Un uomo si è fatto esplodere a Islamabad uccidendo almeno 12 persone
È successo davanti a un tribunale della capitale pakistana, dove gli attacchi terroristici sono rari

Martedì un uomo si è fatto esplodere fuori dall’Alta Corte di Islamabad, in Pakistan, uccidendo almeno 12 persone e ferendone 27, che sono state ricoverate in ospedale, alcune delle quali in condizioni gravi. Gli attacchi di questo tipo non sono rari in Pakistan, dove operano diversi gruppi armati, ma lo sono nella capitale Islamabad, che è una città relativamente sicura perché piena di controlli, per via della presenza delle sedi delle istituzioni. L’Alta Corte si trova in un quartiere con moltissimi uffici governativi.
A confermare la natura di attacco terroristico dell’esplosione è stato il ministro dell’Interno Mohsin Naqvi, che ha detto che l’uomo era arrivato davanti al tribunale a piedi, con l’intenzione di entrare nell’edificio, e che quando non ci è riuscito si è fatto esplodere vicino a una camionetta della polizia.
Ci sono informazioni contrastanti sulla rivendicazione dell’attacco. Una fazione separatista dei talebani pakistani ne ha rivendicato la responsabilità, anche se alcuni esponenti l’hanno negato poco dopo. Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha detto che è stato compiuto da membri di un gruppo terrorista «appoggiato attivamente dall’India»: sono accuse che il Pakistan rivolge frequentemente all’India in queste situazioni, per via della pessima relazione fra i due paesi a causa del territorio conteso del Kashmir.
L’attacco è avvenuto a poche ore di distanza da un’esplosione che ha ucciso 13 persone a Delhi, in India, e su cui le autorità indiane stanno indagando come attentato terroristico. Al momento però non ci sono informazioni che facciano pensare a un collegamento fra i due episodi.



