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  • Sabato 24 gennaio 2026

La tappa più attesa e spettacolare della Coppa del Mondo di sci maschile

Quella di Kitzbühel, in Austria, soprattutto per la gara di discesa libera: quest'anno l'ha vinta un italiano

Il norvegese Aleksander Aamodt Kilde sulla pista di Kitzbühel nel 2023 (Alexis Boichard, BEZARD Hans, Christophe Pallot/Agence Zoom/Getty Images)
Il norvegese Aleksander Aamodt Kilde sulla pista di Kitzbühel nel 2023 (Alexis Boichard, BEZARD Hans, Christophe Pallot/Agence Zoom/Getty Images)

Questo fine settimana la Coppa del Mondo di sci maschile è arrivata alla sua tappa più importante: quella di Kitzbühel, in Austria. È di gran lunga la più attesa della stagione e quella in cui si sono disputate le gare più spettacolari e memorabili, dove sono caduti e hanno vinto alcuni dei più grandi sciatori di sempre. Sabato nella specialità della discesa libera ha vinto un italiano, il 24enne Giovanni Franzoni, battendo a sorpresa per soli 7 centesimi di secondo il favorito, lo svizzero Marco Odermatt. «Sembrerebbe che sono nella leggenda, e questo mi fa specie», ha detto Franzoni dopo la vittoria.

Venerdì si era tenuta la gara di Super-G (o supergigante, un’altra disciplina dello sci alpino) e domenica ci sarà quella di slalom gigante, ma quella notoriamente più spettacolare è proprio la discesa libera vinta da Franzoni sabato: è la disciplina più veloce dello sci alpino e lo diventa in modo particolare sulla pista Streif di Kitzbühel, che ha caratteristiche uniche ed è considerata la più impegnativa e pericolosa dello sci professionistico. Oltre alla discesa libera sulla Streif si disputano anche le gare di Super-G, altra disciplina veloce; l’altra pista di Kitzbühel invece è la Ganslern, su cui si disputa lo slalom speciale.

Giovanni Franzoni sul podio dopo la vittoria (EPA/ANNA SZILAGYI)

Sulla Streif si parte da 1.665 metri di altitudine e si arriva al traguardo dopo 860 metri di dislivello, percorsi a picco sul ghiaccio fra una curva in contropendenza e l’altra: quasi come cadere nel vuoto. L’austriaco Franz Klammer, che ci vinse quattro volte, disse: «È come tuffarsi nell’acqua gelida senza saper nuotare». Si scende a una velocità media di 103 chilometri orari, con picchi di 150 nella parte finale che porta al traguardo.

La parte iniziale del tracciato, con il primo salto della pista, è detta Mausefalle («trappola per topi») e arriva fino a una pendenza dell’85 per cento. A metà tracciato, sulla sponda Hausberg, si scia in diagonale: è il punto in cui si sono verificati alcuni degli incidenti più famosi. Come quello che fece nel 1995 l’italiano Pietro Vitalini: arrivato nella foga di una prova iniziata male per un errore in partenza, fece un volo di un centinaio di metri rotolando addirittura fuori dalle barriere protettive. Incredibilmente, non si fece niente: «Per la mia popolarità fu più importante cadere a Kitzbühel che ottenere tutti i risultati in carriera. Dopo quel volo atterrai su un letto di neve che attutì ogni colpo».

Gli sciatori italiani sulla Streif hanno avuto buoni risultati. Dominik Paris ci vinse tre volte fra il 2013 e il 2019 ed è uno dei soli sette sciatori ad aver vinto almeno tre gare. Di meglio hanno fatto soltanto gli austriaci Franz Klammer e Karl Schranz, quattro volte vincitori tra gli anni Sessanta e Settanta, e in anni più recenti lo svizzero Didier Cuche, con cinque primi posti. Sulla Streif ci hanno vinto anche gli italiani Peter Fill e Kristian Ghedina. La spaccata in volo che fece quest’ultimo sul salto finale fa ormai parte della storia della pista.

A Kitzbühel si scia sull’Hahnenkamm, la montagna che dà il nome all’omonimo trofeo assegnato sulla somma dei risultati della discesa libera e dello slalom speciale. Si iniziò a scendere dall’Hahnenkamm già tra l’Ottocento e il Novecento, e in quel periodo nacque lo sci club di Kitzbühel, che organizza il trofeo quasi ininterrottamente dal 1931. La competizione fu poi alla base della creazione della Coppa del Mondo per lo sci, di cui Kitzbühel ha sempre fatto parte fin dalla prima edizione del 1967. Ci si disputano solo gare maschili.

Ogni anno la tappa di Kitzbühel attira in un fine settimana di gare tra gli 80 e i 90mila spettatori, di cui generalmente oltre 40mila solo per la discesa libera: si raggruppano in massa lungo la pista e all’arrivo, dove gli organizzatori predispongono tribune mobili da circa 10mila posti ciascuna.

Il pubblico visto dalla Streif, durante una gara di Michael Walchhofer nel 2009 (Agence Zoom/Getty Images)

Come a Wimbledon per il tennis e a Monaco per la Formula 1, quando sono aperte al pubblico le gare attirano a Kitzbühel un pubblico speciale per una tappa di Coppa del Mondo di sci, con molte persone famose e dello spettacolo. L’ex pilota di Formula 1 Niki Lauda era una presenza fissa, così come Dietrich Mateschitz, proprietario della multinazionale austriaca Red Bull, tra gli sponsor principali dell’evento.