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  • Sabato 6 aprile 2024

Il soldato ucraino che recupera vecchie munizioni russe

Il Wall Street Journal ha raccontato la storia di Max Polyukhovich, che riutilizza le munizioni abbandonate dall'esercito russo e le consegna alle unità ucraine, che ne hanno un bisogno disperato

Soldati ucraini preparano munizioni di artiglieria nell'estate del 2023
Soldati ucraini preparano munizioni di artiglieria nell'estate del 2023 (AP Photo/Libkos)
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Il soldato Max Polyukhovich ha un compito unico in tutto l’esercito ucraino: da mesi, batte i campi e le paludi orientali dell’Ucraina, e in particolare i territori occupati dalla Russia e poi riconquistati, per cercare munizioni di artiglieria che l’esercito russo ha lasciato indietro durante la ritirata. Polyukhovich, che viene chiamato “Mad Max” dai suoi compagni, raccoglie le munizioni, le ispeziona, a volte le ripara e poi le consegna alle unità dell’esercito ucraino, per spararle contro i russi.

La storia di Polyukhovich è stata raccontata dal Wall Street Journal, e oltre a essere piuttosto notevole di per sé è anche esemplificativa della gravissima situazione in cui si trova l’esercito ucraino, a cui mancano armi, soldati ma soprattutto munizioni, a causa della scarsità di forniture dall’Europa e dagli Stati Uniti.

Polyukhovich ha 36 anni e ha trascorso gran parte della sua carriera nell’esercito ucraino come sminatore. Durante le prime fasi dell’invasione su larga scala della Russia, all’inizio del 2022, ha anche partecipato ad alcuni assalti di fanteria. Poi, l’estate scorsa, è stato ferito in battaglia. Si è ripreso, ma durante la convalescenza ha capito che il problema principale dell’esercito ucraino era la mancanza di munizioni, e ha avuto l’idea di andare a cercare quelle abbandonate dall’esercito russo.

Nei primi anni della guerra, tra il 2022 e il 2023, la Russia aveva dapprima occupato e poi si era ritirata da enormi territori dello stato ucraino, soprattutto a nord-est della capitale Kiev e attorno alla città di Kharkiv, a est. Durante le ritirate l’esercito russo – come capita piuttosto di frequente, per difficoltà logistiche – era stato costretto a lasciare indietro una certa quantità di munizioni di artiglieria: grossi proiettili lunghi anche più di un metro, oltre a mine e altro materiale.

Ovviamente, per evitare che gli ucraini se ne impossessassero, l’esercito russo aveva lasciato queste munizioni in luoghi difficili da raggiungere: sottacqua nelle paludi, o in campi minati. Polyukhovich, tra molti rischi, ha iniziato ad andare proprio in questi luoghi per recuperare le munizioni. Se sono intatte, le consegna direttamente ai suoi colleghi nell’esercito. Succede però abbastanza spesso che queste munizioni non siano utilizzabili: basta anche una piccola imperfezione esterna perché il proiettile possa cambiare traiettoria quando viene sparato, e rischiare di cadere sulle truppe amiche.

In alcuni casi, Polyukhovich porta le munizioni non utilizzabili in un suo laboratorio rudimentale, dove riutilizza i componenti al loro interno per produrre esplosivo fatto in casa da usare nei droni.

Da quando ha iniziato a cercare munizioni abbandonate, Polyukhovich dice di averne raccolte e consegnate all’esercito circa 14 mila. È un numero molto elevato per una persona sola (e ovviamente impossibile da verificare indipendentemente), ma è comunque una quantità molto piccola per l’esercito ucraino, che utilizza circa 2 mila munizioni al giorno nella sua guerra di resistenza contro la Russia.

La storia di Polyukhovich mostra quanto sia disperato il bisogno di munizioni dell’Ucraina, che sono essenziali per la guerra. Specie in un momento come questo, in cui l’esercito ucraino si trova sulla difensiva e c’è un pericolo piuttosto serio che le sue difese sul fronte crollino.

Secondo stime recenti fatte da ufficiali ucraini al New York Times, la Russia utilizza circa cinque volte il numero di munizioni di artiglieria dell’Ucraina.

Ne ha sempre avute più dell’Ucraina, fin dall’inizio della guerra: si stima che, nel periodo in cui aveva maggiore disponibilità, l’Ucraina abbia sparato al massimo 9 mila munizioni al giorno. Ma la Russia è arrivata anche a spararne 80 mila al giorno nell’estate del 2022. Attualmente però il problema è che le munizioni a disposizione dell’Ucraina sono insufficienti non soltanto per attaccare, ma anche per difendere le proprie posizioni.

Questo perché ormai da mesi gli Stati Uniti, che sono il principale fornitore di armi all’esercito ucraino, hanno interrotto le consegne principalmente per ragioni di divisioni interne tra il presidente Democratico Joe Biden e il Partito Repubblicano. L’Europa sta continuando a inviare armi e munizioni, ma in quantità largamente insufficienti.

A marzo gli Stati Uniti hanno annunciato che invieranno all’Ucraina armi dal valore di 300 milioni di dollari ottenuti grazie a un espediente contabile, per rispondere alle più immediate esigenze dell’esercito ucraino. Il consigliere per la Sicurezza nazionale statunitense Jake Sullivan ha detto che la decisione dell’amministrazione del presidente Joe Biden permetterà alle armi ucraine di «sparare ancora per un certo tempo, ma molto breve». Ha definito lo stanziamento non sufficiente a rispondere alle necessità ucraine: «Non eviterà che finiscano le munizioni».