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  • Giovedì 15 gennaio 2026

Il presidente del Garante della privacy Pasquale Stanzione è indagato

Sull'inchiesta ci sono ancora poche informazioni, si sa che è per peculato e corruzione e che la sede del Garante è stata perquisita

Il presidente del Garante per la Protezione dei Dati Personali Pasquale Stanzione
Il presidente del Garante per la protezione dei dati personali Pasquale Stanzione (ANSA/FABIO CIMAGLIA)
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La procura di Roma ha aperto un’inchiesta sulle attività del Garante della privacy: tra gli indagati ci sono membri del collegio del Garante, incluso il presidente Pasquale Stanzione. La notizia è stata data da Repubblica e le informazioni sono ancora poche: i reati ipotizzati sono peculato e corruzione. La Guardia di Finanza è entrata nella sede del Garante, a Roma, per sequestrare telefoni cellulari e computer.

Il Garante per la protezione dei dati personali, comunemente chiamato Garante della privacy, controlla che vengano rispettate le normative nazionali ed europee sul trattamento dei dati personali. Negli ultimi mesi Report, il programma di giornalismo di inchiesta che va in onda su Rai 3, ha dedicato diversi servizi al Garante della privacy mettendone in dubbio l’indipendenza.

Report aveva iniziato a indagare sulle attività del Garante dopo una multa data proprio dal Garante alla Rai per via di un servizio di Report, che aveva diffuso una registrazione audio di una conversazione privata tra l’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano e sua moglie. Report aveva risposto documentando una visita di Agostino Ghiglia, il componente del collegio direttivo vicino a Fratelli d’Italia, alla sede del partito a Roma, in via della Scrofa, accusandolo di essersi fatto condizionare dal governo nel decidere la multa.

In un altro servizio, Report aveva accusato i membri del Garante della privacy di aver ridotto una multa proposta dai funzionari nei confronti di Meta, la società proprietaria di Facebook e Instagram, per la violazione della privacy delle persone riprese con i Ray-Ban Meta Glasses, gli occhiali tecnologici di Meta dotati di telecamera. I funzionari del Garante avevano proposto una multa di 44 milioni di euro, ridotta a 12,5 milioni dai membri del collegio chiamato a decidere la versione definitiva.

Report aveva accusato il collegio di aver ridotto la multa dopo un incontro tra Agostino Ghiglia, uno dei membri, e Angelo Mazzetti, responsabile delle relazioni istituzionali di Meta in Italia. Il Garante si era difeso sostenendo che la multa era il risultato di un’ordinaria e naturale dialettica tra i funzionari e il collegio.

Sigfrido Ranucci, giornalista e conduttore di Report, ha scritto su Facebook che la procura di Roma ha avviato l’indagine in seguito ai servizi di Report. Secondo Ranucci le accuse riguarderebbero le spese di rappresentanza del collegio del Garante, in particolare le spese per carne comprata dal presidente Stanzione e addebitate al Garante. Oltre a questo, al centro delle indagini ci sarebbe anche la vicenda della sanzione data a Meta.