Il Calibri è un font troppo poco serio?
Per le comunicazioni ufficiali il segretario di stato statunitense ha deciso di abolirlo e ripristinare il caro vecchio Times New Roman

Il segretario di Stato Marco Rubio ha ordinato a tutto il personale diplomatico degli Stati Uniti di smettere di usare il Calibri come font nelle comunicazioni ufficiali scritte, e di tornare a usare il Times New Roman, a lungo quello ufficiale. Il Calibri era stato introdotto nel 2023 dall’amministrazione del presidente Joe Biden perché considerato più moderno, meno formale e soprattutto più leggibile: la decisione di Rubio ribalta un provvedimento che era stato introdotto con l’obiettivo di rendere le cose più semplici, ma che secondo l’amministrazione di Donald Trump è stato invece inutile e dannoso.
Il dipartimento di Stato è l’equivalente del ministero degli Esteri italiano, e la decisione è stata comunicata in una nota che Rubio ha inviato martedì a tutte le ambasciate e ai consolati statunitensi all’estero. Nella nota – ottenuta prima dal New York Times e poi da altre testate e agenzie di stampa – Rubio dice che il font determina il modo in cui i documenti ufficiali vengono percepiti in termini di coerenza e formalità. Secondo lui il Times New Roman, che è considerato più autorevole e tradizionale, servirà a restituire «decoro e professionalità» alle comunicazioni scritte del dipartimento.
Il Calibri è un font cosiddetto “sans serif”, o senza grazie: i suoi caratteri non sono cioè dotati di quelle lineette decorative che danno a font come il Times New Roman o il Georgia – quello usato dal Post – un aspetto più elegante. Visto che i caratteri sans serif sono più sobri e hanno spazi più grandi, generalmente sono più facili da distinguere per chi ha problemi di lettura, come persone ipovedenti o con dislessia: è proprio per migliorare l’accessibilità a testi scritti su carta o su schermo che il predecessore di Rubio, Antony Blinken, aveva introdotto il Calibri, aumentando la dimensione standard da 14 a 15 punti.
Anche se a qualche dipendente l’aumento di dimensioni del carattere aveva dato fastidio, in generale la decisione di Blinken di introdurre il Calibri era stata apprezzata. Nella nota, Rubio sostiene tuttavia che non solo la scelta del nuovo font non abbia raggiunto gli obiettivi sperati, ma che sia anche costata al dipartimento 145mila dollari, senza però dare dettagli al riguardo. L’ordine di ripristinare il Times New Roman è entrato in vigore mercoledì, e prevede anche che i documenti del dipartimento debbano essere scritti a 14 punti.

Esempi di frasi scritte nei due caratteri, in una nota fornita dal dipartimento di Stato (Associated Press)
Fin dall’inizio del secondo mandato di Trump, nel gennaio del 2025, la sua amministrazione ha cominciato a smantellare tutti i programmi che riguardano inclusione, diversità e rispetto dell’uguaglianza all’interno del governo federale: ha ordinato tra le altre la chiusura del cosiddetto settore D.E.I. (Diversity, Equity and Inclusion appunto) e di iniziative pensate per esempio per tutelare le persone trans sul posto di lavoro.
Riprendendo il linguaggio usato dallo stesso Trump in un ordine esecutivo sul tema, Rubio dice che sebbene il passaggio al Calibri «non sia stato tra gli esempi più illegali, immorali, radicali o inefficienti dei progetti D.E.I., è stato comunque un cambiamento cosmetico». Sempre secondo Rubio, non ha portato ad altro che allo «svilimento» della corrispondenza del dipartimento, e in più cozzava con il font del logo sulla carta intestata usata per le comunicazioni.
Un portavoce del dipartimento di Stato ha precisato che i font “serif” restano lo standard anche nei tribunali, nei documenti dei governi locali, e in altre agenzie federali. Altre due note inviate al personale del dipartimento invece specificano tra le altre cose che le uniche eccezioni sono i documenti che riguardano trattati internazionali e gli appuntamenti del presidente: dovranno essere scritti in Courier New, lo stesso font che il dipartimento di Stato aveva usato fino al 2004.
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