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  • Martedì 27 gennaio 2026

La Francia vuole vietare i social fino ai 15 anni

Diventerebbe il secondo paese a introdurre un divieto simile dopo l'Australia, ma manca ancora il voto del Senato

Un ragazzino con in mano il suo smartphone (AP Photo/Emilio Morenatti)
Un ragazzino con in mano il suo smartphone (AP Photo/Emilio Morenatti)
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Lunedì l’Assemblea nazionale, la camera bassa del parlamento francese, ha approvato con 130 voti favorevoli e 21 contrari una proposta di legge che ha lo scopo di vietare i social media ai minori di 15 anni, un tema discusso ormai da tempo. La proposta è stata presentata dalla parlamentare Laure Miller di Renaissance, il partito del presidente Emmanuel Macron, che la sostiene. Adesso deve essere approvata dal Senato, dove ci si aspetta che venga votata entro la fine di febbraio.

In caso di approvazione definitiva, la Francia diventerebbe il secondo paese a vietare i social agli adolescenti dopo l’Australia, dove a dicembre è entrato in vigore il discusso divieto per chi ha meno di 16 anni, e il primo in Europa.

Macron ha definito la legge un «passo molto importante» per tutelare i bambini e gli adolescenti francesi. La proposta è stata presentata a seguito delle raccomandazioni di una commissione parlamentare che aveva evidenziato come l’uso di social come TikTok, Snapchat e Instagram tra le persone minorenni possa esporle al rischio di bullismo online e a contenuti violenti, tra le altre cose. La proposta vieterebbe anche l’uso degli smartphone nelle scuole superiori, che in Francia è già proibito dal 2018 per gli studenti tra gli 11 e i 15 anni (il testo esclude comunque l’uso di enciclopedie online e piattaforme per la formazione).

Su richiesta di Macron, il governo francese ha attivato una procedura accelerata per la discussione e il voto della proposta, che prevede una sola lettura anziché due in ciascuna delle camere. L’obiettivo è che il provvedimento possa entrare in vigore già il prossimo settembre, con l’inizio del nuovo anno scolastico: l’ex primo ministro Gabriel Attal, leader di Renaissance all’Assemblea nazionale, ha detto che le piattaforme avrebbero tempo fino al successivo 31 dicembre per disattivare gli account esistenti ma non più permessi.

Gli esperti sembrano concordare sull’esistenza di una correlazione tra l’uso dei social network e un peggioramento della salute mentale dei ragazzi, ma non su un nesso causale. Inoltre ritengono che sia meglio promuovere un uso consapevole e autonomo dei social, piuttosto che vietarli del tutto.

Lunedì nove associazioni francesi che si occupano di diritti dei minori hanno chiesto al parlamento di concentrarsi sulle responsabilità delle piattaforme, anziché su un divieto per i ragazzi. Tra gli altri ha espresso riserve anche l’ex prima ministra Élisabeth Borne, sempre di Renaissance, secondo cui prima bisognerebbe assicurarsi che il divieto degli smartphone alle scuole medie venga rispettato.

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