L’uomo ingiustamente espulso a El Salvador è stato riportato negli Stati Uniti
Kilmar Abrego Garcia è diventato un simbolo dell'approccio di Trump contro i migranti: ora è accusato di traffico di esseri umani, secondo i suoi avvocati in modo infondato

Kilmar Abrego Garcia, l’uomo 29enne espulso per errore dagli Stati Uniti lo scorso 15 marzo e rinchiuso per mesi in un carcere di massima sicurezza a El Salvador, è stato riportato negli Stati Uniti. L’amministrazione Trump l’ha accusato di traffico di persone migranti prive di documenti, e sarà sottoposto a un processo penale. I suoi avvocati hanno detto di ritenere infondate le accuse.
Negli ultimi mesi Abrego Garcia è diventato una sorta di simbolo dell’approccio duro adottato da Trump sull’immigrazione. Era stato arrestato e mandato a El Salvador nonostante avesse un regolare permesso di soggiorno, e senza che ci fossero accuse solide contro di lui. Il suo caso era arrivato fino alla Corte Suprema, che aveva chiesto al governo di riportarlo indietro. Nonostante questo, a lungo l’amministrazione non ha fatto nulla per rimediare al suo errore, dicendo di non avere modo di riportarlo negli Stati Uniti. Il suo rientro smentisce questa tesi.
La procuratrice generale statunitense Pam Bondi ha detto in una conferenza stampa che il presidente salvadoregno Nayib Bukele, molto vicino a Trump, ha accettato di far tornare Abrego Garcia negli Stati Uniti dopo che i funzionari statunitensi hanno presentato al suo governo un mandato d’arresto. L’atto di accusa è stato depositato alla corte federale del Tennessee il 21 maggio, oltre due mesi dopo che Abrego Garcia era stato espulso.
È accusato di fare parte di un gruppo criminale con cui avrebbe fatto entrare illegalmente persone migranti negli Stati Uniti da vari paesi del Centro America tra cui Guatemala, Honduras e Ecuador. Secondo l’accusa, Abrego Garcia avrebbe anche trasportato armi e narcotici acquistati in modo illegale in Texas per rivenderli nel Maryland, dove abitava con la famiglia.
Abrego Garcia era entrato negli Stati Uniti nel 2011 illegalmente per sfuggire alle minacce delle gang criminali salvadoregne. Negli Stati Uniti ha poi conosciuto una donna, cittadina statunitense: si sono sposati e insieme hanno avuto tre figli, anche loro cittadini statunitensi. Nel 2019 fu arrestato dalla polizia di frontiera perché sospettato di avere legami con le bande criminali di El Salvador. Dopo un breve processo fu esonerato da ogni accusa, e anzi gli fu concesso un permesso di soggiorno umanitario. Il permesso era ancora valido a marzo, quando la polizia l’ha arrestato di nuovo in Maryland.
Il caso di Abrego Garcia non è unico: nelle scorse settimane l’amministrazione Trump ha inviato a El Salvador centinaia di persone, nella maggior parte dei casi per via di sospetti poco fondati e senza che fossero formulate accuse formali a loro carico.



