Non c’è una vera ragione per imporre la modalità aereo in volo

È convinzione generale che i telefoni possano creare interferenze con i sistemi di comunicazione degli aerei, ma ormai sappiamo che non è così

Un ragazza guarda il cellulare a bordo di un aereo
(Daniel McCullough, Unsplash)
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Dietro alla richiesta delle compagnie aeree di spegnere lo smartphone o metterlo in modalità aerea c’è da sempre la convinzione collettiva che sia necessario per evitare le interferenze dei telefoni con la strumentazione di bordo. In realtà, secondo diversi studi noti da tempo, le possibilità che i cellulari influiscano sulla sicurezza di un volo sono minime. Tra le altre cose, infatti, nel 2022 la Commissione Europea ha imposto ai paesi membri dell’Unione Europea di assegnare delle frequenze della rete 5G all’uso degli smartphone durante i viaggi aerei, cosa che in un futuro potrebbe permettere di telefonare e usare internet in volo nei cieli dell’Unione europea.

Non è chiarissimo quindi il motivo per cui l’obbligo di spegnere i telefoni (o di metterli in modalità aereo) non sia mai stato messo in discussione: ci sono però diverse ipotesi credibili.

La cabina di pilotaggio degli aerei utilizza sistemi di comunicazione via radio per diverse operazioni, ma queste sono schermate per evitare che ci siano interferenze con altri sistemi radio e le loro frequenze sono diverse da quelle utilizzate dai cellulari. È vero però che in un primo periodo, quando i cellulari hanno cominciato a diffondersi, non si poteva escludere che un telefonino acceso potesse in qualche modo creare interferenze con i sistemi di bordo, e per questa ragione negli anni Novanta gli enti per la sicurezza in volo imposero il divieto di tenerli accesi sugli aerei.

Nel 2013 le autorità aeree europee e statunitensi diedero il permesso di tenerli accesi, ma in modalità aereo, cioè la funzione che impedisce ai dispositivi di cercare di collegarsi alle reti disponibili e con cui non si può chiamare, navigare su internet né usare il Bluetooth.

Oggi è parere condiviso tra gli esperti che il divieto di usare i cellulari a bordo degli aerei sia un eccesso di cautela da parte delle compagnie aeree e degli enti che si occupano di aviazione civile, anche perché nel tempo diversi studi hanno concluso che non ci sono elementi sufficienti per dire che tenerli accesi possa compromettere la sicurezza del volo. In generale però le norme di sicurezza hanno continuato a essere molto rigide per vari motivi, compresa la tranquillità dei passeggeri e del personale di bordo.

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Inizialmente era stato ipotizzato che con il divieto di usare i telefoni cellulari a bordo degli aerei c’entrassero anche le compagnie telefoniche. Entro una certa altitudine, infatti, i telefonini riescono a captare il segnale dei ripetitori a terra, quindi teoricamente potrebbero anche trasmettere i dati per una telefonata. Secondo i sostenitori di questa ipotesi, che non aveva solidi riscontri da parte delle compagnie telefoniche, telefonare in quota avrebbe comportato un rapido e costante passaggio da un ripetitore a un altro, visto che l’aereo quando raggiunge la velocità di crociera si muove molto rapidamente. Questi repentini passaggi avrebbero reso difficile il tracciamento delle chiamate e di conseguenza anche il corretto calcolo del loro costo.

In realtà, al di là degli eccessi di precauzione, una delle ragioni principali per cui il divieto è stato mantenuto è quella di limitare il rumore e i fastidi durante il volo.

Viaggiare in aereo significa condividere ambienti ristretti con altre persone anche per molte ore e comporta sforzi di convivenza non indifferenti. L’insofferenza che si può generare a bordo di un aereo quando ci sono rumori o fastidi – come quello di una persona che parla ad alta voce al telefono – e che a volte sfocia in diverbi o gesti anche aggressivi contro il personale di volo o altri passeggeri viene definita in inglese “air rage”. Dal momento che i casi di comportamenti molesti a bordo degli aerei sono sempre più frequenti – come evidenziato dalle statistiche della Federal Aviation Administration (FAA), l’agenzia federale statunitense che si occupa della sicurezza e dei controlli relativi all’aviazione – imporre il telefono in modalità aereo è insomma un espediente per preservare una generale tranquillità e ridurre il caos.

Come ha notato in un articolo su The Conversation Doug Drury, professore del dipartimento di Aviazione della CQUniversity (Australia), lo squillo continuo dei cellulari di duecento persone potrebbe aumentare la frustrazione nei passeggeri e peggiorare notevolmente l’esperienza del volo, così come il lavoro del personale di bordo. È un problema che comunque si può arginare fino a un certo punto, visto che da alcuni anni è molto diffuso in aereo l’uso di smartphone, tablet, computer e console per videogiochi in modalità offline (con film, musica e giochi scaricati o che comunque non richiedono internet) i cui rumori possono diventare un disturbo per gli altri passeggeri se non vengono silenziati o usate le cuffie.

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Secondo la Federal Communications Commission (FCC), l’agenzia governativa indipendente che si occupa delle comunicazioni negli Stati Uniti, il divieto di usare i cellulari sugli aerei non era necessario già nel 2005. Lo aveva fatto notare un dirigente della FAA, Nicholas Sabatini, durante una testimonianza davanti alla commissione Trasporti alla Camera statunitense. Pochi mesi prima peraltro la FCC aveva proposto di eliminare il divieto di usare i telefoni con banda 800 MHz sugli aerei, purché operassero alla loro frequenza minima e utilizzando le cosiddette “pico-celle” telefoniche.

Le pico-celle sono piccole antenne presenti sugli aerei che coprono aree limitate, come l’interno di un aeroplano: si collegano alla rete satellitare in alta quota e alla rete a terra a bassa quota, in modo simile a un router per il WiFi. È proprio sul loro impiego che si basa la tecnologia che permetterà (se concesso dalle compagnie aeree) di telefonare e usare liberamente Internet (col 5G) a bordo degli aerei in Europa, in base a quanto stabilito dalla Commissione europea nel 2022.

Nel 2013 l’allora neopresidente della FCC, Tom Wheeler, aveva proposto di eliminare il divieto di usare i cellulari e di abilitare le chiamate e l’uso dei dati durante il volo, provocando varie polemiche legate proprio alla convivenza tra i passeggeri. «Permettere i cellulari sugli aerei sembra la premessa di un nuovo reality: ‘Combattimenti in gabbia a 30mila piedi’», aveva commentato il deputato Repubblicano Greg Walden parlando con il Washington Post. In seguito a varie pressioni, anche da parte delle compagnie aeree, il divieto (o l’obbligo di mettere la modalità aereo) continuò a rimanere in vigore soprattutto per evitare il caos tra i passeggeri.

Riguardo al 5G, comunque, negli Stati Uniti esiste ancora la preoccupazione di interferenze perché lì una delle bande di frequenze usate per la rete 5G (3,7-3,98 gigahertz) è vicina a quelle usate dai radioaltimetri (4,2-4,4 gigahertz), cioè gli strumenti che misurano la distanza di aerei ed elicotteri dal suolo. Eventuali interferenze con questi strumenti, possibili per i modelli più vecchi che sono privi di apposite schermature, potrebbero complicare le procedure di atterraggio, soprattutto in caso di scarsa visibilità e maltempo. Questa possibilità è molto remota in Europa perché si usano frequenze diverse, sotto i 3,8 gigahertz, ed è probabile che in futuro sugli aerei verranno usate quelle ancora più basse a disposizione.