Sono tra i più ascoltati su Spotify, non abbiamo idea di chi siano

Una selezione di cantanti con successi enormi in parti del mondo che non sono la nostra

Arijit Singh in concerto prima di una partita del campionato indiano di cricket (AP Photo/Ajit Solanki)
Arijit Singh in concerto prima di una partita del campionato indiano di cricket (AP Photo/Ajit Solanki)

Da quando le modalità di fruizione della musica sono cambiate, capita spesso di scoprire che un gruppo o un cantante mai sentito nominare prima venga ascoltato da decine di milioni di persone. Fino a una quindicina d’anni fa le classifiche erano sostanzialmente dominate dal pop britannico e americano, e le tendenze musicali emerse in paesi non anglofoni erano rappresentate solo di rado.

Oggi la diffusione capillare dei servizi di streaming, e in particolare Spotify, ha reso più evidente il peso di mercati enormi e fino a poco tempo fa scarsamente considerati come l’India, il paese più popoloso al mondo, e l’America Latina, dove un artista emergente può raggiungere una platea vastissima grazie alla diffusione della lingua spagnola in numerosi paesi. In molti casi, avere successo in questi mercati equivale di fatto a essere tra gli artisti più ascoltati al mondo, anche se poi in vaste aree del pianeta si può restare quasi del tutto sconosciuti.

Per esempio, tra i 50 artisti più ascoltati al mondo su Spotify nel 2025 ci sono un compositore indiano di colonne sonore che totalizza più ascolti di Lady Gaga, Justin Bieber e dei Coldplay; una serie di cantanti messicani e colombiani con numeri paragonabili a quelli delle popstar più famose di questo secolo; e un cantante che è la dimostrazione di come il country non sia mai riuscito a uscire dagli Stati Uniti. I loro nomi sono presenti nella playlist ufficiale di Spotify che raccoglie i singoli dei 50 artisti più ascoltati nel 2025 a livello globale, e anche nelle analisi condotte da servizi di certificazione indipendenti come Chart Masters.

Fuerza Regida
In teoria sarebbero una band statunitense, in pratica la maggior parte dei 43 milioni di persone che li ascoltano proviene dal Messico. Il gruppo è stato fondato nel 2015 a San Bernardino, in California, da 5 figli di emigranti messicani. La musica che suonano si rifà ad alcuni generi musicali tradizionali del Messico, dal mariachi al norteño, e le loro canzoni parlano soprattutto di feste, criminalità organizzata e cuori spezzati. Tra i membri del gruppo il più appariscente è Samuel Jaimez. Suona la chitarra a 12 corde che contraddistingue la maggior parte delle canzoni dei Fuerza Regida, in cui non mancano quasi mai ritmiche molto percussive e lunghi e ampollosi fraseggi ispirati al flamenco.

Cominciarono a suonare nel 2015, pubblicando le loro canzoni su YouTube, ma ottennero il loro primo contratto discografico con la Lumbre, un’etichetta argentina molto radicata a Los Angeles e dintorni e specializzata in musica latina, nel 2019. Il loro ultimo disco, pubblicato lo scorso anno, si intitola 111xpantia, ed è stato trainato soprattutto dal singolo “Marlboro Rojo”.

Arijit Singh
Nel 2025 è diventato il primo cantante indiano a entrare nella top 10 global di Spotify, quella che elenca i dieci musicisti più ascoltati nel mondo nel corso dell’anno. Ma Arijit Singh aveva fatto notizia già la scorsa estate, quando era diventato l’artista con più follower (una categoria diversa dagli ascoltatori mensili: sono le persone che seguono un cantante per ricevere aggiornamenti sulle nuove uscite): 151 milioni, più di Taylor Swift.

Singh fa musica dal 2009, ha una discografia sconfinata e tecnicamente parlando è un playback singer, una figura professionale molto diffusa nell’industria cinematografica indiana. In sostanza, il suo lavoro è comporre e cantare le canzoni che vengono inserite nei film di Bollywood, e che in post produzione vengono interpretate in playback (cioè mimando il canto sulla base registrata) dagli attori. Le canzoni per cui è famoso non sono tratte da album, ma dalle colonne sonore di film indiani: sono tantissime, e scritte in decine di dialetti indiani.

