Cosa sappiamo sull’attacco statunitense contro il Venezuela
È stata bombardata la capitale Caracas e Trump dice che il presidente Nicolás Maduro è stato «catturato»

Sabato notte, verso le 2 (le 7 del mattino in Italia), gli Stati Uniti hanno compiuto un’operazione militare contro il Venezuela: Donald Trump ha detto che il presidente venezuelano Nicolás Maduro è stato catturato e portato via dal paese assieme a sua moglie. Gli Stati Uniti hanno anche bombardato diversi punti del Venezuela, fra cui la capitale Caracas e diversi importanti siti militari. Le informazioni al riguardo sono ancora limitate: alle 17 (ora italiana) Trump terrà una conferenza stampa.
La vicepresidente venezuelana Delcy Rodríguez ha detto alla televisione statale di non sapere dove sia Maduro e ha chiesto a Trump di dimostrare che il presidente venezuelano sia ancora vivo.
Secondo l’agenzia Associated Press, le esplosioni causate dal bombardamento sono state almeno sette e sono avvenute nell’arco di mezz’ora: non è ancora chiaro che tipo di danni abbiano causato, né se abbiano ucciso o ferito qualcuno. Diversi testimoni e giornalisti sul posto hanno detto di avere sentito il suono di diversi velivoli che volavano a bassa quota e che al momento alcune zone di Caracas sono senza elettricità. Video pubblicati sui social mostrano elicotteri in volo sopra la città.
Il governo venezuelano ha detto che gli attacchi hanno colpito sia postazioni militari sia strutture civili. AP ha pubblicato alcune foto che mostrano del fumo alzarsi alla base militare di La Carlota, che si trova nei quartieri a est di Caracas. Diversi giornali hanno scritto che alcune esplosioni sono avvenute anche nei dintorni di Fuerte Tiuna, un’altra importante base militare, in prossimità della quale si trova il ministero della Difesa venezuelano. Secondo quanto detto dal governo e dai media venezuelani, nell’attacco sono stati colpiti anche gli stati di Miranda, Aragua e La Guaira.
Negli ultimi mesi gli Stati Uniti hanno assunto un atteggiamento molto aggressivo nei confronti del Venezuela: hanno compiuto almeno un attacco con droni contro un porto del paese e Trump ha parlato apertamente di rimuovere Maduro. Il presidente autoritario del Venezuela è stato accusato dal governo statunitense di dirigere il traffico di stupefacenti verso gli Stati Uniti tramite un presunto cartello di narcotrafficanti, il Cártel de los Soles (sulla cui esistenza ci sono molti dubbi), e di aver inviato nel paese criminali dalle prigioni venezuelane. L’esercito statunitense aveva aumentato la sua presenza militare vicino al Venezuela e a partire da settembre aveva bombardato anche diverse navi al largo del Venezuela, sostenendo (senza mai portare prove) che fossero usate dai narcotrafficanti per portare gli stupefacenti negli Stati Uniti.



