Circa cinquanta migranti sono morti in un naufragio nel Mediterraneo

Lo ha raccontato l'unico sopravvissuto, soccorso e portato a Malta

Il porto di Malta, 15 aprile 2025 (©Wiktor Dabkowski/ZUMA Press Wire)
Il porto di Malta, 15 aprile 2025 (©Wiktor Dabkowski/ZUMA Press Wire)
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Nella notte tra venerdì 23 e sabato 24 gennaio un migrante è stato soccorso nel Mediterraneo centrale, in acque internazionali, dalla motonave Star. Una volta portato a Malta l’uomo ha detto che si trovava su una barca che era partita dalla Tunisia giovedì scorso, e che aveva a bordo un gruppo di circa 50 persone. La barca, secondo il racconto dell’uomo, si è rovesciata in mare 24 ore dopo la partenza a causa del maltempo, e le persone a bordo sono morte. Quando è stato soccorso l’uomo si trovava in gravi condizioni, quasi in ipotermia.

La capitaneria di porto di Lampedusa ha perlustrato l’area dove sarebbe avvenuto il naufragio, senza trovare nulla.

Da giorni Alarm Phone, il servizio che fornisce assistenza ai migranti nel Mediterraneo, segnala di non avere più notizie di circa 150 persone partite dalla Tunisia su tre diverse imbarcazioni. L’ipotesi di Alarm Phone è che quella segnalata dal superstite sia una di queste. L’organizzazione ha ricordato che le condizioni meteorologiche avverse di questo periodo rendono estremamente pericolose le traversate.

Nelle ultime ore la Sea-Watch 5 ha soccorso 18 persone nella zona SAR libica (search and rescue, ossia il tratto di mare in cui la Libia si è impegnata a mantenere attivo un servizio di ricerca e soccorso): si trovavano su quello che l’organizzazione non governativa ha definito «un barchino», e ha detto che a bordo c’erano anche due bambini molto piccoli. Tutte le persone soccorse sono vive e dovrebbero sbarcare oggi a Catania, porto assegnato dalle autorità. Sea-Watch ha anche fatto sapere che poiché non comunica alle autorità libiche la propria posizione di soccorso a causa delle «continue violazioni dei diritti umani» rischia ora in Italia delle sanzioni.