Chi è il leader dei neofascisti britannici con cui Salvini si è fatto questa foto
Tommy Robinson è uno considerato troppo estremista persino da Nigel Farage

In questi giorni l’attivista di estrema destra noto come Tommy Robinson ha pubblicato sui social una foto con il leader leghista Matteo Salvini, scattata nell’ufficio di Salvini al ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture. In Italia la foto è diventata un caso politico per via di chi è Robinson: è il principale, più famoso e controverso leader neofascista del Regno Unito, uno considerato troppo estremista persino da Nigel Farage, il capo della destra sovranista britannica.
Incontrandolo, Salvini gli ha dato una legittimazione politica che praticamente Robinson non aveva mai avuto in carriera, proprio perché in patria è considerato un impresentabile, più volte condannato a scontare pene in carcere. Non a caso nel post, che Salvini non ha pubblicizzato, Robinson sottolinea l’incarico istituzionale del suo interlocutore, vantandosi che sia il vice primo ministro italiano (tecnicamente Salvini è vice presidente del Consiglio).
Robinson, il cui vero nome è Stephen Yaxley-Lennon, ha un passato violento, iniziato nel tifo organizzato della sua città natale Luton, in Inghilterra. Prima della sua nuova vita da attivista digitale, è stato il leader dell’English Defence League (EDL), il principale gruppo neofascista britannico, che oggi è praticamente sparito, almeno nella sua forma originaria.

Tommy Robinson viene arrestato durante una manifestazione a Londra, nel 2023 (AP Photo/Alberto Pezzali)
Fondata nel 2009, l’EDL raggiunse i massimi consensi tra il 2010 e il 2013 e fu coinvolta in episodi gravissimi: nel 2011 due suoi sostenitori furono condannati perché stavano pianificando un attentato in una moschea ed emerse che il gruppo aveva legami con Anders Breivik, il responsabile della strage di Utøya che uccise 77 persone.
L’EDL fu considerata finita nel 2017. Da allora Robinson si è riciclato con l’attivismo online. I suoi contenuti sono sempre stati xenofobi, propalatori di teorie del complotto e falsità. Per esempio nel 2018, sempre a Roma, si fece filmare mentre colpiva con un pugno un immigrato. Quell’anno il suo profilo sull’allora Twitter fu sospeso per incitamento all’odio. Per uno dei suoi “documentari”, come li chiama lui, fu condannato a 18 mesi di reclusione per avere calunniato un rifugiato siriano.

Robinson fuori da un tribunale di Londra, lo scorso luglio (Thomas Krych/Anadolu via Getty Images)
Robinson ha ammesso di avere fatto uso di droga, ma ha sempre negato le accuse, che escono ciclicamente dai suoi ex collaboratori, di avere speso i soldi delle donazioni all’EDL per comprare cocaina o pagare prostitute. Negli anni della pandemia Robinson è stato molto in vista per le sue posizioni contrarie alle restrizioni sanitarie e ai vaccini contro il Covid. Ma al di là della sua presenza insistente su molti temi, si può dire che sia riuscito a svoltare grazie a Elon Musk.
Musk gli ha riattivato il profilo dopo l’acquisto di Twitter, che adesso si chiama X e ha praticamente azzerato la moderazione dei contenuti, inclusi quelli violenti e razzisti. All’epoca Robinson aveva 400mila follower, ora ne ha un milione e 800 mila. In più occasioni Musk ha dato ragione a Robinson e ha ripostato i suoi contenuti, che mistificano il Regno Unito come un posto sull’orlo di una guerra civile e invaso dai migranti.
Questi rapporti si sono consolidati nell’estate del 2024, quando Robinson ha fomentato le rivolte antimigranti nel Regno Unito, anche attraverso la diffusione di notizie false. Peraltro, Robinson è la ragione per cui Farage ha litigato con Musk, che fino ad allora era stato un suo stretto alleato: Musk aveva detto di non considerarlo più un leader adeguato dopo che lui aveva escluso che uno con le idee di Robinson potesse unirsi a Reform UK, il suo partito primo nei sondaggi.

Una foto della manifestazione organizzata da Robinson a Londra, lo scorso 13 settembre (Rasid Necati Aslim/Anadolu via Getty Images)
Oggi Robinson sostiene Advance UK, un partito per ora ininfluente a destra di Farage, e in politica estera è un indefesso sostenitore di Israele. In generale, come Salvini, si professa un difensore del free speech, la teoria feticcio dell’estrema destra secondo cui sui media di vari paesi occidentali ci sarebbe una specie di censura che limita la libertà di parola (free speech in inglese, appunto).
In tempi recenti, anche grazie all’esposizione che ha ottenuto online, Robinson è stato capace di mobilitazioni impensabili per l’EDL, che come detto era sempre stato marginale.
Lo scorso settembre 110mila persone parteciparono a una manifestazione contro l’immigrazione organizzata a Londra proprio da lui. La partecipazione era stata così alta, e al di sopra dei reali consensi di Robinson, perché era diventata una specie di manifestazione contro il governo Laburista, intercettando così anche persone che non condividono le sue idee estremiste.
Poche settimane prima della manifestazione, Robinson era stato arrestato e poi rilasciato per avere colpito con un pugno un uomo nella stazione londinese di St. Pancras. Alla fine non era stato incriminato, nonostante ci fosse un video che lo identificava, perché la persona aggredita non aveva voluto denunciarlo, né confermare la ricostruzione della polizia.
Oltreché dal Partito Democratico e dal resto dell’opposizione, Salvini è stato criticato anche da un suo alleato di governo: il leader di Forza Italia e ministro degli Esteri Antonio Tajani (pure lui vice presidente del Consiglio) ha detto che Robinson è «incompatibile con i miei valori». Domenica Salvini ha risposto alle polemiche, dicendo: «Ma potrò incontrare chi fico secco ho voglia da incontrare, se voglio fare battaglie comuni con qualcuno, con rispetto?»
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