• Mondo
  • Martedì 27 gennaio 2026

Il governo spagnolo continua a distinguersi sull’immigrazione

Ha approvato un decreto per regolarizzare fino a 500mila immigrati irregolari, senza passare dal parlamento

Un lavoratore immigrato ad Almeria, in Spagna, nel 2024 (Getty Images/Pablo Miranzo)
Un lavoratore immigrato ad Almería, in Spagna, nel 2024 (Getty Images/Pablo Miranzo)

Martedì il governo spagnolo del primo ministro Socialista Pedro Sánchez ha approvato un decreto che dà la possibilità a moltissime persone immigrate, arrivate in Spagna in modo irregolare prima dello scorso 31 dicembre, di ottenere un permesso di residenza della durata iniziale di un anno. La procedura dovrebbe cominciare ad aprile e secondo le stime del governo potrebbe interessare fino a 500mila persone. Chi farà domanda otterrà un documento che permetterà di lavorare regolarmente da subito, senza attendere l’esito, e potranno partecipare anche i richiedenti asilo.

È un annuncio che va in direzione contraria rispetto alle scelte di molti governi europei, sia di destra che di sinistra, che da anni criticano e ostacolano l’immigrazione. Non è però del tutto sorprendente, dato che Sánchez (in carica dal 2018) si è sempre distinto per la sua difesa dei flussi migratori.

La regolarizzazione è notevole anche perché è stata approvata a partire da un’iniziativa di legge popolare, che negli anni scorsi aveva chiesto la regolarizzazione straordinaria degli immigrati irregolari per assicurare loro condizioni di vita e di lavoro migliori. L’iniziativa era stata sostenuta da più di 700mila persone, da diversi sindacati e dalla Chiesa cattolica.

Il governo ha scelto di approvarlo tramite un decreto reale, un atto normativo che non ha valore di legge ma che entra in vigore immediatamente senza passare dal parlamento, dove il governo non ha la maggioranza e i partiti di destra e centrodestra, contrari alla misura, sono molto forti.

Diversi politici dell’opposizione hanno criticato la misura. Ester Muñoz, un’importante parlamentare del Partito Popolare (il principale partito di centrodestra), l’ha accusato di avere approvato il decreto solo per distrarre l’opinione pubblica ed evitare di parlare dell’incidente ferroviario ad Adamuz dello scorso 18 gennaio, in cui sono morte 45 persone.

Non è la prima regolarizzazione di massa permessa in Spagna. L’ultima avvenne nel 2005: anche allora al governo c’era il Partito Socialista e il primo ministro era José Luis Rodríguez Zapatero. Parteciparono 576.506 persone.

– Leggi anche: Sull’immigrazione Pedro Sánchez la pensa diversamente