Singh è anche un polistrumentista molto eclettico: nella sua produzione si alternano canzoni danzerecce con tappeti di sintetizzatori, ballate romantiche e composizioni ispirate alla musica tradizione indiana. Vive nella città di Jiaganj, nel Bengala Occidentale, e non parla volentieri con i giornalisti. A settembre è stato il primo musicista indiano a riempire uno stadio inglese: il Tottenham Hotspur Stadium di Londra. La sua canzone più ascoltata su Spotify si chiama “Gehra Hua”. Peraltro, tra i 50 musicisti più ascoltati al mondo nel 2025 c’è anche il connazionale Pritam Chakraborty, che come lui si occupa di musica per il cinema.

Morgan Wallen
In realtà è famosissimo nel suo paese ed è stato ascoltato anche in altri paesi di lingua inglese, come l’Australia e il Regno Unito, ma a livello globale la sua fama non è neppure lontanamente paragonabile a quella di una popstar con vendite simili. Questo perché è specializzato in un genere che, pur essendo popolarissimo negli Stati Uniti, non è mai riuscito a attecchire all’estero: il country.

Talvolta il genere in cui viene inquadrato è definito “bro country”, cioè una versione del country tradizionale influenzata dall’hip hop e dall’R&B. Nel 2023 la critica musicale del Guardian Adrian Horton scrisse che nelle canzoni di Wallen non mancano mai «la birra, la Bibbia, le donne, il whisky, i rimpianti e la riappropriazione del termine redneck» (“collo rosso”, l’appellativo dispregiativo con cui vengono indicati gli abitanti del sud degli Stati Uniti). Il suo quarto album in studio, I’m the Problem, è uscito l’anno scorso.

Rauw Alejandro
Al momento è molto probabilmente il secondo artista portoricano più ascoltato, dietro all’inarrivabile connazionale Bad Bunny. Ha 33 anni, suona dal 2014, la sua musica mescola l’R&B, il reggaeton e la trap e le sue canzoni parlano di tante cose, ma soprattutto di amore, vita di strada, narcotraffico e legami familiari. Il bisnonno di Rauw Alejandro era originario di Palermo, e questo retaggio è la ragione del titolo dei suoi due ultimi album: Cosa Nuestra, uscito l’anno scorso, e Cosa Nuestra: Capítulo 0, pubblicato a settembre.

Tra il 2020 e il 2023 Alejandro era conosciuto ai più non tanto per motivi musicali, ma per la sua relazione con Rosalía, cantante catalana che negli ultimi anni si è affermata come popstar non anglosassone di maggior successo al mondo: la canzone più famosa che hanno fatto insieme è “Beso”, uscita nel 2023.

Nel testo di “La perla”, una delle canzoni dell’ultimo disco Lux, Rosalía sembra riferirsi a un ex definendolo tra le altre cose «terrorista emocional» (terrorista emozionale) e «mayor desastre mundial» (il peggior disastro al mondo). C’è chi sostiene che il diretto interessato sia proprio Alejandro.

Karol G
È una delle più famose e longeve cantanti di reggaeton colombiane. Anche se canta dal 2006, ha ottenuto il suo primo vero momento di notorietà nel 2017 con Unstoppable, il suo primo album, che tra le altre cose conteneva una collaborazione con Bad Bunny. In Colombia, e più in generale nei paesi dell’America Latina, è una superstar.

Karol G ambiva a una considerazione di questo tipo fin dagli inizi: lei stessa ha citato in più occasioni Beyoncé e Shakira tra le proprie influenze musicali. Lavora spesso insieme ai connazionali J Balvin e Maluma, con cui condivide il genere musicale e il luogo di nascita: Medellín, la seconda città della Colombia, che negli ultimi vent’anni è diventata un prolifico centro del genere reggaeton. Nel 2025 ha pubblicato il suo quinto album in studio, Tropicoqueta.

Beéle
Tra gli artisti più ascoltati c’è un altro colombiano, Beéle, che ha 23 anni e quest’anno ha pubblicato Borondo, il suo secondo album, che contiene ben 26 canzoni. Fa un reggaeton lento, romantico e sdolcinato che funziona molto bene nelle discoteche e nei locali in cui si balla musica caraibica. Ha 38 milioni di ascoltatori mensili su Spotify.

