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  • Venerdì 12 dicembre 2025

A Gaza la pioggia ha allagato i campi per sfollati

La tempesta Byron ha peggiorato condizioni già disastrose, danneggiando le tende e trasformando il terreno in fango

Un uomo palestinese cerca di pulire la propria tenda vicino a Khan Yunis, l'11 dicembre 2025 (AP/Abdel Kareem Hana)
Un uomo palestinese cerca di pulire la propria tenda vicino a Khan Yunis, l'11 dicembre 2025 (AP/Abdel Kareem Hana)
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Negli ultimi giorni scorsi varie zone della Striscia di Gaza sono state allagate dalle forti piogge causate dalla tempesta Byron. Secondo le autorità di Gaza, controllate da Hamas, tra giovedì e venerdì gli allagamenti hanno causato la morte di almeno 14 persone, tra cui tre bambini morti di ipotermia dopo essere rimasti esposti al freddo e alla pioggia. Secondo le Nazioni Unite a Gaza circa 850mila persone palestinesi, che vivono in 761 campi per sfollati, si trovano in aree dove il rischio di inondazioni è molto alto.

Si stima che in oltre due anni di guerra più del 90 per cento delle abitazioni della Striscia sia stato danneggiato o distrutto dai bombardamenti dell’esercito israeliano. La ricostruzione non è ancora iniziata, e circa 1,5 milioni di palestinesi sfollati durante la guerra hanno sistemazioni provvisorie. Nella Striscia manca tutto, comprese le infrastrutture e i mezzi per affrontare le emergenze causate da tempeste o altri eventi naturali estremi, a causa del rigido controllo esercitato dall’esercito israeliano su tutto quello che entra ed esce dai confini.

Moltissimi palestinesi vivono in tende improvvisate, costruite con teloni, coperte e pezzi di plastica. Sono strutture molto precarie, che ovviamente non sono adatte a una tempesta. «Quando il vento comincia a soffiare, iniziamo tutti a sorreggere i pali per evitare che la tenda crolli», ha detto un uomo palestinese, Hani Ziara, ad Al Jazeera. Per impedire che le tende vengano allagate molti cercano di scavare dei canali di scolo, che però durano poco e vanno ricreati in continuazione.

Un uomo butta l’acqua che ha allagato la sua tenda in un campo per sfollati a Deir al Balah, l’11 dicembre 2025 (AP Photo/Abdel Kareem Hana)

La pioggia ha anche peggiorato le già disastrose condizioni igieniche e sanitarie della Striscia. Molte tende, infatti, vengono invase dal fango, che finisce per rimanere attaccato a oggetti necessari nella vita di tutti i giorni come coperte e pentole. L’UNRWA, l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di assistenza ai rifugiati palestinesi, ha scritto che il freddo, la pioggia e il fatto che molte persone vivano in spazi sovraffollati stanno facendo aumentare il rischio di diffusione di malattie. Jonathan Fowler, il portavoce dell’UNRWA, ha detto che a Gaza «il sistema fognario è completamente collassato» e «ci sono laghi formati da scarichi che non sono stati trattati, e la gente ci vive dentro».

– Leggi anche: Come si fa a uscire dalla Striscia di Gaza

Persone palestinesi in un campo per sfollati allagato a Deir al Balah, nella parte centrale della Striscia, l’11 dicembre 2025 (AP Photo/Abdel Kareem Hana)

Una strada allagata a Khan Yunis, l’11 dicembre 2025 (AP Photo/Abdel Kareem Hana)

I danni che le piogge stanno provocando sono aggravati dal fatto che nella Striscia entra una quantità ancora insufficiente di aiuti umanitari, come cibo, strumenti medici e sanitari e altri beni essenziali. Da inizio ottobre è in vigore un cessate il fuoco tra Israele e Hamas, previsto da un piano per la fine della guerra presentato dagli Stati Uniti. Secondo il piano, Israele dovrebbe assicurare l’ingresso di almeno 600 camion di aiuti umanitari al giorno. Israele dice che è quello che sta facendo, ma secondo un’inchiesta di Associated Press il numero in realtà è inferiore. Dall’inizio del cessate il fuoco l’esercito israeliano ha anche continuato ad attaccare Gaza, uccidendo centinaia di persone palestinesi.