (e pararli), indossano pattini diversi. Sono meno alti – arrivano circa alla caviglia –, hanno un rinforzo di plastica sulla punta, e hanno lame meno arcuate (la superficie di appoggio sul ghiaccio è maggiore) e con le estremità meno arrotondate per facilitare i frequenti spostamenti laterali.

Seth Jarvis dei Carolina Hurricanes supera il portiere Logan Thompson dei Washington Capitals e segna un gol, Washington, Stati Uniti, 11 dicembre 2025 (AP Photo/Nick Wass)

Pattinaggio di velocità
Questo sport, dove gli atleti devono percorrere nel minore tempo possibile varie distanze pattinando su un ovale lungo 400 metri, è l’unico in cui la lama non è fissata al tallone della scarpa, ma si può allontanare di vari centimetri (sì, a vederli non sembrano molto stabili). La lama resta quindi più a lungo sul ghiaccio e aumenta la potenza della spinta della pattinata. Questa innovazione fu inventata nei Paesi Bassi, il paese che quasi sempre domina la disciplina, e fu ammessa per la prima volta alle Olimpiadi di Nagano 1998. Oggi tutti gli atleti la utilizzano.

Le lame di questi pattini sono molto lunghe: circa 50 centimetri. A differenza dei pattini descritti sopra, la lama non ha fili, quindi tutta la sua parte inferiore è a contatto con il ghiaccio.

La lama si stacca dal pattino durante una gara di pattinaggio di velocità a Rho, Italia, 29 novembre 2025. (AP Photo/Luca Bruno)

Short track
Questo sport si chiama così perché gli atleti gareggiano su una pista più corta (short track, appunto) di quella del pattinaggio di velocità. In Italia è diventato noto grazie alle vittorie di Arianna Fontana e alla particolare vicenda di Steven Bradbury. L’ovale è di 111 metri, si gareggia fianco a fianco con altri atleti e le gare si svolgono sulle stesse piste usate per l’hockey e per il pattinaggio di figura, sebbene ogni disciplina richieda il ghiaccio a una temperatura diversa. I pattini sono simili a quelli usati nel pattinaggio di velocità, ma la lama è fissata al tallone.

Le dimensioni ridotte della pista fanno si che le curve siano molto frequenti: per questo le lame sono anche leggermente piegate ad arco, in modo da rispecchiare la direzione della curva. Inoltre non sono poste al centro del pattino, ma spostate verso il lato sinistro di entrambi i piedi per facilitare l’inclinazione dell’atleta durante le curve. Nelle gare si gira in senso antiorario, quindi tutte le curve sono verso sinistra. 

Nei pattini usati nello short track le lame non sono al centro della scarpa, ma spostate verso sinistra per facilitare l’inclinazione in curva (Screenshot da bont.com)

Gli scontri e le cadute, che sono molto frequenti, sono spesso molto pericolosi perché le lame sono molto affilate: per questo gli atleti indossano guanti e tute fatte in uno speciale materiale antitaglio.