Junior H
Ha 24 anni e, come molti cantanti messicani della sua generazione, fa parte del filone dei corridos tumbados. È un genere che deriva dalla musica tradizionale latina e messicana noto anche per i temi trattati nei testi, che riguardano spesso la criminalità organizzata messicana, e per i casi di cronaca in cui rimangono periodicamente coinvolti i gruppi e i musicisti associati a questa comunità musicale. Tra il 2019 e il 2023 Junior H ha pubblicato ben 8 album, e ha trascorso gli ultimi due anni a fare tour in giro per il Messico. Ciononostante, è ascoltato ogni mese da quasi 30 milioni di persone.

Peso Pluma, Tito Double P e Netón Vega
Il primo è uno dei cantanti messicani più famosi al mondo, e il suo successo dura già da qualche anno. Su Spotify è ascoltato mensilmente da 42 milioni di persone, e nel 2023 era stato collocato al quinto posto nella classifica dei “Top Artists Globally” della piattaforma, dietro a popstar come Taylor Swift, Bad Bunny, The Weeknd e Drake, e davanti a gente come Travis Scott, SZA e Lana Del Rey, da anni stabilmente tra i cantanti più ascoltati al mondo. Come Junior H, Peso Pluma viene fatto rientrare nel filone dei corridos tumbados, e ne è anzi considerato il più importante interprete. Negli ultimi anni ha fatto parlare di sé anche per motivi poco legati alla musica, come per esempio le minacce che ha ricevuto da Nueva Generación, uno dei più radicati cartelli attivi nello stato messicano di Jalisco.

Tito Double P, un altro tra i 50 artisti più ascoltati su Spotify nel 2025, è suo cugino e fa sostanzialmente la stessa musica. Ha scritto buona parte delle canzoni di Peso Pluma, ma inizialmente si dedicava più che altro al lavoro in studio: ha cominciato a cantare da solista soltanto nel 2024, quando il cugino era già famosissimo. Nel 2025 hanno pubblicato il disco collaborativo DINASTÍA.

Anche Netón Vega è legato alla stessa cricca di cantanti: ha scritto due tra le canzoni più famose di Peso Pluma, “Rubicon” e “La People”, e collaborato con Luis R. Conriquez, uno dei più famosi cantanti messicani, nel singolo “Si No Quieres No”. Il suo primo disco, Delirium, è uscito a novembre e contiene molte collaborazioni con altri famosi cantanti messicani di narcocorridos.

Tate McRae
È una cantante canadese che ha cominciato a farsi notare nel 2017, quando cominciò a pubblicare le sue canzoni su YouTube. Ha un passato da ballerina, sa muoversi molto bene sul palco e fa concerti molto scenografici. La sua musica è una sorta di pop dance moderno, energico e radiofonico, vicino per stile a quello di colleghe più famose come Dua Lipa, Ariana Grande e Olivia Rodrigo.

Il nome di McRae compare con una certa frequenza nelle classifiche americane da settembre, grazie alla pubblicazione del singolo “TIT FOR TAT”, che ha raggiunto la terza posizione nella Billboard Hot 100, la classifica presa maggiormente in considerazione dall’industria discografica statunitense. Ma McRae sta riscuotendo un gran successo già dal 2024, grazie alle canzoni “It’s OK I’m OK” e “2 Hands”, poi finite nel suo disco So Close to What (2025).

G-Dragon
In Cina Spotify non è disponibile, e il modo migliore per farsi un’idea sui cantanti più ascoltati nel secondo paese più popoloso al mondo è guardare le classifiche pubblicate dai servizi di streaming locali. Secondo QQ Music, la piattaforma più usata nel paese, quest’anno è stato il sudcoreano G-Dragon, uno dei musicisti più famosi del k-pop. Debuttò nel 2006 con i Big Bang, uno dei gruppi più di successo del genere, ma cominciò a esibirsi da solista già nel 2009. Il suo ultimo disco si chiama Übermensch.

Quelli di KPop Demon Hunters
Nella classifica dei singoli (e non degli artisti) più ascoltati dello scorso anno c’è una forte rappresentanza di musicisti k-pop. Sono quelli che cantano le canzoni della colonna sonora di KPop Demon Hunters, il film più visto di sempre su Netflix, uscito lo scorso anno. Tra questi ci sono i Saja Boys, le Twice, Ahn Hyo-seop e altre composte dai produttori della colonna, che in passato avevano lavorato fra gli altri anche con i BTS, il più noto gruppo k-pop sudcoreano.