Le attenzioni sulla Groenlandia sono un problema per l’Ucraina
A Davos si parlerà poco dei piani per la fine della guerra, e la crescente distanza fra Stati Uniti ed Europa piace alla Russia

Le minacce di Donald Trump sulla necessità di annettere la Groenlandia agli Stati Uniti sono diventate il tema centrale della politica internazionale, mettendo in secondo piano la guerra in Ucraina e di fatto sospendendo i negoziati volti a farla finire. Allo stesso tempo, i sempre più frequenti scontri e minacce sulla Groenlandia fra Stati Uniti e Unione Europea fanno il gioco della Russia, che spera in un indebolimento permanente della NATO.
Al World Economic Forum di Davos, in corso questa settimana in Svizzera, erano previsti nuovi incontri per ultimare il cosiddetto “piano per la prosperità” per l’Ucraina, un accordo da 800 miliardi di dollari per garantire sicurezza e ricostruzione dopo la fine della guerra. Il piano avrebbe dovuto essere firmato dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky, da rappresentanti europei e dagli Stati Uniti. Le discussioni però si sono interrotte dopo la crisi diplomatica sulla Groenlandia, e ora secondo fonti ucraine citate da media internazionali Zelensky starebbe valutando di non andare nemmeno a Davos.
Il programma del Forum è stato in gran parte modificato per andare incontro alle preferenze di Trump. Si parlerà molto di Groenlandia, di dazi e di azioni militari: i rappresentanti europei e il segretario generale della NATO Mark Rutte proveranno a trovare vie di riconciliazione, ma in questo momento per gli europei sarebbe molto difficile impegnarsi in un accordo economico importante su altri temi.

Donald Trump in partenza verso Davos, il 20 gennaio 2026 (AP Photo/Evan Vucci)
L’amministrazione statunitense lunedì non ha mandato delegati per un incontro proprio sul tema dell’Ucraina: Trump ha lasciato intendere in più di un’occasione che un’opposizione europea al suo progetto di acquisizione della Groenlandia avrebbe potuto condizionare l’impegno statunitense nel sostegno all’Ucraina.
Anche la creazione di un “consiglio di pace” per la Striscia di Gaza, promossa da Trump, rischia di complicare i rapporti con l’Europa e la soluzione della questione ucraina. Secondo i piani di Trump, il consiglio dovrebbe gestire la transizione nella Striscia e poi contribuire a risolvere anche altre dispute internazionali: i leader europei temono che Trump voglia rimpiazzare le Nazioni Unite con questo consiglio, a cui si accede su invito. Il fatto che la Russia di Vladimir Putin sia stata invitata a farne parte è un ulteriore motivo di preoccupazione.
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Il presidente russo Vladimir Putin a Mosca, il 16 gennaio 2026 (Ramil Sitdikov/Pool Photo via AP)
La Russia osserva con favore questi sviluppi. Martedì il ministro degli Esteri Sergei Lavrov ha paragonato le ambizioni di Trump sulla Groenlandia all’annessione russa della Crimea, avvenuta in modo illegittimo nel 2014: «La Crimea è importante per la Federazione Russa quanto la Groenlandia lo è per gli Stati Uniti». Il portavoce del governo russo Dmitry Peskov ha invitato Trump ad andare avanti: «Risolvendo la questione dell’annessione della Groenlandia, Trump entrerà senza dubbio nei libri di storia. E non solo nella storia degli Stati Uniti, ma nella storia mondiale».
La Russia considera che una crisi definitiva intorno alla Groenlandia potrebbe portare a un ulteriore indebolimento o alla fine della NATO, un obiettivo che persegue da tempo. Nella retorica di Putin la NATO è una minaccia per lo stato russo, e per esempio nella propaganda russa l’adesione all’alleanza degli stati baltici è da tempo citata come una causa di tensione in Europa.
Kirill Dmitriev, inviato di Putin che sta negoziando con gli Stati Uniti sull’Ucraina, ha scritto su X: «Il crollo dell’alleanza atlantica. Finalmente qualcosa che valga la pena di discutere a Davos».
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